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I musulmani a Montebelluna gridano all'Isis: "Non nel mio nome!"

Sit in di una cinquantina di musulmani in rappresentanza di alcune associazioni islamiche della provincia. Sono intervenuti uomini e donne che hanno apertamente condannato coloro che usano la religione, in particolare quella islamica, per propri scopi politici o economici, con atti di violenza contro persone indifese.

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I musulmani a Montebelluna gridano all'Isis: "Non nel mio nome!"

A Montebelluna sabato 25 ottobre si è tenuto un sit in di una cinquantina di musulmani in rappresentanza di alcune associazioni islamiche della provincia. Sono intervenuti uomini e donne che hanno apertamente condannato coloro che usano la religione, in particolare quella islamica, per propri scopi politici o economici, con atti di violenza contro persone indifese. Sono stati invitati a prendere la parola anche don Giuliano Vallotto, delegato per la diocesi di Treviso per il dialogo tra cristiani e musulmani, e don Bruno Baratto, direttore di Migrantes e uno degli organizzatori della manifestazione interculturale di Giavera del Montello, cui partecipa l’associazione Atawasol, che ha convocato il sit in. Al termine è stata data lettura del documento firmato dalle associazioni, che riprendeva le conclusioni dell’incontro svoltosi a Montebelluna il sabato precedente, e qui di seguito riportato.

 
Il testo del messaggio: "In nome della pace. Gridiamo all'ISIS "Non nel mio nome!"

 

SALAAM - PACE - SHALOM - MIR - PEACE - PAIX - SHANTI - PAZ - IRINI....

 

Sabato 18 ottobre, presso la casa del Volontariato di Montebelluna, si è svolto un incontro molto partecipato che ha visto la presenza di diversi centri islamici della regione Veneto, di alcuni sacerdoti della Diocesi di Treviso da sempre impegnati nel dialogo interreligioso e di molti/e ragazzi/e di seconda generazione del montebellunese, che hanno partecipato con slancio ed entusiasmo alla discussione.

All'interno di un'atmosfera fraterna e di amicizia, si è discusso il tema della violenza che sconvolge tutto il mondo e della quale è sofferente tutta l'umanità. I musulmani presenti hanno concluso che la pace è il bene supremo dell'umanità e che la religione Islamica è contraria ad ogni tipo di violenza. La dottrina islamica ci insegna: " che chiunque uccida un uomo, sarà come se avesse ucciso l'umanità intera. E chi ne abbia salvato uno, sarà come se avesse salvato tutta l'umanità intera". Diciamo 'No' all'uso della religione per nascondersi dietro ad atti di terrorismo, di violenza e di meschinità. 

Uniamoci tutti, mano nella mano, cuore nel cuore per dissociarci dagli atti di tutte quelle organizzazioni che si nascondono dietro l'Islam e ne infangano il vero significato, che è portatore di pace e non violenza come vogliono farci credere. No al terrorismo contro le donne, bambini, anziani, no al terrorismo verbale che fomenta la discriminazione, l'odio e al razzismo, no all'islamofobia... Il nostro sit-in é categoricamente contro qualsiasi tipo di violenza subita da qualunque essere umano in ogni posto del mondo. 

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