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Giornata della famiglia: il Forum chiede il fattore famiglia e punta sul "biberon"

Il presidente De Palo: “Le unioni civili non ci piacciono. Per una questione di giustizia chiediamo un fisco che applichi il dettato costituzionale della ‘capacità contributiva’”. Parte la campagna #iostoconibiberon: appello ai candidati sindaci.

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Giornata della famiglia: il Forum chiede il fattore famiglia e punta sul "biberon"

“Il Governo vuole essere il curatore fallimentare del Paese o investire sulla famiglia? Questo è il momento di investire sull’impresa più redditizia che abbiamo: la famiglia”. Sono le parole di Gigi De Palo, presidente del Forum delle associazioni familiari, introducendo i lavori del convegno “Famiglia, la vera impresa in Italia” in corso a Roma in occasione della Giornata internazionale della famiglia e che ha visto la partecipazione del Ministro Costa. 

Ovviamente a far discutere e la nuova legge sulle unioni civili. “La legge sulle unioni civili non ci piace perché ha distolto l’attenzione pubblica verso i veri problemi del Paese - ha proseguito De Palo -. Adesso, però, e non come contropartita, ma per una questione di giustizia e di futuro, chiediamo un fisco che applichi finalmente il dettato costituzionale della ‘capacità contributiva’”. 
La proposta del Forum è quella del FattoreFamiglia, una no tax area proporzionata al numero dei familiari che dipendono da quel reddito. ”Ringraziamo il Ministro Costa per la proposta di un patto con le famiglie e per la volontà politica di cercare una soluzione reale e concreta. Ci sembra un segnale importante”.

Parte la campagna #iostoconibiberon.

Il Forum delle associazioni familiari, da sempre promotore dell’allattamento materno al seno, ha scelto un biberon pieno d’acqua, come simbolo della quotidianità delle famiglie e dell’investimento sul futuro che con coraggio esse rinnovano. Ai candidati alle elezioni amministrative del prossimo 5 giugno, infatti, verranno richiesti tre impegni da realizzare, se eletti. “Tre impegni per la famiglia, tema fondante della nostra società sul quale le amministrazioni locali hanno molto da dire”, afferma.
Il biberon, infatti, nelle intenzioni dei promotori rimanda proprio al ruolo della famiglia, “messo in crisi da una situazione economica e sociale difficile e dalla mancanza di adeguato sostegno pubblico”.
Per questo, mamme, papà, comuni cittadini e i vari candidati che hanno aderito o vogliono aderire alla campagna sono invitati domani, domenica 15 maggio (giornata nella quale in tutto il mondo si celebra la XXII Giornata internazionale della famiglia), a pubblicare nelle loro pagine facebook e twitter brevi video o foto che abbiano come elemento comune il biberon e l’hashtag #iostoconibiberon.

Costa: “Le risorse investite diventano crescita e sviluppo

Come detto, all’incontro è intervenuto anche il ministro per gli Affari regionali con delega alla famiglia, Enrico Costa. Che ha affermato: "Voglio lanciare un grande patto con le famiglie e lo voglio chiamare così perché penso che le risorse che vengono investite e messe nelle tasche delle famiglie italiane rientrino. Non si tratta di un segno meno nel bilancio dello Stato ma con lungimiranza di un segno più in termini di crescita e sviluppo. Questo è un approccio organico che deve avere uno Stato". 
Le associazioni esprimono la loro preoccupazione per la drammatica situazione demografica italiana. "Ci preoccupiamo giustamente dei cervelli in fuga - concorda il ministro Costa - ma dobbiamo anche preoccuparci delle 100 mila culle vuote, rispetto a 5 anni fa, con una progressione che dobbiamo fermare e invertire. E siamo una società che nel corso degli anni tende a diventare una società di figli unici, che non ha fratelli e sorelle perché abbiamo un tasso di fecondità delle donne che si avvicina di più all'1 che al 2 in termini di numero di figli. Dobbiamo invertire questa tendenza e farlo attraverso misure concrete ed efficaci. La coperta è corta ma la priorità è la famiglia". 

Il ministro ha parlato dei meccanismi che già ci sono, dal bonus bebé alle detrazioni. E ha aggiunto: "Dobbiamo semplificare la normativa che è frastagliata, disordinata, puntando a fare un testo unico sulla famiglia che non è semplicemente una forma di semplificazione ma è anche un modo per dare dignità alla famiglia. La famiglia non deve essere un soggetto neutro di fronte al legislatore e al fisco". 
Il forum delle associazioni familiari propone il “fattore famiglia” che chiede al governo di adottare un fisco più equo e un Isee che tenga realmente conto dei carichi familiari. "È una proposta molto seria, complessa e interessante - affermato il ministro - che ha un obiettivo assolutamente condivisibile: favorire le famiglie in rapporto al numero dei figli. È un tema sul quale stiamo ragionando. Penso che un euro in tasca alle famiglie è un euro non in termini di elemosina ma in termini di sviluppo e crescita del Paese".

Rosina: inverno demografico mai così acuto

“Ci troviamo ad aver fatto meno figli in passato, con meno madri oggi che faranno meno figli in futuro. Rischiamo un avvitamento verso il basso che diventa una trappola”. È l’analisi di Alessandro Rosina, docente di demografia all’Università cattolica di Milano, che oggi è intervenuto all’incontro promosso dal Forum delle associazioni familiari dal titolo “Famiglia, al vera impresa in Italia”, promosso alla vigilia della Giornata internazionale della famiglia che si celebra domani. Il messaggio quindi che la scienza statistica lancia oggi alla politica è “di rimettere le famiglie al centro della politica. È la priorità assoluta per oggi – dice il professor Rosina – e non averlo fatto nel passato ha creato costi economici e sociali enormi che pagheremo in futuro. È urgente agire subito. Anche perché se la natalità è stata bassa da troppo tempo, non solo abbiamo pochi figli oggi ma la bassa natalità passata sta riducendo il numero delle potenziali madri”. Si tratta di una situazione di “cronicizzazione” ad “aggravamento, conseguenza di non aver messo le famiglie nella condizione di fare scelte positive per il miglioramento del loro benessere. E questo sta producendo un quadro demografico preoccupante da vari punti di vista. Siamo uno dei paesi che hanno una natalità non solo bassa ma persistentemente bassa e questo crea squilibri molto forti nella popolazione e per la sostenibilità sociale ed economica del Paese”. Rosina ricorda che nel 2015 l’Italia ha toccato il punto più basso con meno di 500mila nascite e avverte: “on eravamo mai scesi a livelli così bassi”.

Fonte: Redattore Sociale
Sir
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