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"I Comuni veneti si aspettano di più dal Governo

Anche se sembrano scongiurati nuovi tagli nei prossimi anni la presidente regionale dell'Anci Maria Rosa Pavanello incontrando il presidente Fassino dice: "Per i tagli del 2015 non è arrivaot un segnale per i comuni virtuosi".

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"I Comuni veneti si aspettano di più dal Governo

La presidente di Anciveneto Maria Rosa Pavanello, nei giorni scorsi a Roma per il vertice sugli uffici postali, ha incontrato il presidente nazionale dell’Anci Piero Fassino, reduce dall’incontro sindaci-governo che ha avuto come tema centrale il Documento di economia e finanza allo studio dell’esecutivo. In tale occasione, i due hanno discusso delle indicazioni date dal premier Matteo Renzi e dei temi riguardanti in particolare il Veneto.«Renzi –spiega Pavanello– ha garantito che non ci saranno ulteriori tagli ai comuni negli esercizi 2016 e 2017.Per quanto riguarda, invece, i tagli già stabiliti per il 2015 dalla legge di stabilità (1,2 milardi), ci aspettavamo qualche cambiamento in positivo per la nostra Regione. Dato che negli ultimi mesi sono state cambiate delle regole in corsa, quando i comuni veneti erano già pronti ad approvare i bilanci, avremmo voluto un segnale almeno per i virtuosi che hanno già fatto molti sacrifici: riduzioni, abbassamento del debito. Abbiamo ricordato che, tra i comuni che rispettano le regole, ne escono penalizzati i piccoli e i medi. Abbiamo chiesto che vengano tutelati, perché non ci sono solo le grandi città e le loro esigenze. Esiste invece, la stragrande maggioranza dei comuni virtuosi senza buchi di bilancio, ma dotati di fondi che non possono spendere. Il premier ha assicurato l’impegno personale a risolvere il problema della virtuosità mal ripagata del Veneto e, in generale, dei comuni del Nord. Noi ci aspettiamo risultati concreti e a breve, perché – va detto – il clima non è sereno tra gli amministratori della nostra Regione. E non lo è a ragione perché oramai sono costretti a tagliare fortemente i servizi.Inoltre, va considerato il fatto che molti comuni veneti (circa 200) avranno ulteriori sorprese negative. Come risaputo, sono stati da poco resi noto i criteri con cui verranno applicati i tagli 2015 stabiliti dalla legge di stabilità. Molti comuni avevano fatto dei conti che, alla luce delle recenti comunicazioni, non vanno più bene, generando nuove difficoltà. Questo aspetto è molto difficile da digerire. Una notizia positiva è che il governo si è impegnato a ridurre le sanzioni per l’estinzione anticipata dei mutui di cassa deposito e prestiti. Se questo iter dovesse avere un esito positivo, i comuni veneti potrebbero beneficiare di qualche risorsa in più.In generale, come Anciveneto e Anci nazionale stiamo continuando a chiedere che cessino i tagli lineari e di avere l’autonomia finanziaria che invochiamo da tempo.Chiediamo che ci venga lasciata la scelta su come spendere i soldi delle tasse pagate dai cittadini. Non tutti i comuni, comunque, saranno in grado di bastare a se stessi: i comuni più ricchi dovranno comunque, attraverso il fondo nazionale creato, aiutare quelli più poveri. Ma l’importante è che ai sindaci venga concesso di decidere come usare le risorse provenienti dal loro territorio».

Fonte: Comunicato stampa
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