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Galan ai domiciliari, dopo la richiesta di patteggiamento

L'ipotesi di accordo, definita congrua dall'accusa, prevede 2 anni e 10 mesi di reclusione e una multa da 2,6 milioni di euro. Galan dovrebbe essere già nel primo pomeriggio nella propria abitazione, Villa Rodella, a Cinto Euganeo.

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Galan ai domiciliari, dopo la richiesta di patteggiamento

Il Gip di Venezia Giuliana Galasso ha firmato il provvedimento per gli arresti domiciliari a Giancarlo Galan, l'ex governatore del Veneto finito in carcere per la vicenda Mose. A renderlo noto all'Ansa l'avv. Antonio Franchini del collegio di difesa. Ad attendere Galan all'uscita dal carcere di Opera ci sarà la moglie Alessandra Persegato.Gli arresti domiciliari rientrano nella procedura di patteggiamento avviata ieri da Galan, attraverso i suoi legali, con la Procura veneziana. Ipotesi di accordo, definita congrua dall'accusa, che prevede 2 anni e 10 mesi di reclusione e una multa da 2,6 milioni di euro. Galan dovrebbe essere già nel primo pomeriggio nella propria abitazione, Villa Rodella, a Cinto Euganeo (Padova).

L'ex ministro di Forza Italia è detenuto nel centro medico del carcere di Opera dal 22 luglio. Ma i suoi problemi clinici - fu ricoverato per una tromboflebite dopo una frattura e altri scompensi cardiaci - sono ormai risolti. I medici hanno dato il benestare al rientro nel normale circuito penitenziario. Il rischio per l'ex Doge era di finire in una cella normale. La Procura, inoltre, era pronta a chiedere per lui il processo immediato, saltando l'udienza preliminare che avrebbe bloccato la scadenza (21 ottobre) dei termini di custodia cautelare.

Sulla 'mossa' del patteggiamento pesa il passo fatto due giorni fa da un altro uomo chiave nell'inchiesta: il commercialista di fiducia di Galan, Paolo Venuti, che dopo le ammissioni fatte ai Pm ha lasciato il carcere, dov'era dal 4 giugno scorso, ottenendo l'ok al patteggiamento. Venuti avrebbe ammesso d'essere stato il prestanome del 'Doge' per alcune operazioni finanziarie in Italia e all'estero nelle quali, secondo la Procura, sarebbero nascosti i soldi dell'affaire Mose. La svolta di Galan, con la richiesta degli avvocati Antonio Franchini e Niccolò Ghedini, è stata comunicata dall'ufficio giudiziario veneziano con una nota del Procuratore Luigi Delpino e dell'aggiunto' Carlo Nordio.

Nell'inoltrarla al Gip i due hanno espresso "parere favorevole in ragione della congruità della pena, della carcerazione preventiva già sofferta e del suo proseguimento domiciliare". Finora ufficio dei Gip e Pm hanno sempre lavorato in piena sintonia di vedute. Chi ha parlato e ha fatto ammissioni è stato ammesso al patteggiamento, uscendo dal carcere.

Fonte: Ansa
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