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Grazie ai corridoi umanitari una famiglia siriana accolta a Cornuda

E' in arrivo dal Libano, una famiglia siriana, composta da padre, madre e una figlia quindicenne: profughi “accertati”, nel senso che già in Libano è stato definito il loro status di rifugiati e di conseguenza di aventi diritto ad asilo, prima della partenza per l’Italia. Il sindaco Claudio Sartor non si è opposto al loro arrivo e forse questa è la prima volta per un primo cittadino della Lega.

Parole chiave: rifugiati (132), immigrati (154), cornuda (16), accoglienza (159), sant'egidio (38)
Campo profughi in Libano

E' in arrivo a Cornuda, dal Libano, una famiglia siriana, composta da padre, madre e una figlia quindicenne: profughi “accertati”, nel senso che già in Libano è stato definito il loro status di rifugiati e di conseguenza di aventi diritto ad asilo, prima della partenza per l’Italia. Sono arrivati nel nostro paese grazie al corridoio umanitario per la creazione del quale si è prodigata tra gli altri la comunità di Sant’Egidio. Il sindaco Claudio Sartor non si è opposto al loro arrivo e forse questa è la prima volta per un primo cittadino della Lega. D’altronde non era stato perfino Salvini a dire che coloro che “davvero” scappano dalla guerra vanno accolti?
In concomitanza con l’arrivo della famiglia siriana si è costituita a Cornuda una nuova associazione di volontariato (apartitica e aconfessionale) denominata “Un ponte verso…”: il suo  scopo prioritario consiste appunto nell’accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo provenienti da paesi in guerra, nonché nella realizzazione ed nel sostegno di progetti che interessano paesi in via di sviluppo.
L’associazione, come accennato, si muove nell’ambito dei “Corridoi Umanitari” che è un progetto  sostenuto dalla comunità di Sant’Egidio insieme alle Chiese Evangeliche e Valdesi, d’intesa con il Ministero degli Esteri e dell’Interno e con le Autorità locali competenti in materia.
Costituita il 7 ottobre scorso, l’associazione ha già avuto modo di consegnare lo statuto e di illustrare il progetto al Sindaco di Cornuda, con un proficuo dialogo ed una sostanziale intesa sulle finalità.
L’associazione si è occupata dell’allestimento dell’appartamento, con relativo contratto di affitto, al fine di ospitare la famiglia siriana.
Il costo economico dell’accoglienza è completamente a carico dell’associazione “Un ponte verso …”, che - come si legge in un comunicato - si autofinanzia con il contributo volontario dei singoli soci e sostenitori, per cui non ci sarà alcun aggravio per il bilancio del Comune o dello Stato. La famiglia ospitata si tratterrà in Italia per un tempo limitato, in attesa del ritorno in Patria”.
L’Associazione, ”animata da un profondo senso di accoglienza, conta sulla sensibilità dei concittadini per una vicinanza rispettosa nei confronti di chi soffre perdite umane e patrimoniali a noi inconcepibili”.
Chiunque avesse piacere di cooperare allo sviluppo e finanziamento di questa operazione, può mettersi in contatto con l’Associazione via e-mail: info.unponteverso@virgilio.it.

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