Società e Politica
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Fraternità e bene comune: base e orizzonte per la nuova fase

La seconda serata della Settimana Sociale è proseguita martedì 29 settembre con un incontro dedicato alla Fraternità e al Bene comune, prospettive da cui è necessario ripartire per uscire dalla crisi innescata dalla pandemia. Andrea Grillo, teologo e docente di Teologia dei sacramenti e Filosofia della religione del Pontificio Ateneo S. Anselmo di Roma, ha presentato un excursus sul termine fraternità e la sua rilevanza nella storia personale di ogni individuo, in quella della comunità ecclesiale e nella società politica. Davide Girardi, docente di Sociologia allo Iusve di Venezia, ha invece lanciato una provocazione sui termini solidarietà, sussidiarietà e partecipazione, istanze chiamate a costruire insieme il bene comune solo nel momento in cui saranno in grado di ricucire le “faglie”, quegli elementi di disuguaglianza che frammentano il tessuto sociale.

Fraternità e bene comune: base e orizzonte per la nuova fase

La seconda serata della Settimana Sociale è proseguita martedì 29 settembre con un incontro dedicato alla Fraternità e al Bene comune, prospettive da cui è necessario ripartire per uscire dalla crisi innescata dalla pandemia. Andrea Grillo, teologo e docente di Teologia dei sacramenti e Filosofia della religione del Pontificio Ateneo S. Anselmo di Roma, ha presentato un excursus sul termine fraternità e la sua rilevanza nella storia personale di ogni individuo, in quella della comunità ecclesiale e nella società politica.

Davide Girardi, docente di Sociologia allo Iusve di Venezia, ha invece lanciato una provocazione sui termini solidarietà, sussidiarietà e partecipazione, istanze chiamate a costruire insieme il bene comune solo nel momento in cui saranno in grado di ricucire le “faglie”, quegli elementi di disuguaglianza che frammentano il tessuto sociale.

Il primo relatore ha aperto la serata con le parole di papa Francesco, ricordando la sua speciale sensibilità verso il termine “fraternità” che sarà protagonista della prossima enciclica. Sebbene il concetto di fraternità sia presente da millenni e consolidato a più livelli, Grillo ha voluto far riflettere su come guardiamo a questo principio, che troppo spesso è dato per scontato con il rischio di “deresponsabilizzare le relazioni”.

Ci sono fratelli di sangue, come Caino e Abele o Romolo e Remo, ma questi che immagine danno dell’essere fratelli? Una progenie comune dunque non è sufficiente a declinare il concetto di fraternità. Nella tradizione religiosa inoltre le fedi aspirano alla fraternità, ma non viene meno una dimensione di conflitto. L’unica “salvezza” è il riconoscimento della povertà e la perdita di superiorità. A mediare tale concetto, presente nella dottrina della Chiesa fin dalle sue origini, la figura di san Francesco. Il termine poi entra a far parte del comune sentire della società moderna attraverso la politica, durante la Rivoluzione francese, con il motto “Liberté, egalité, fraternité”. Tuttavia, se libertà e uguaglianza sono i concetti che più sono stati sviluppati nei secoli successivi alla Rivoluzione, i più semplici da tradurre in azioni giuridiche e quindi da concretizzare e governare dall’alto, la fraternità, “concetto politico che sporge su pre- e metapolitico e che implica e gestisce le altre due esperienza ma senza potersi sostituire ad esse”, è rimasta in sospeso.

Da qui l’urgenza richiamata dal docente in un forte appello a riconoscersi come “homo homini frater”, fratello per i fratelli, poiché solo la fraternità è in grado di mediare fra libertà e uguaglianza e di guidarle verso il bene comune.

Nella seconda parte della serata il prof. Girardi ha portato la platea a riflettere sulle storture del mondo contemporaneo, sulle innumerevoli disuguaglianze, “linee di faglia”, come le ha chiamate, lungo le quali possono scatenarsi terremoti dall’effetto devastante. Dalla crisi demografica all’iniquità del mercato del lavoro, fino alla povertà educativa e alle disparità nell’accesso alle cure. Tutti problemi stringenti che vanno affrontati e rielaborati strategicamente per tornare a poter parlare con cognizione di causa di solidarietà, sussidiarietà e partecipazione. Una società che lavora per il bene comune, infatti, chiosa il sociologo, deve essere consapevole dei propri diritti e dei propri doveri e mantenerli insieme in un orizzonte di valori comuni. Questo è anche l’orizzonte della Dottrina Sociale della Chiesa che tuttavia deve calarsi nei processi sociali non con principi, ma con nuove procedure, “intercettando i bisogni della società con forme sorprendenti”, ha chiosato Grillo durante il dibattito.

“In questi mesi – ha osservato Girardi – sono stati piantati molti germogli di prossimità e civismo, che ora per crescere devono farsi memoria collettiva”. Infatti solo attraverso il riconoscimento e la stima sociale è possibile ricostruire una trama di rapporti senza i quali l’uomo è svuotato.

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