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Gandolfini a Treviso: il FamilyDay avrà un seguito, ma non diventa un partito

Un seguito di Family Day a Treviso, proprio nel giorno della Festa del papà. Sabato 19 il leader del Comitato promotore, Massimo Gandolfini, è in piazza dei Signori, per dare continuità nei territori all’esperienza nazionale, che ha avuto un notevole impatto sulla società e sul mondo politico.

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Gandolfini a Treviso: il FamilyDay avrà un seguito, ma non diventa un partito

Un seguito di Family Day a Treviso, proprio nel giorno della Festa del papà. Sabato 19 il leader del Comitato promotore, Massimo Gandolfini, è in piazza dei Signori, per dare continuità nei territori all’esperienza nazionale, che ha avuto un notevole impatto sulla società e sul mondo politico. In questa intervista ci spiega come prosegue l’impegno del Family Day. Ed esclude che da quella partecipazione possa direttamente nascere un “Partito della famiglia”, come da qualcuno è stato ipotizzato.

Dopo il Family Day e i voto in Senato sulle Unioni civili come prosegue la battaglia per le famiglie e contro la legge Cirinnà?

La nostra battaglia in difesa della famiglia e del diritto dei bimbi di avere una mamma ed un papà prosegue a più livelli. Sono in corso le audizioni in Commissione della Camera e stiamo lavorando con forza per poter eliminare le tante forzature inaccettabili sulle unioni civili omologate al matrimonio. Inoltre abbiamo attivato la Consulta circa i profili di incostituzionalità dell’eventuale legge, che viola, a nostro avviso, ben tre articoli della nostra Costituzione (29, 72 e 87). Infine abbiamo fatto appello al Presidente della Repubblica che – in quanto supremo garante della Costituzione – abbia la massima attenzione su una legge così raffazzonata e pericolosamente divisiva per la società civile.

Come questa mobilitazione può proseguire nei territori?

A livello territoriale prosegue senza sosta la nostra campagna di informazione, formazione, educazione delle nostre comunità locali circa i delicati temi della ideologia gender quale strumento distruttivo della nostra società. Alla base dei matrimoni gay, dell’abominevole pratica dell’utero in affitto, delle adozioni per coppie omosessuali ci stanno le assurde pretese del gender, con suoi assiomi dell’indifferentismo sessuale e dell’arbitraria scelta di identità di genere ed orientamento sessuale.

Dopo le unioni civili quali altri fronti si profilano?

Purtroppo di fronti aperti contro la dignità della persona umana e la difesa della vita ce ne sono tanti: eutanasia, liberalizzazione della droga, divorzio lampo... Il popolo del Family Day non si arrende ed il nostro Comitato continuerà nella sua missione di dare voce al comune sentire degli italiani che non vogliono incivili leggi o pratiche di annullamento dell’umano.

Si sente parlare di una forza politica, che si chiamerebbe “il Popolo della famiglia” e nascerebbe dall’esperienza del Family Day. Cosa ne pensa? Non crede che un’iniziativa di questo tipo rischi di dividere invece che aggregare?

Il Comitato “Difendiamo i Nostri Figli” è una grande forza apartitica ed aconfessionale. Non abbiamo un partito di riferimento e la nostra missione, come ho già detto, è rappresentare il cuore e la mente degli italiani che credono nella vita, nella famiglia e nei diritti inalienabili dei bambini, contro la mercificazione degli esseri umani. Rappresentando questo popolo, abbiamo il dovere di svegliare le coscienze degli uomini politici, affinché si facciano onestamente e lealmente carico delle nostre istanze. Come abbiamo più volte ripetuto, indicheremo ai nostri amici nomi e cognomi – di singoli parlamentari e di sigle partitiche – che ci hanno aiutato o che ci hanno ignorato. Ognuno, liberamente, sceglierà chi sostenere con il consenso del proprio voto.

Lei ha però posto la questione della democrazia nell’attuale fase di riforme istituzionali...

In perfetta coerenza con questa impostazione, abbiamo già posto alla coscienza del nostro popolo l’argomento della vergognosa “antidemocraticità” del ddl Cirinnà, imposto senza alcun dibattito e con la questione di fiducia. Pensate che cosa avverrà se dovesse esserci una sola Camera, con la maggioranza “bulgara” del Premier, che di fatto diventerà dominus senza alcun controllo, che potrà fare e disfare a suo piacimento ogni legge. Prudenza, dunque, e saggezza: difendiamo la democrazia reale (che vale molto di più che il millantato risparmio – tutto da provare nella realtà – di qualche euro) votando No al referendum di ottobre. 

Gandolfini a Treviso: il FamilyDay avrà un seguito, ma non diventa un partito
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