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I Consorzi di bonifica si rinnovano: un voto per il territorio

Domenica 14 dicembre gli 11 Consorzi di bonifica del Veneto rinnovano il loro consiglio di amministrazione attraverso libere elezioni con diritto di voto a tutti i proprietari. Ma la partecipazione è sempre stata bassa. Eppure, assieme a Genio civile, Comuni e Regioni hanno il compito di realizzare e mantenere le opere di bonifica

I Consorzi di bonifica si rinnovano: un voto per il territorio

Il clima si sta tropicalizzando, sostengono alcuni metereologi. Forti piogge, alternanza netta da una stagione all’altra, con le stagioni di mezzo che scompaiono. Sul tema c’è grande discussione, chi dice che le forti piogge sono un evento straordinario, chi che siano un evento statisticamente possibile. Comunque sia, lo notiamo tutti, quando piove, piove in maniera straordinaria e se non si sono previste difese e vie di scolo per l’acqua l’esito è uno solo: frane, alluvioni, smottamenti, allagamenti. La conta dei danni aumenta di anno in anno, sia il surriscaldamento terrestre o sia un evento straordinario la situazione in autunno e in primavera è quasi sempre drammatica.

Uno degli enti che deve pensare a prevedere e difenderci da questi eventi è il Consorzio di Bonifica. Assieme a Genio civile, Comuni e Regioni ha il compito di realizzare e mantenere le opere di bonifica, ovvero quelle opere che permettono di scolare l’acqua e mantenere il terreno asciutto. Si occupa di controllare l’attività dei privati sul territorio di competenza, di realizzare idrovore per il sollevamento delle acque, dei canali di scolo, delle strutture per l’irrigazione a pioggia e della tutela del patrimonio ambientale e agricolo. Si tratta di enti amministrati dai consorziati, ovvero da tutti i proprietari di immobili in una determinata area. Sono enti di grande importanza visto che da loro dipende anche la pulizia dei canali e il regolare deflusso delle acque: un canale bloccato da erbacce o rifiuti inevitabilmente esonda provocando danni per centinaia di migliaia  di euro ai cittadini. Danni che nessuno rimborsa, tantomeno le assicurazione che per il momento non prevedono, se non a costi molto alti, coperture per fenomeni naturali.

Ogni cinque anni gli undici consorzi di bonifica del Veneto rinnovano il loro consiglio di amministrazione attraverso libere elezioni con diritto di voto a tutti i proprietari. Sono fra gli appuntamenti elettorali meno frequentati, meno del 10 per cento si reca alle urne benché la posta in gioco sia altissima e coinvolga profondamente la vita dei cittadini.

Il prossimo 14 dicembre i Consorzi vanno al voto per eleggere l’Assemblea dei diversi Consorzi di bonifica. Votare è molto semplice, basta recarsi nella sede indicata dal proprio Comune e scegliere una lista. Si possono esprime fino a tre preferenze. I venti eletti saranno integrati da rappresentanti delle Regioni, delle Provincie e dei Comuni. Gli elettori sono divisi per fasce: la prima corrisponde agli elettori che pagano un contributo inferiore a 59.933 euro, la terza fascia a quelli che pagano un contributo superiore a  259,522 euro, la seconda a quelli che pagano un contributo tra i due limiti indicati e cioè quelli che non ricadono né in prima né in terza fascia. Le liste in genere sono predisposte dalle associazioni di agricoltori che più degli altri sembrano interessate alla gestione dei consorzi. Quasi sempre si fronteggiano la Coldiretti e la Confagricoltura che quest’anno si presenta alleata in molti casi con altre sigle di agricoltori sotto la sigla Agrinsieme.

Sono quattro i Consorzi che ricadono in maniera significativa dentro la diocesi di Treviso: Bonifica Piave, i cui 190mila chilometri quadrati sono quasi tutti nel Trevigiano; Bonifica Acque risorgive, che comprende comuni quali Castelfranco, Casier, Vedelago, Mogliano Veneto, ma anche la parte veneziana della diocesi di Treviso ovvero Mirano, Scorzé , Martellago con fiumi importanti come Muson, Marzenego, Dese e Zero; il Sandonatese fa invece parte del Consorzio Bonifica Veneto orientale; circa 4mila infine i chilometri quadrati nella diocesi di Treviso del Consorzio Bonifica Brenta.

Il sistema dei Consorzi del Veneto equivale ad una rete imponente che integra problematiche di sicurezza da alluvioni e inondazioni e di produzione agricola: 18.000 chilometri di reti di scolo, 8.425 chilometri di rete di irrigazione su un territorio di un milione e duecentomila ettari di territorio, di cui 240mila  sotto il livello del mare e 455mila ettari di terreno allagabile se non continuamente prosciugato da idrovore. I consorzi veneti avrebbero bisogno per le nuove emergenze climatiche di realizzare progetti per 1,28 miliardi. Dal Governo sono arrivati 300milioni di euro, lo ha confermato il sottosegretario alle politiche agricole Giuseppe Castiglione, confermando anche l’intenzione del Governo Renzi di sostenere i consorzi che molti vorrebbero chiudere. A chiare lettere Castiglione ha affermato: “Cancellare i consorzi di bonifica? Se accadesse che fine farebbe il governo del territorio?”.

I Consorzi di bonifica si rinnovano: un voto per il territorio
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