Società e Politica
stampa

Il sondaggista: "Il voto è sempre più mobile"

De Carlo (Quaeris) spiega perché oggi è così difficile fare sondaggi. E sui risultati elettorali dice: “Renzi ha vinto anche per demerito degli avversari, era l’unica proposta che dava speranza all’elettorato. Ed ha attirato consensi da tutte le parti”. Sulle Amministrative: “E’ stata un’altra partita, contano i candidati locali”.

Parole chiave: giorgio de carlo (5), quaeris (14), sondaggi (11), elezioni europee (22), elezioni comunali (25), renzi (94), lega (104), 5 stelle (15)
Il sondaggista: "Il voto è sempre più mobile"

“Il mestiere di prevedere il futuro non è mai facile”. Giorgio De Carlo, trevigiano, direttore generale dell’istituto Quaeris non vuole commentare il “flop” di molti colleghi sondaggisti in occasione delle Europee, che fa seguito a quello dello scorso anno. “Certo - prosegue - non sono pentito di essermi preso un anno sabbatico dalla politica italiana, lavorando solo all’estero e per i sindaci. Fare sondaggi, oggi, sulla politica nazionale è difficile, ma presto conto di avere gli strumenti per riuscirci”.
Uno dei motivi di questa difficoltà è l’incertezza di molti elettori, che solo all’ultimo momento scelgono per chi votare. L’altro è l’estrema mobilità del voto, fotografata anche dai primi studi sui flussi elettorali in occasione delle Europee di domenica scorsa. Studi dai quali emerge che il Pd di Renzi rispetto allo scorso anno ha prosciugato Scelta Civica, strappandole più di un milione di voti; ha recuperato mezzo milione di consensi dal centrodestra e in particolare da Forza Italia; un milione di voti da elettori 5 stelle tornati all’ovile (300mila sarebbero invece coloro che hanno fatto il tragitto opposto). “Il fenomeno nuovo, a partire dallo scorso anno - spiega De Carlo - è che gli elettori cambiano massicciamente schieramento. Invece fino a un paio d’anni fa i cambiamenti erano dettati essenzialmente dal fatto che chi era insoddisfatto della sua parte politica se ne stava a casa”.
De Carlo offre qualche ulteriore elemento di analisi del voto: “Intanto c’è da dire che il 41% del Pd è come il 26% di Grillo di un anno fa. E’ una percentuale molto elevata, in parte rifluirà. Renzi ha vinto per merito suo, ma anche per demerito degli altri. Non c’erano molte altre proposte credibili sul tavolo. Guardiamo all’elettorato dei 5 Stelle, è fatto di persone in difficoltà, disoccupati, persone che nutrono rabbia. Renzi invece ha saputo guardare al futuro, ha ridato speranza a molti, tra cui anche al popolo delle partite Iva del Nordest. Quello che è uscito dal voto però è un Pd meno ideologico, e meno di sinistra”. Per il direttore di Quaeris anche la Lega può dirsi vincitrice: “La Lega, anche quando è in difficoltà, riesce sempre a trovare il «nemico giusto». In più Salvini ha saputo essere efficace dal punto di vista comunicativo.
Infine un commento sulle Comunali: “La politica nazionale non ha influito minimamente. Altrimenti a Padova Ivo Rossi avrebbe dovuto trionfare... La realtà, lo posso dire perché i sondaggi sui Comuni li ho fatti, è che molte situazioni erano evidenti già a gennaio. Le vittorie e le sconfitte a livello locale dipendono dal valore delle singole amministrazioni”.

Il sondaggista: "Il voto è sempre più mobile"
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento