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Formazione professionale, serve una legge regionale

Gli enti formativi riuniti in Forma Veneto - l’85% delle realtà attive nel territorio regionale nei giorni scorsi hanno presentato a Padova la propria proposta di legge regionale su iniziativa popolare. Ora il via alla raccolta delle firme a sostegno della proposta.

Parole chiave: regione (300), cfp (42), formazione professionale (21)
Formazione professionale, serve una legge regionale

“Il nostro sistema di istruzione e formazione professionale è indicato a livello nazionale e comunitario come modello eccellente: è un paradosso che il quadro regionale normativo di riferimento sia fermo al 1990”. È quanto lamentano a una sola voce tutti gli enti formativi riuniti in Forma Veneto - l’85% delle realtà attive nel territorio regionale (EnAIP Veneto, Cnos-Fap Veneto, Ficiap Veneto, Cif Opere assistenziali, Ciofs Fp Veneto, Dieffe, Irigem) - che nei giorni scorsi hanno presentato a Padova la propria proposta di legge regionale su iniziativa popolare. “Da tempo il quadro normativo regionale di riferimento non risponde più alle mutate esigenze del mondo economico-produttivo. Nel frattempo è anche cambiato profondamente il sistema di istruzione nazionale insieme alla normativa europea”. Così il presidente di FormaVeneto Renato Meggiolaro, che aggiunge: “Questa proposta potrebbe riconsegnare alla Regione il ruolo di apripista rispetto all’evoluzione del sistema e all’introduzione nel Paese del sistema duale (scuola - lavoro), leva importante per sostenere l’occupazione giovanile e al tempo stesso la capacità competitiva del tessuto produttivo veneto. E’ un invito alla Regione a recuperare il tempo perduto e a farsi «capofila» delle regioni del Nord su questa tematica”.
“I nostri percorsi di formazione professionale riducono in misura significativa la dispersione scolastica e registrano bassi tassi di abbandono” ricorda Antonino Ziglio, amministratore delegato di Enaip nazionale, che ha collaborato alla stesura del testo. Due i capisaldi della proposta di legge: programmazione pluriennale del sistema della formazione professionale, superando il meccanismo del bando annuale, e certezza dei finanziamenti. “Perché il sistema è quasi arrivato all’asfissia” sottolinea con preoccupazione Meggiolaro. Un nodo, quello delle risorse e dei ritardi di pagamento regionali, che nella situazione di crisi di questi ultimi anni ha accentuato le difficoltà del sistema, aggravate oggi dal profilarsi all’orizzonte di ulteriori possibili tagli.
I percorsi triennali di Istruzione e formazione professionale portano all’adempimento dell’obbligo di istruzione e all’assolvimento del diritto/dovere all’istruzione e formazione entro i 18 anni. “Un servizio essenziale pubblico che dovrebbe essere di competenza regionale e che invece ogni anno deve confrontarsi con bandi, ed è soggetta alla discrezionalità delle scelte” spiega don Enrico Peretti, responsabile di Cnos Fap Veneto, nonché vicepresidente di Forma: “Per molti ragazzi e per molte famiglie è l’ultima risorsa, perché è una scuola che aiuta i giovani meno portati per uno studio teorico a sviluppare quella che noi chiamiamo «l’intelligenza delle mani», consentendo loro di raggiungere un successo formativo”. Ora il via alla raccolta delle firme a sostegno della proposta. Dovranno essere 7000, entro sei mesi, per consentirne il suo deposito e l’avvio dell’iter, per poi approdare in Consiglio regionale per la discussione: ma l’obiettivo è di poterne alla fine contare almeno 10.000.

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