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Il Covid fa crollare del 30% la spesa a tavola

Coldiretti: souvenir del gusto per un italiano su due con l'acquisto di prodotti tipici come ricordo delle vacanze.

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Il Covid fa crollare del 30% la spesa a tavola

Nell’estate del turismo di prossimità, delle vacanze a kmzero, in campagna e in spazi aperti a contatto con la natura gli italiani sostengono il patrimonio agroalimentare con acquisti di prodotti tipici come souvenir. E’ quanto rileva Coldiretti secondo un sondaggio Ixè: un italiano su 2 (49%) ha comprato olio, vino, formaggi considerandoli i ricordi migliori del soggiorno post Covid19 nonostante le restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria a sagre e feste di Paese. 

L’assenza dei vacanzieri stranieri, americani in particolare, ha fatto crollare del 30% la spesa turistica a tavola con la riduzione dei pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie. Il valore scende nel 2020 sotto i 20 mld di euro dopo una crescita costante nell’ultimo decennio. Un impatto economico devastante sul Made in Italy – spiega Coldiretti – anche in Veneto, regione dei primati con fatturato del settore agroalimentare pari a 5,7 miliardi, ne ha risentito. Il cibo – sostiene Coldiretti - è diventato uno dei motivi centrali per trascorrere un periodo di ferie in montagna, sui colli, al mare ma soprattutto in campagna dove oltre mille agriturismi veneti hanno accolto sia ospiti in strutture isolate con un numero contenuto di posti letto e a tavola.  

Nonostante i tagli al budget – sottolinea la Coldiretti – le famiglie  non rinunciano a gratificarsi con l’acquisto di prodotti per prolungare tra le mura domestiche le esperienze enogastronomiche vissute, magari facendole assaggiare anche ad amici e parenti. Nell’estate del coronavirus accade così che appena il 17% degli italiani torni a mani vuote dalle ferie, anche se la pandemia – sottolinea la Coldiretti – spinge verso spese utili, con i prodotti tipici che vincono dunque su tutte le altre scelte. Tra le specialità più acquistate primeggiano a sorpresa i formaggi davanti a salumi, vino e olio extravergine d’oliva. Al secondo posto tra i souvenir – continua la Coldiretti – si classificano prodotti artigianali e a seguire gadget, portachiavi, magliette. 

L’acquisto di prodotti tipici come ricordo delle vacanze è una tendenza recente favorita – sottolinea la Coldiretti – dalle occasioni di valorizzazione dei prodotti locali che si è verifica nei principali luoghi di villeggiatura, con percorsi enogastronomici, città del gusto, aziende e mercati degli agricoltori di Campagna Amica, nonostante le restrizioni imposte dalle misure sul distanziamento sociale.

Tre turisti su quattro (75%) in vacanza nel Belpaese - precisa la Coldiretti -  hanno deciso di visitare frantoi, malghe, cantine, aziende, agriturismi o mercati degli agricoltori per acquistare prodotti locali a chilometri zero direttamente dai produttori e ottimizzare il rapporto prezzo/qualità. Un ruolo importante in tutto ciò è rappresentato dai piccoli borghi dove nasce il 92% delle produzioni tipiche nazionali secondo l’indagine Coldiretti/Symbola, una ricchezza conservata nel tempo dalle imprese agricole con un impegno quotidiano per assicurare la salvaguardia delle colture storiche.

Fonte: Comunicato stampa
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