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Gli stranieri a Nordest? Una risorsa

Inagine Last - Community Media Research. Per più di 9 nordestini su 10 (93,1%) è giusto che i migranti in regola votino alle elezioni del proprio comune. Ma circa un terzo (34,2%) li considera una minaccia per la sicurezza.

Parole chiave: stranieri (50), immigrati (156), immigrazione (70), nordest (15)
Gli stranieri a Nordest? Una risorsa

La percezione positiva del ruolo dei migranti nelle nostre comunità è molto diffusa: quasi tre interpellati su quattro (72,4% dei nordestini, in linea con la quota nazionale del 72,7%) ritengono che la presenza dei migranti generi apertura culturale e l’81,4% della popolazione nel Triveneto e il 72,5% della popolazione nazionale li considera una risorsa per il nostro sistema produttivo. Sul fronte dell’ordine pubblico e della sicurezza, inoltre, si assottiglia la differenza fra italiani e stranieri: per ben quattro intervistati su cinque (82,4% a livello nazionale e l’85,5% nel Nord Est) la delinquenza può essere provocata indifferentemente dagli uni piuttosto che dagli altri.

Allo stesso tempo, però, circa un quinto della popolazione vede negli stranieri una minaccia. Il 21,2% degli italiani e il 21,9% dei nordestini li considera un rischio per l’occupazione (soprattutto tra le fasce più deboli sul mercato). Una quota simile riguarda anche quanti percepiscono i migranti come un pericolo per le nostre tradizioni (20,1% in Italia e il 21,4% nel Nord Est) e come una minaccia per la sicurezza delle persone (19,6% in Italia e il 34,2% gli abitanti del Nord Est).

E' quanto emerge dall'indagine LaST, il Laboratorio sulla Società e il Territorio, realizzato da Community Media Research e Questlab, che in questa nuova rilevazione ha analizzato gli orientamenti della popolazione - e in particolare dei nordestini - nei confronti dei migranti. L'indagine LaST si è svolta su un campione rappresentativo della popolazione nazionale (900 casi) con più di 18 anni, con un metodo innovativo: attraverso i principali social network e via e-mail.

“Il tema migratorio è complesso e difficile e i processi di integrazione fra culture e stili di vita diversi sono di per sé problematici - dichiara Daniele Marini, Direttore Scientifico di Community Media Research e professore all’Università di Padova -. Tuttavia, non possiamo continuare a ignorare un tema che sempre più sta prendendo forma: un quarto degli stranieri regolarmente residenti (23,4%) ha meno di 18 anni (gli italiani sono il 17,7%). Il loro futuro è qui. E anche loro sono il nostro futuro. L’interazione/integrazione va definita e gestita in modo pragmatico, non ideologico. Stabilendo regole condivise e guardando a come siamo oggi e, ancor di più, al futuro. In modo consapevole.”

Gli orientamenti della popolazione

Sommando le risposte rilevate, è possibile delineare i profili degli interpellati di fronte al fenomeno migratorio:

-       Favorevoli. E’ il gruppo più consistente rappresentato dal 52,9% degli italiani e dal 43,4% dei residenti nel Triveneto, raggruppa chi manifesta un atteggiamento moderatamente positivo nei confronti dei migranti. Si tratta di un orientamento diffuso e omogeneo nella popolazione, ma che ha maggiore riscontro nella componente maschile, nei più anziani e nelle casalinghe.

-       Accoglienti. E’ il 13,2% della popolazione italiana e l’11,0% dei nordestini; raggruppa coloro che esprimono valutazioni molto positive nei confronti degli stranieri. Si tratta di una quota minoritaria composta soprattutto dai 55-64enni, da chi risiede nel Nord Ovest e da quanti possiedono una laurea.

-       Ambivalenti. Si tratta del profilo più diffuso nel Nord Est con il 44,1% dei residenti e più in generale il 28,8% degli italiani. Raccoglie coloro che si esprimono alternativamente con toni negativi o positivi, ma il cui atteggiamento è neutro. Si compone in prevalenza di donne, delle fasce d’età centrali e attive sul mercato del lavoro (35-54enni), da chi risiede nel Mezzogiorno, da imprenditori, operai e i disoccupati e da chi ha una licenza media o un diploma.

-       Avversi. Si tratta del 5,1% della popolazione nazionale e del 1,4% dei nordestini che sottolineano esclusivamente le dimensioni negative della presenza dei migranti nelle nostre comunità

Partecipazione al voto

Oltre 4 italiani su 5 (l’84,2% dei rispondenti) ritengono opportuno che i migranti residenti regolarmente votino alle consultazioni locali. Sono in particolare le giovani generazioni (fino a 34 anni: 91,6%), gli abitanti del Nord Est (93,1%) e gli inattivi (casalinghe: 100,0%; studenti: 92,5%) a sostenere maggiormente questa convinzione. Positivo, sebbene più tiepido, anche l’orientamento nei confronti delle elezioni al parlamento nazionale dove i favorevoli scendono al 65,8%, con un sostegno più forte offerto dai giovani (meno di 24 anni: 81,1%), dai residenti nel Nord Est (74,3%), dagli inattivi (casalinghe: 92,6%; studenti: 78,1%), da chi ha un basso titolo di studio (81,1%).

Il 96,9% della popolazione, quota che sale al 99,3% nel Nord Est, ritiene che gli immigrati abbiano diritto all’assistenza sanitaria per sé e per i propri familiari al pari dei conterranei italiani. Anche fra quanti manifestano un atteggiamento totalmente avverso ai migranti, ben i due terzi (63,8%) si dichiara d’accordo sull’attribuire loro questo diritto.

L'attribuzione della cittadinanza

Ancora controverso risulta invece il tema dell’attribuzione della cittadinanza, dove prevalgono i sostenitori di un diritto condizionato (secondo il 45,6% del panel e secondo il 54,9% dei rispondenti provenienti dal Triveneto) e quindi assegnato su esplicita richiesta dell’interessato e in base ad alcune condizioni quali la regolarità di residenza da alcuni anni, la conoscenza della storia e della lingua. Ad appoggiare questa opzione sono prevalentemente le fasce d’età centrali della popolazione (25-34enni: 53,6%), le persone attive sul lavoro (imprenditori: 64,1%; operai: 56,6%; disoccupati: 55,0%), i residenti nel Nord Est (54,9%), i diplomati-laureati (53,2%), chi è avverso (56,5%) e ambivalente (67,2%) nei confronti dei migranti.

 Una quota leggermente inferiore (il 42,1% degli interpellati e secondo il 36,8% dei nordestini) è invece sostenitore dello ius soli - la cittadinanza italiana va attribuita a tutti quelli che sono nati nel nostro Paese, indipendentemente da quella posseduta dai genitori -. I più favorevoli sono le ali anagrafiche estreme (meno di 24 anni: 62,1%; oltre 65: 65,4%), gli inattivi sul lavoro (pensionati: 53,8%; casalinghe: 80,8%; studenti: 53,5%), chi ha un basso titolo di studio (63,1%), quanti hanno un atteggiamento favorevole (53,2%) e accogliente (58,0%) verso i migranti.

 Fra queste due posizioni, si colloca in misura marginale quella della cittadinanza secondo lo ius sanguinis (secondo il 12,3% della popolazione e l’8,3% dei residenti nel Nord Est), a tutti i nati in Italia, purché i loro genitori siano già in possesso di quella italiana.

Allegato: Slide Immigrati 13_02_2014.pdf (539,85 kB)
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