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Fism: la gratuità del servizio prima dell’obbligatorietà

In risposta agli interventi sull’obbligatorietà per le scuole dell’infanzia che ha visto la Fism, la Federazione italiana scuole materne, chiedere di anteporre nei programmi elettorali la gratuità all’obbligatorietà e lo fa tramite le parole del responsabile nazionale per le questioni giuridiche, Stefano Giordano.

Parole chiave: obbligo (4), fism (106), scuole materne (38), elezioni (350)
Fism: la gratuità del servizio prima dell’obbligatorietà

Giordano torna su questo tema distinguendo subito i problemi degli ambiti 0-3 anni (asili nido) e 3-6 anni (scuole dell’infanzia facenti parte dell’unico sistema nazionale integrato di educazione e istruzione). Precisa, qui, l’avvocato Giordano che circa l’offerta educativa per i nidi “la linea di finanziamento del Pnrr risponde alla domanda di nuovi edifici pubblici, anche se non alle loro spese di gestione”, mentre per le scuole dell’infanzia il discorso cambia.

“Nell’ambito 3-6 il sistema di finanziamento attuale prevede la gratuità per l’offerta pubblica in capo allo Stato e ai Comuni, ma non per quella delle scuole paritarie. Dunque un terzo delle famiglie non dispone della gratuità riservata alle altre”, continua Giordano, indicando il punto che determina il corto circuito della proposta di obbligatorietà per la scuola d’infanzia. E continua: “Il sistema deve prima di tutto prevedere la gratuità dell’accesso per tutte le famiglie. A quel punto non si porrà nemmeno la questione della obbligatorietà”, considerando “i tassi di frequenza oltre la soglia del 90%” dei “territori che dispongono di avanzati sistemi (integrati) di offerta educativa e di istruzione”. 

La nota di Giordano esprime il timore che “la mancanza di gratuità e quindi di finanziamento di tutto il sistema di educazione e istruzione come attualmente concepito possa significare la scommessa (folle perché economicamente insostenibile) dello Stato solo sulla sua offerta, mettendo da parte quella espressione di profonda e ricca sussidiarietà che le scuole d’infanzia paritarie non profit rappresentano e continuano a testimoniare”.

La soluzione? Per Giordano “è già stata improntata nelle due ultime leggi di bilancio”. Si tratta di “superare il concetto di costo storico in termini di investimenti sul segmento 3-6 e di passare a quello del raggiungimento dei fabbisogni standard, superando il forte divario nord-sud e centro-periferia e puntando all’approvazione dei livelli essenziali delle prestazioni in campo di educazione e istruzione anche per il segmento 3-6”, conclude Giordano.

Fonte: Comunicato stampa
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