Società e Politica
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Il Veneto dal primo febbraio è in fascia gialla

Le reazioni della politica e delle attività produttive nelle parole del presidente Anci Veneto Mario Conte, del presidente di Unioncamere Veneto Mario Pozza, del presidente di Confcommercio Treviso Federico Capraro e della presidente Fipe Dania Sartorato: "Bene, ma non sia un libera tutti". Dietro l'angolo il rischio di ripresa dei contagi. Urgente dare risposte alla crisi economica

Il Veneto dal primo febbraio è in fascia gialla

Il Presidente di Anci Veneto, Mario Conte, commenta con soddisfazione il passaggio del Veneto in zona gialla: “E' un risultato importante frutto dell’impegno e del lavoro svolto in queste settimane dai sindaci in sinergia con la Regione e che testimonia la forza del patto delle istituzioni con i cittadini per il rispetto delle regole e delle restrizioni che ci ha permesso di superare una fase difficile. Non dobbiamo abbassare la guardia perché il Covid-19 non è sconfitto, ma sicuramente quello di oggi è un segnale positivo, in particolare, per le categorie più colpite su tutte quelle del turismo e della ristorazione”.

“Ci tengo a ringraziare tutti i sindaci che da mesi sono al fronte e che ogni giorno lavorano in squadra confrontandosi sulle problematiche e condividendo soluzioni. Il passaggio in zona gialla non significa che i problemi o le difficoltà svaniscono per questo serve certezza sugli aiuti e sui ristori alle categorie colpite ed eventuali ritardi per la crisi di governo sarebbero inaccettabili e da irresponsabili perché gli effetti della crisi economica a causa del Covid-19 si faranno sentire in modo importante anche nelle prossime settimane. I Comuni sono a fianco delle attività come abbiamo ribadito qualche giorno fa anche nell’incontro con gli albergatori, ma da soli e con le risorse a disposizione non possiamo farcela”.

“I sindaci – conclude il presidente di Anci Veneto - continueranno a lavorare con grande senso di responsabilità e con tutte le loro forze per far ripartire i territori e le comunità confermando di essere un cantiere per il futuro”. 

“Sicuramente possiamo dire che si inizia a vedere la luce in fondo al tunnel, ma il passaggio di fascia non è un liberi tutti”. A ribadirlo sono Federico Capraro, presidente di Confcommercio, e Dania Sartorato, presidente di Fipe, la categoria più sacrificata dalle chiusure. “Ci aspetta un periodo di massima responsabilità e rispetto delle regole: l’esperienza, le sofferenze e i sacrifici vissuti quest’anno ci dimostrano bene che se si abbassano le attenzioni, i contagi risalgono immediatamente. Quindi rivolgiamo un appello che è anche un monito, alle imprese ma anche ai consumatori e ai cittadini: non è un liberi tutti, è semplicemente un progressivo allentamento che, se funzionerà, potrà gradualmente portarci alla ripartenza che tutti vogliamo. Nelle prossime settimane- ribadiscono i vertici di Confcommercio – ci giochiamo il futuro e tutti dobbiamo fare la nostra parte anche se il logorio è forte. Saldi, riapertura delle scuole e (parziale) dei locali: assisteremo ad un incremento netto di traffico, contatti, circolazione. Negozi e locali sono preparati, sono anche pronti ad arginare comportamenti anomali, hanno investito negli adeguamenti di prevenzione sanitaria e ormai alcuni atteggiamenti di protezione e distanziamento sono consolidati ma non è assolutamente il momento di rilassarsi e di pensare che ne siamo già fuori. Bisogna lavorare con attenzione e senso di responsabilità, per il rispetto della salute personale e collettiva, in attesa che arrivino i vaccini. Le imprese, e con esse migliaia di lavoratori si giocano il futuro.”

Il Presidente di Unioncamere Veneto, Mario Pozza, ha infine commentato: “E' sicuramente una zona positiva, ma quello di oggi non è un punto di arrivo ma mi auguro di partenza e soprattutto non significa che i problemi siano svaniti. Gli effetti dell’emergenza sanitaria ed economica non sono cancellati, ma si fanno sentire ogni giorno sulle imprese e nei prossimi mesi lo faranno ancora con più forza. Per questo servono certezze su ristori ed aiuti e sulle risorse del Recovery Fund”.

“Il sistema delle imprese, inoltre, si augura che non si torni nuovamente indietro come successo nei mesi precedenti. Questa è una preoccupazione che muove dal ritardo del piano di somministrazione dei vaccini che è già in ritardo. Fino a qualche mese fa l’approvvigionamento dei vaccini non sembrava un problema, invece, ad oggi non ci sono certezze sulle forniture. Questo non è solo un problema sanitario nel contrasto del Covid-19, ma costituisce anche un segnale negativo che genera una sfiducia generalizzata bloccando il clima positivo della ripartenza ”. 

“La riapertura delle attività e, in particolare, di quelle che riguardano la ristorazione rappresenta sicuramente un segnale positivo, ma purtroppo ci saranno molte attività che rischiano di non rialzare le serrande a causa del Codiv-19. Siamo preoccupati e i dati del prossimo trimestre sulla mortalità delle imprese potrebbero delineare un quadro davvero difficile come indicano le prime proiezioni. È evidente che le imprese legate al turismo ed al suo indotto versano in una situazione drammatica e per questo servirebbero interventi strutturali e di sistema”

“La crisi di Governo, purtroppo, sembra aver messo in stand by le priorità del Paese e il bisogno di riforme strutturali sulla burocrazia, sull’accesso al credito, sulla giustizia, sull’innovazione ed il digitale. Si tratta di partite che da mesi il sistema camerale sta ponendo all’attenzione del Governo e che non più derogabili. È fondamentale far ripartire il Nordest che è locomotiva del Paese e Unioncamere Veneto lo sta facendo a fianco delle Regione e delle altre istituzioni, ma da soli non possiamo farcela”. 

Fonte: Comunicato stampa
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