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Il ritorno dei bossiani. Dozzo commissario ad acta in Veneto, ultimatum a Tosi

Il Consiglio nazionale della Lega Nord incorona ufficialmente Zaia. Resta in bilico la posizione di Tosi. Se resterà, sarà obbligato a collaborare con gli "odiati trevigiani" per comporre le liste. Ma l'ex parlamentare di Quinto è noto per le sue capacità di mediatore.

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Il ritorno dei bossiani. Dozzo commissario ad acta in Veneto, ultimatum a Tosi

Finisce oggi ufficialmente, dopo neppure tre anni, l'egemonia di Tosi e dei "veronesi" sulla componente trevigiana di Gobbo, Da Re e Zaia. E' Gian Paolo Dozzo, infatti, per la verità da sempre riconosciuto come indipendente rispetto alle dinamiche di corrente, la carta calata sul tavolo dal segretario nazionale Matteo Salvini per risolvere in modo definitivo la “grana" delle Regionali e la contrapposizione tra il segretario della Liga Veneta Flavio Tosi e il presidente ricandidato Luca Zaia.

Giampaolo Dozzo, infatti è stato nominato commissario ad acta per la gestione della Liga Veneta durante la fase delle elezioni regionali che vedranno quale unico candidato del Carroccio Luca Zaia. E' quanto sarebbe stato deciso nel corso del consiglio federale di Milano. L'organismo ha ratificato all'unanimità la candidatura di Zaia. Il federale avrebbe chiesto a Flavio Tosi di decidere tra il movimento e la Fondazione che fa capo a lui, sostenendo l'incompatibilità tra le due cose.

Non un commissariamento in toto, Tosi resta segretario, ma legato alla composizione delle liste. Almeno al momento. Ma siccome Tosi aveva chiesto mano libera proprio su questo aspetto, la scelta di oggi rappresenta per il sindaco di Verona una sconfitta. Dozzo non è stato ricandidato alle ultime elezioni Politiche. Nella scorsa legislatura l'ex deputato di Quinto aveva ricoperto il ruolo di capogruppo, durante il momento delle dimissioni di Bossi e della rivolta della base. oggi torna in campo, e con lui una generazioni di leghisti trevigiani che sembravano essere stati accantonati.

Tra l'altro Dozzo, come Gian Paolo Gobbo e Toni da Re, non era presente sabato alla manifestazione di Roma indetta da Salvini. Tosi era stato precettato, pena l'essere "sbattuto fuori". Ma al nuovo commissario questa prova di fedeltà non è stata richiesta.

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