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Fase, 3, centri estivi possibili anche per la fascia 0-3, ecco cosa prevedono le linee guida

Per i bambini da zero e cinque anni, è consigliato un rapporto di uno a cinque tra educatore e bambini, rapporto che sale da uno a sette per la scuola primaria e a uno a dieci per i ragazzi della scuola secondaria. Per i bambini sotto i cinque anni si consiglia un ambientamento in piccoli gruppi, prevedendo anche la presenza di un genitore o di un altro adulto. Viene, inoltre, caldeggiata l’attività in spazi aperti.

Parole chiave: fascia 0-3 (1), asili nido (7), centri estivi (8), coronavirus (774)
Fase, 3, centri estivi possibili anche per la fascia 0-3, ecco cosa prevedono le linee guida

Erano attesi i criteri per poter aprire, intanto per le attività estive, anche gli asili nido, cioè per la fascia d’età 0-3 anni. E l’annuncio è arrivato lo scorso 11 giugno, seguito dal nuovo Dpcm, dedicato alla cosiddetta “fase 3”. Le linee, infatti, sono finite nel provvedimento che ha dato il via libera anche a una serie di nuove aperture (per esempio cinema e teatri), e precisamente nell’allegato 8. Per i bambini da zero e cinque anni, è consigliato un rapporto di uno a cinque tra educatore e bambini, rapporto che sale da uno a sette per la scuola primaria e a uno a dieci per i ragazzi della scuola secondaria. Per i bambini sotto i cinque anni si consiglia un ambientamento in piccoli gruppi, prevedendo anche la presenza di un genitore o di un altro adulto. Viene, inoltre, caldeggiata l’attività in spazi aperti. Limitatamente ai bimbi da 0 a 3 anni, il dpcm prevede per gli operatori ulteriori dispositivi di protezione, nel caso non sia possibile garantire il distanziamento fisico, e l’igienizzazione di oggetti, come i giocattoli, alla portata dei bambini.

Con queste garanzie, quindi, è già possibile riaprire i servizi educativi corrispondenti agli asili nido.

Novità anche sul fronte dei soldi stanziati dal Governo per sostenere in particolare i centri estivi. Si tratta di 135 milioni di euro: “Stiamo raccogliendo – spiega l’assessore regionale al Sociale Manuela Lanzarin – l’elenco dei Comuni veneti che stanno realizzando centri estivi. Sulla base di questo elenco il Governo farà il decreto con assegnazione dei soldi ai Comuni, che li destineranno poi ai gestori dei centri. Il criterio di riparto delle risorse, quindi, non è in base al numero degli abitanti, ma a chi fa davvero i centri estivi”.

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