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Giustizia: tutti in fuga dal Tribunale

Nonostante l’istituzione dell’Ufficio del processo, è drammatica la situazione del personale a Venezia

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Giustizia: tutti in fuga dal Tribunale

A Venezia per divertirsi, per la cultura, le mostre e i palazzi, per lavorare meglio di no. Viverci e lavorarci è costoso, scomodo, e devi continuamente incrociare i tuoi spostamenti con ondate scomposte di turisti. Così, anche professioni importanti, come magistrato o avvocato, oppure cancelliere del tribunale o infine componente del nuovissimo Ufficio per il processo, la panacea della giustizia italiana secondo la ministra Marta Cartabia, meglio non esercitarle a Venezia.

Gli ultimi dati sono scoraggianti: il quarto Tribunale d’Italia, almeno per le questioni della grande industria, lavora con poco più di metà del personale necessario. Un grande condominio fatto di due sedi, quella di Santa Croce e quella di Rialto, con la sezione specializzata in materia di impresa, due sezioni civili, la sezione specializzata in immigrazione, i giudici onorari, la sezione lavoro, magistrati penali, giudici per le indagini preliminari, sezione del riesame, misure di prevenzione, e in più tanti uffici amministrativi. Il tutto, senza la necessaria energia. Tutto è poco concentrato, sparso, con spostamenti complicati, in una città dove gli alloggi sono costosissimi.

Cominciamo con l’ultimo dato, legato al completamento del concorso per il personale dell’Ufficio del processo. “Un cambiamento epocale - così lo definisce Marta Cartabia -, si passa da un giudice solitario a un lavoro di squadra e già questo di per sé è entusiasmante, perché dà il senso di un’opera collettiva, di un lavoro per il bene comune”. Con i soldi del Pnrr questo modulo organizzativo, introdotto nel 2014, ha avuto una forte spinta. Si è proceduto all’assunzione in due scaglioni, con contratto di lavoro a tempo determinato, di 16.500 unità di addetti all’Ufficio nell’ambito della giustizia ordinaria e 326 unità nell’ambito di quella amministrativa. A questi si affiancano 5.410 unità di personale amministrativo. I contratti di lavoro sono a tempo determinato, della durata di 36 mesi. Ai concorsi non hanno avuto accesso solo i laureati in Giurisprudenza, ma anche quelli in Economia, Scienze politiche, in Scienze dei servizi giuridici triennale. Questi “staff”, gruppi di lavoro, operano al servizio dei magistrati e dovrebbero consentire di smaltire l’enorme arretrato della giustizia italiana. Proprio questo ci chiede l’Europa e proprio questo dovrebbe consentire di fare dell’Italia un Paese affidabile.

Alla prova dei fatti, però, le cose per Venezia sono andate diversamente. Nel distretto veneto sono stati messi a concorso 388 posti, i vincitori sono stati 262 e quindi sono rimasti scoperti 126 posti. A Venezia la percentuale più alta di scoperture. In Tribunale dei 91 posti disponibili sono stati coperti solo 21 posti. Alla Corte d’appello c’erano 77 posti disponibili e hanno accettato solo in 23. Pur essendo a tempo determinato, lo stipendio è comunque di circa 1.700 euro e questo servizio rappresenta titolo di preferenza per il concorso in magistratura.

Piove sul bagnato, appena due mesi fa il presidente del Tribunale di Venezia, Salvatore Laganà, assieme al presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Venezia, al presidente della Camera penale veneziana e al presidente dell’Unione delle Camere penali del Veneto aveva presentato i numeri della crisi veneziana. Allora le scoperture dei magistrati delle sedi veneziane sfioravano il 40 per cento, mentre il personale amministrativo toccava punte del 70 per cento. A fronte dell’arrivo di uno o due nuovi giudici si segnalavano cinque trasferimenti. Dal 7 gennaio 2022 altri cinque giudici, già assegnati alla Sezione Giudice per indagini preliminari, Gip, e alla Sezione distrettuale per il Riesame, hanno lasciato il Tribunale di Venezia.

Per capire l’importanza del Tribunale di Venezia basti dire che il Tribunale delle imprese, che attualmente ha cinque giudici in forza, ha competenza sul Veneto e sul Trentino Alto Adige, più precisamente su 11 circondari di altrettanti tribunali: Venezia, Verona, Padova, Vicenza, Treviso, Rovigo, Belluno, Bassano del Grappa, Trento, Bolzano e Rovereto. All’inizio avevano circa 300 processi da gestire, attualmente il numero è più che raddoppiato e l’iniziale tempo medio di due o tre anni si è allungato. Dal 2012, anno della sua istituzione, ben poco è cambiato. Per gli imprenditori il funzionamento celere ed efficiente di questo tribunale è fondamentale per risolvere i problemi tra soci e società, quelli con gli amministratori infedeli, per esigere i crediti: anche chi vuole investire in Italia ha bisogno di queste certezze.

A Venezia inoltre esiste una Sezione specializzata in materia di immigrazione e protezione internazionale che registra un numero di pendenze inferiore solo a Roma, Milano, Napoli e Bologna. Infine, Venezia ha una competenza in materia di criminalità organizzata, di reati in materia di terrorismo, di reati informatici, di reati in materia di pedopornografia. I numeri però sono impietosi: a fronte dell’attività di 26 magistrati del pubblico ministero assegnati alla Procura della Repubblica, la sezione del Gip è ridotta a soli tre giudici: lento arrivare ai processi.

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