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Farmacisti in prima linea, sempre di più

Intervista al presidente dell'Ordine dei farmacisti di Treviso, Giuseppe Losego, in merito alla carenza temporanea di molti farmaci. Losego conferma le difficoltà, ma invita a non fare scorte e ad affidarsi al proprio farmacista di fiducia. 

Farmacisti in prima linea, sempre di più

Da settimane ormai, all’incirca dall’inizio dell’autunno, molti medicinali scarseggiano sugli scaffali delle farmacie. Mancano in particolare antidolorifici, antibiotici e sciroppi per la tosse; alcuni davvero introvabili, come i diffusissimi Moment o Nurofen. La situazione appare complicata in tutta Italia, ma non solo, Marca trevigiana compresa.  Ne abbiamo discusso con Giuseppe Losego, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Treviso, per raccogliere il parere della categoria e capire come si sta affrontando il problema. Nella Marca ci sono in totale 240 farmacie e circa 1.300 farmacisti. 

Presidente, quali sono le maggiori difficoltà che rilevate?

La mancanza di farmaci è una cosa seria, poiché riguarda non solo farmaci di uso abbastanza comune, che possono essere sostituiti da altri con medesimi principi attivi, ma riguarda anche farmaci più specifici, quali ad esempio insulina o il Clenil, quest’ultimo utilizzato per i trattamenti mediante aerosol. Inoltre, c’è una scarsità generalizzata per tutti gli sciroppi.

Come siamo arrivati a questa situazione?

Ci sono molteplici fattori concomitanti, che sommati insieme hanno generato questo disagio complessivo. Innanzitutto, la scarsità delle materie prime necessarie per produrre i medicinali, molte delle quali arrivano da India, Cina, Paesi dell’Est, compresa l’Ucraina, oggi in guerra. E poi il problema si ripresenta per la mancanza di materie prime per realizzare i contenitori: mi riferisco all’alluminio per i blister, ma anche al vetro per le bottiglie degli sciroppi, oppure alla plastica per i tappi. Senza dimenticare i disagi e i rincari legati ai trasporti e alle tempistiche di distribuzione. Se poi ci aggiungiamo che già da novembre c’è stato un picco anticipato delle influenze stagionali e un contestuale aumento dei contagi da Covid-19, tutto il sistema distributivo è andato in sofferenza. 

Entrano in gioco anche logiche speculative?

Purtroppo sì. Poiché il costo finale dei medicinali è molto differente nei diversi Paesi, succede che le aziende farmaceutiche – dovendo decidere – in prevalenza scelgano di dare priorità a quei mercati maggiormente remunerativi. Così facendo, vengono penalizzati mercati come quello italiano, ma anche francese e tedesco, in cui il costo dei medicinali è mediamente più basso di altri Paesi nel mondo, come ad esempio la Gran Bretagna, gli Stati Uniti, l’Ungheria.  Come Federazione dei farmacisti abbiamo segnalato questo fenomeno a livello nazionale al Ministero della Salute, che ha già convocato dei tavoli specifici di lavoro, impegnati a controllare e vigilare sulla materia.

E’ vero che alcune farmacie si sono attrezzate per le preparazioni di tipo galenico, quelle fatte in laboratorio?

Si, in realtà sono attività che le farmacie hanno sempre svolto, ma che in questa particolare contingenza sono aumentate. Anche nella nostra provincia di Treviso alcune farmacie tra quelle più strutturate, con laboratori specializzati, si sono organizzate in questo senso; rimane, però, sempre il problema che devono avere a disposizione le materie prime necessarie.

L’Agenzia italiana del farmaco, nella propria pagina web tiene aggiornata la lista dei farmaci attualmente carenti. L’elenco è molto lungo, oltre 3.000: dobbiamo preoccuparci?

In realtà, la maggior parte di quei medicinali sono vecchi, non più in uso. Lo stesso ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenendo il 17 gennaio in Commissione Affari sociali della Camera, ha spiegato che quella lista di Aifa sarà aggiornata, provvedendo a togliere dalla lista principale tutti i farmaci di non significativa importanza. Degli oltre 3 mila farmaci carenti, infatti, quelli non sostituiti da altri farmaci alternativi (come gli equivalenti, di preparazione galenica, di importazione), sono meno di 30. Purtroppo, ha dichiarato il ministro, la comunicazione allarmistica sulle carenze di questi giorni “sta generando quella che tecnicamente si chiama «carenza di rimbalzo»: l’accaparramento del farmaco da parte dei pazienti”. 

Anche la Regione Veneto è intervenuta sul tema carenza farmaci, inviando una circolare a medici e farmacisti con le indicazioni operative da seguire per “minimizzare i tempi di intervento” e ridurre “il disagio per il paziente”.

Sì, confermo che tutta la Regione Veneto - a cominciare dal suo presidente Luca Zaia - è molto vicina e attenta al nostro operato. La cosa molto positiva che stiamo notando, anche in questo particolare momento storico, è il grande lavoro di squadra nel territorio. E’ fondamentale, ad esempio, che noi farmacisti collaboriamo strettamente con i medici di famiglia e con gli specialisti sulla questione della carenza temporanea dei farmaci, per trovare insieme la soluzione migliore per il paziente. Per la nostra presenza capillare nelle città e nei quartieri, le farmacie sono luoghi di prossimità, dove una persona può sempre trovare un professionista di fiducia al quale affidarsi, h24, per 365 giorni all’anno, grazie alle turnazioni di orario. 

Quando parlate di presa in carico totale della salute delle persone, cosa intendete?

Progressivamente, le nostre sono diventate farmacie di servizi, per prenderci cura del paziente in toto e consigliarlo nel migliore dei modi, anche sulla burocrazia sanitaria, in collaborazione con i medici curanti. Se la rete funziona bene, ci sono minori casi di ricovero, si evita lo spreco di farmaci, si attuano diagnosi e cure più efficaci, le persone stanno meglio. Non a caso, nel tempo abbiamo investito molto nelle nostre strutture, sia in termini di competenze che di strumenti innovativi. Oggi siamo in grado di offrire ai pazienti una gamma di servizi sanitari molto vasta: dalle vaccinazioni antinfluenzali, a quelle per il Covid, agli esami del sangue, all’analisi del sonno, del colesterolo, fino a tanti altri check up specifici. 

Concludendo, cosa consiglierebbe ai nostri lettori?

Affidatevi al vostro farmacista, chiedete consiglio, non abbiate paura, vi saprà aiutare, anche per la carenza temporanea di farmaci. Infine, una raccomandazione: non fate scorta di farmaci, altrimenti qualcun altro resterebbe senza. Confrontandoci, in qualche modo una soluzione la troviamo. 

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