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Guerra in Ucraina: a Treviso un intenso incontro, fra risposte e nuove domande

Secondo il giornalista Fulvio Scaglione, per capire quanto accade bisogna tornare indietro non solo agli ultimi vent’anni, ma anche al periodo imperiale della Russia. E non si può continuare a eludere un quesito: “Quale ruolo deve avere in futuro questo enorme Paese?”

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Guerra in Ucraina: a Treviso un intenso incontro, fra risposte e nuove domande

Comprendere qualcosa di più sui motivi che hanno scatenato questa guerra “nel cuore dell’Europa”. E, nel contempo, ascoltare come nel territorio stanno crescendo la vicinanza al popolo ucraino e le iniziative di accoglienza e solidarietà. Erano gli obiettivi della serata che si è svolta mercoledì 6 aprile all’auditorium San Pio X, su iniziativa del Network per il Bene comune, che raggruppa numerosi soggetti della società civile e del mondo ecclesiale, impegnati in iniziative di formazione socio-politica, e degli uffici diocesani dell’area della prossimità.
Al giornalista Fulvio Scaglione, già inviato a Mosca e in numerosi teatri di conflitto, oltre che già vicedirettore di “Famiglia Cristiana”, il compito di presentare le cause e gli scenari geopolitici dell’attuale conflitto.

La scelta di Putin, profondamente sbagliata, poteva apparire imprevedibile nell’immediato, ma in ogni caso esito di un cammino di lunga gittata. Scaglione ha fatto riferimento alla dissoluzione dell’ex Unione Sovietica, all’allargamento a Est della Nato, alla voglia di libertà del popolo ucraino, il quale “ha capito che in Occidente si campa meglio”. Ma anche alla volontà della Russia di riprendere un ruolo “imperiale” perduto, fin dai conflitti di Cecenia, Georgia, Crimea. Un ruolo che, nella visione distorta di Putin, corroborata anche da teorie di carattere religioso e dal mito di Mosca “terza Roma”, non affonda tanto nel recente passato dell’Unione Sovietica, ma in quello, più antico, dei secoli precedenti, della Russia zarista e imperiale.

Questa visione si accompagna a un mutamento degli equilibri geopolitici, non più imperniati solo sugli Stati Uniti, ha fatto notare il giornalista, ma su un mondo multi-polare, con vari attori che chiedono di avere un ruolo da protagonisti, a cominciare dalla Cina. La preoccupazione è che questo mutamento di quadro trovi sbocchi di carattere politico e diplomatico. Ma un’altra domanda resta centrale, ha ammonito Scaglione: “Questa guerra allontana la risposta a un quesito ineludibile. Che ruolo l’Occidente vuole attribuire alla Russia? Si tratta di un Paese enorme, ricco di ogni risorsa, che attraversa dieci fusi orari. Non lo si può cancellare dal mondo”.

Guardando, invece all’attuale conflitto, ha spiegato il giornalista, “non ho mai pensato che la Russia voglia prendere Kiev e conquistare tutto il Paese. Ritengo che l’obiettivo sia quello di prendere il controllo della fascia orientale, più ricca di risorse, e meridionale, lungo il mar Nero”. L’assurdità della guerra e la sofferenza del popolo ucraino è stata fatta emergere, con commozione e forza, da Liudmila Vladova, interprete ucraina e attivista, che ha presentato anche i progetti dell’associazione “La rondine”, fondata da cittadini ucraini e attiva in Veneto. Successivamente, don Davide Schiavon, direttore di Caritas tarvisina, ha presentato le attuali iniziative promosse dall’organismo, di concerto con Caritas internationalis e con numerosi Enti pubblici e soggetti del territorio. Una generosa azione solidale a cui devono aggiungersi, nella comunità cristiane, rinnovate riflessioni e impegno per la pace.

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