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Gara di solidarietà tra le badanti per assistere i feriti ucraini negli ospedali veneti

Gli otto pazienti ucraini feriti negli scontri in corso nel loro Paese, e accolti dagli ospedali veneti grazie all'impegno della Regione ricevono visite, assistenza e conforto dalle badanti che lavorano nel territorio e dai mediatori culturali e che mettono a disposizione il loro tempo libero

Parole chiave: feriti (3), ucraina (182), regione veneto (241), ca' foncello (95)
Gara di solidarietà tra le badanti per assistere i feriti ucraini negli ospedali veneti

Una vera e propria gara di solidarietà: è quella scattata in questi giorni per accogliere e curare in Veneto alcune persone ucraine ferite negli scontri che stanno insanguinando il Paese. E le badanti che lavorano in Veneto si sono subito offerte per fare da interpreti e per assisterli in ospedale. Martedì 6 maggio è atterrato a Treviso il volo che ha portato in Veneto 8 pazienti, la maggior parte dei quali feriti negli scontri in piazza Maidan, che saranno curati negli ospedali veneti, dopo che il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha accolto la richiesta del Console generale di Ucraina a Milano. Appena sbarcati, i feriti sono stati presi in carico dagli equipaggi del Suem 118 della Regione e trasportati al San Camillo di Venezia, alla Casa di Cura Villa Salus di Mestre, all’ospedale di Negrar, alle Case di cura di Abano e Peschiera, all’Ospedale Ca’ Foncello di Treviso, agli Ospedali all’Angelo di Mestre e di Padova. Ad accoglierli c’era il console onorario di Ucraina per il Triveneto Marco Toson. “A seguito degli scontri di Kiev sono più di 600 i feriti che hanno bisogno di essere curati. Sono persone che hanno riportato ferite da arma da fuoco, fratture, danni all’udito e alla vista” afferma Toson. Insieme al gruppo accolto dal Trentino Alto Adige, sono oggi 20 i cittadini ucraini in cura nel nord est. E per assistere queste persone dopo gli interventi si è mossa la solidarietà dei mediatori culturali e delle donne presenti nel nostro territorio come badanti, che stanno organizzando turni di assistenza durante le ore libere dal loro lavoro, o anche solo per fare compagnia ai loro connazionali. “Desideriamo non farli sentire soli e li aiutiamo con la lingua - dice Tamara Pozdnyakova, dell’associazione Ucraina Plus, che coordina l’assistenza nel veneziano -. Stiamo anche raccogliendo soldi tra di noi per comperare biancheria e tutte quelle cose che possono servire durante un ricovero in ospedale, o per ricaricare i telefonini e permettere loro di chiamare a casa. Nei prossimi giorni a Venezia ci sarà un concerto di beneficenza con un coro internazionale, appositamente organizzato per raccogliere fondi”.

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