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Famiglie e scuole d'infanzia: nella Legge di Stabilità interventi insignificanti e tagli

Mentre la legge di stabilità ha passato lo scoglio della Camera ed è ora al vaglio del Senato, critiche pesanti arrivano dal Forum delle famiglie e dalla Fism: politiche famigliari scarse o nulle, secondo il presidente Belletti, mentre il Consiglio nazionale della Fism denuncia che i soli tagli nella scuola sono sulle paritarie. Venti milioni in meno per il 2015

Parole chiave: Famiglia (210), Belletti (4), Legge Stabilità (9), Fism (73), scuole paritarie (65)
Famiglie e scuole d'infanzia: nella Legge di Stabilità interventi insignificanti e tagli

La Legge di Stabilità è all'esame del Senato, dopo aver superato l'esame della Camera con 324 sì, 108 no e 3 astenuti. Centrale, al Senato, la questione fiscale, in particolare l'Irap a favore delle piccole e medie imprese, con un probabile aumento delle franchigie, e sulle partite Iva aumentando da 15 mila a 20 mila euro la soglia per accedere al regime forfettario. E poi la tassazione sui rendimenti dei fondi pensione e sulla rivalutazione del Tfr. Al centro dell'attenzione anche la tassazione sulla casa, con l'introduzione della nuova local tax in cui incorporare Imu e Tasi.
La partita si giocherà inoltre sui tagli alle Regioni, visto che la Camera si è impegnata solo su quelli ai Comuni. L'ammontare della spending imposta ai governatori dovrebbe rimanere a 4 miliardi, ma lo Stato potrebbe intervenire sul patto della Salute.

Negativo il giudizio del Forum delle famiglie. “Il governo ha incassato l’ok della Camera sulla legge di stabilità ma per mettersi al riparo da imboscate ha dovuto fare un massiccio ricorso al voto di fiducia”, afferma Francesco Belletti, presidente del Forum delle associazioni familiari. “L’annichilimento del dibattito politico è stato un ulteriore e ben chiaro messaggio che conferma come le famiglie non rientrano tra le priorità dell’esecutivo - sostiene - e che anzi la vera priorità è smantellare l’istituto familiare per dare la precedenza all’individualismo e all’assistenzialismo”. Da un lato, spiega Belletti, “si nega il riconoscimento dei carichi familiari nell’assegnazione del famoso ‘bonus’ di 80 euro, quasi un simulacro della politica governativa, che di fatto è un’erogazione ‘a pioggia’; dall’altro, nel giro di un mese si sono snellite le procedure per il divorzio al punto da varare quello senza separazione (sempre rigorosamente, per decreto-legge e voto di fiducia) con la scusa di alleggerire il carico dei Tribunali. Nel frattempo, come se non bastasse, al Senato sta correndo il ddl sul ‘divorzio breve’".

“Le poche misure ‘familiari’ - secondo il presidente del Forum - risultano quasi insignificanti nel complesso degli interventi e insufficienti a migliorare la situazione delle famiglie, sempre più penalizzate dalle politiche e dagli interventi dei governi degli ultimi anni come dimostrano i più recenti studi in materia. Resta una logica di sole elargizioni di emergenza, per situazioni di bisogno oggettivamente critiche, ma sulle quali manca la continuità del sostegno e la strategia politica di vedere la famiglia come risorsa”. Ancora una volta, aggiunge, “non ci sono politiche a misura dei diritti della famiglia, su cui costruire equità e sviluppo a partire dalla famiglia, ma, interventi effimeri, selettivi, e soprattutto affidati al buon cuore del governo nel gestire gli eventuali e marginali residui di bilancio. Insomma, un altro governo della famiglia a piè di lista”. Di qui la richiesta di Belletti che “al Senato si possa svolgere un rinnovato e concreto dibattito sugli interventi della legge di stabilità” e soprattutto “si torni a parlare di famiglia come primario motore di sviluppo del Paese e imprescindibile fattore di coesione sociale”.

I tagli alle scuole paritarie. Anche il Consiglio nazionale della Federazione Italiana Scuole Materne (Fism) ha espresso "forte preoccupazione nei confronti del taglio di 20 milioni (10% sul totale) nel capitolo dei contributi destinati alle scuole pubbliche paritarie previsto dalla proposta di Legge di Stabilità per l'anno 2015". La nota è stata diffusa al termine del Consiglio nazionale della Fism che si è svolto lo scorso fine settimana a Roma. "Di fronte alla dichiarazione del Governo che è stata finalmente invertita la tendenza di tagli nel settore scolastico, appare incredibile ed iniquo che questa politica dei tagli continui solo per le scuole paritarie, colpendo particolarmente le scuole dell'infanzia paritarie, autonome e comunali, che scolarizzano oltre il 40% dei bambini dai 3 ai 6 anni in Italia. Si chiede al Governo quantomeno di ripristinare la quota storica originaria nella Legge di Stabilità 2015", conclude la nota.

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