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Il sociologo trevigiano Giorgio De Carlo relatore al Forum mondiale di Davos

Anche se affollato, è uno dei club più esclusivi del mondo: parliamo dell’annuale Forum economico mondiale che si tiene tra le montagne della Svizzera. Il direttore di Quaeris è stato invitato a tenere due interventi durante l’evento (23-25 gennaio).

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Il sociologo trevigiano Giorgio De Carlo relatore al Forum mondiale di Davos

Un trevigiano nel “club” più esclusivo del mondo. Giorgio De Carlo, direttore dell’Istituto Quaeris (studio di ricerca sociale specializzata nel settore del marketing research e dei sondaggi d’opinione, con sede a Breda di Piave), in questi anni “sondaggista” di numerosi politici, sarà la settimana prossima al Forum economico mondiale di Davos, in Svizzera (23-25 gennaio). Un appuntamento che ogni anno raduna Capi di Stato e di Governo, responsabili di istituzioni e organismi internazionali, imprenditori, operatori economici, accademici di tutto il mondo. Quest’anno il Forum sarà incentrato sul tema “Globalizzazione 4.0: modellare un’architettura globale nell’epoca della quarta rivoluzione industriale”. I partecipanti saranno 3.000, di cui 1.500 attivi in eventi, 70 capi di Stato e 300 ministri, 30 leader delle organizzazioni internazionali; gli eventi circa 600.
De Carlo, che è anche membro del Consiglio pastorale diocesano, è stato invitato a tenere due interventi: “Il 24 gennaio parlerò all’interno di «Visital Davos», area di massima sicurezza del Forum, sull’evoluzione degli strumenti di analisi e ricerca per le previsioni, soprattutto di carattere politico ed elettorale. In questi anni abbiamo elaborato dei modelli che hanno mostrato di essere innovativi ed efficaci. Il giorno dopo parteciperò assieme ad altri relatori a un panel, nell’ambito della cosiddetta «Caspian Week», su intelligenze artificiali e blockchain (che si può definire in estrema sintesi una struttura dati condivisa e immutabile, ndr). Sono orgoglioso di essere stato invitato in qualità di direttore di Quaeris”. Per rendere l’idea, De Carlo parlerà in un ambito al quale sono stati invitati il fondatore di Wikipedia o l’amministratore delegato di Deutsche Telekom: “Vado a Davos da alcuni anni, finora come semplice partecipante, c’è un uditorio da tutto il mondo. Spesso si pensa a questi incontri in modo riduttivo e complottistico, invece c’è uno spirito di condivisione e di attenzione preoccupata ai problemi del pianeta e in particolare a quelli dello sviluppo sostenibile”. La struttura del forum è fatta, a “carciofo”, ci sono vari livelli. Nel cuore, quello più esclusivo, c’è stato posto per il presidente degli Stati Uniti e altre autorità di portata mondiale. Quest’anno Trump non ci sarà, ma sono annunciati, tra gli altri, Antonio Guterrez (Onu), Cristine Legarde (Fmi), la cancelliera tedesca Angela Merkel, il primo ministro palestinese Rami Hamdallah e quello israeliano Benjamin Netanyahu, quello giapponese Shinzo Abe, il presidente del Brasile Jair Bolsonaro, Cyril Ramaphosa dal Sud Africa, una “delegazione di alto livello” dagli Usa. “Se vale l’immagine del carciofo, il livello nel quale parlerò è quello più vicino al cuore”, scherza De Carlo.

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