Società e Politica
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Il punto sulle elezioni: le Politiche saranno un'altra partita

Due i dati che emergono con più forza da questa tornata elettorale: l'astensionismo e la sconfitta del centrodestra

Parole chiave: politiche (21), elezioni (258), amministrative (27), comunali (41), astensionismo (3), centrodestra (7)
Gualtieri

Va in archivio la tornata elettorale, prevalentemente amministrativa, di questo autunno. Con due dati che già prevalevano dopo il primo turno, che si sono amplificati dopo i ballottaggi: l’astensionismo e la sconfitta del centrodestra, che in queste due settimane si è fatta più evidente, coinvolgendo anche territori favorevoli, come la Lombardia e lo stesso Veneto, dove i candidati della Lega hanno perso in tutti e tre i ballottaggi previsti: Conegliano, Este e Bovolone.

Partiamo dall’astensionismo. La percentuale dei votanti, quasi ovunque, supera di poco il 40%. Al di là delle considerazioni di tipo generale, che peraltro si ripetono da anni, sulla disaffezione verso i partiti, è del tutto evidente che questo dato rende improponibile qualsiasi proiezione sulle Politiche previste nel 2023. Per almeno tre ragioni: una, ovvia, che si votava per le Comunali, e in questo tipo di elezioni il candidato sindaco conta; la seconda, che si votava in numerose grandi città, storicamente più favorevoli alla sinistra; la terza, appunto, che ha votato un elettore su quattro, mentre alle Politiche si recano alle urne 7 cittadini su 10 (compresi i residenti all’estero).

L’astensionismo record, al di là della sua trasversalità, è secondo le prime indagini, strettamente legato anche all’esito delle elezioni Comunali. A starsene a casa, soprattutto, gli elettori di centrodestra e del M5S. Si spiegano, così, non solo i netti successi del centrosinistra a Roma e a Torino, ma anche le sconfitte del centrodestra dopo aver prevalso al primo turno, per esempio a Latina o a Cosenza, o nei tre ballottaggi in Veneto. Insomma, queste forze politiche, impegnate a inseguirsi l’una con l’altra, spesso critiche (è il caso di Fratelli d’Italia e di una parte della Lega) con i provvedimenti del Governo contro il Covid-19, apprezzati invece dalla grande maggioranza degli elettori, non hanno saputo mobilitare il proprio elettorato.

Ciò non toglie che, dati complessivi alla mano, la Lega sia sempre, e largamente, il partito egemone nella nostra regione, grazie anche a una linea decisamente più “responsabile” rispetto ai vertici nazionali. Lo stesso caso di Conegliano, dove il sindaco uscente di Forza Italia, Fabio Chies, è stato sostenuto al ballottaggio dal Pd, è in realtà anomalo. Resta, tuttavia un “campanello d’allarme non indifferente” per questa parte politica. Al tempo stesso, il Partito democratico può legittimamente cantare vittoria, ma senza trionfalismi. Sul risultato hanno pesato, da un lato, candidati più credibili, ma dall’altro il fortissimo astensionismo e gli autogol della destra. Basti pensare che, per esempio, a Torino, Stefano Lo Russo ha ricevuto praticamente gli stessi voti di Piero Fassino 5 anni fa, ma con un esito ben diverso. Le elezioni Politiche saranno un’altra cosa. E costruire una coalizione credibile (il cosiddetto “campo largo” sognato da Enrico Letta) è una sfida per nulla facile.

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