Società e Politica
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“Immischiati"; l'invito dei giovani per una nuova politica

I promotori si sono presentati lo scorso 10 ottobre all’auditorium San Pio X di Treviso ed hanno messo in cantiere una serie di incontri sulla dottrina sociale della Chiesa: si parlerà di persona e bene comune, sussidiarietà e solidarietà.

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“Immischiati"; l'invito dei giovani per una nuova politica

Uno stile di vita personale. Di chi non si ferma alla mera indignazione di fronte ai problemi. Di chi non si rassegna. Nasce con questa idea di fondo, con questo progetto sempre più condiviso da centinaia di ragazzi di tutta Italia, “Immischiati”, un movimento tutto di giovani, stanchi di vivere “in una stagione che non offre orizzonti di futuro”, di “scontri ideologici inutili e astratti”, sempre più convinti che “la crisi non è solo economica, ma anche e prima di tutto culturale, sociale” e che la politica sia condizione prima per un’effettiva rinascita.
Un movimento che è una sana ventata. Una carica di speranza che questi giovani vivono dentro e vogliono contagiare a cento, mille loro coetanei perché ora è il momento di non avere paura, di tornare a respirare, di dare un senso al vivere cristiano, di impegnarsi davvero per il bene comune. Anche a Treviso nasce l’esperienza di “Immischiati”. I promotori si sono presentati lo scorso 10 ottobre all’auditorium San Pio X di Treviso ed hanno messo in cantiere una serie di incontri sulla dottrina sociale della Chiesa: si parlerà di persona e bene comune, sussidiarietà e solidarietà.
Giovani “di radicale ispirazione cristiana anche se non confessionale”, si definiscono, che non credono più alle stantie e logore ideologie, ai muri che bloccano e dividono, ai lacci che tarpano le ali, intorpidiscono la mente e l’anima. E’ già tempo per cominciare a volare.
Hanno preso davvero sul serio quel loro essere “sentinelle del mattino” di cui parlava il compianto Giovanni Paolo II nel Giubileo giovanile del 2000. Hanno creduto a quell’“ognuno di noi deve recuperare sempre più concretamente la propria identità personale come cittadino, ma orientato al bene comune”, così caro a papa Francesco. Hanno adottato la convinzione di papa Montini che la politica sia “la forma più alta della carità”.
“Perché lo facciamo?”, confessano questi giovani che hanno deciso di andare oltre la corrente della rassegnazione...
Lo faccio, dice Beatrice, “per andar oltre”, perché “il prossimo del mio prossimo sono io”, “perché la vita è una”. Lo faccio “perché credo”. Perché “vedo oltre la crisi”. Perché “i nostri figli sono il nostro futuro”...
I ragazzi che come lei si sono succeduti sul palco, nei loro interventi volutamente semplici e chiari, assolutamente sgombri da ogni facile retorica - è questo il linguaggio adottato dal movimento - muovono dal presupposto avallato da papa Benedetto XVI nel suo breve viaggio in terra veneta, che “c’è del buono a questo mondo” e che si ha il dovere di un impegno che come cristiani dovrebbe essere sempre al centro del nostro agire. Sentono dentro che vale la pena di “immischiarsi” perché «non basta l’appartenenza alla società per essere pienamente cittadino: non c’è identità senza appartenenza ….; che “un buon cattolico si immischia in politica, offrendo il meglio di sé, perché il governante possa governare” (papa Francesco).
Nell’azione politica che “Immischiati” ha scelto come proprio paradigma, come perno di un “credo” che si fa azione e testimonianza - sono tanti i politici cattolici, assai pochi i cattolici politici - la Dottrina sociale della Chiesa è il “luogo” che illumina, circoscrive e fissa, ma la cui attualità le permette di aprirsi alle nuove sfide di una società complessa e smarrita, quasi fosse un inestricabile labirinto, sembra aver perso la bussola per orientarsi. Il cristiano questa bussola la possiede: deve decidere di servirsene. Deve scegliere di “immischiarsi”.

La sede trevigiana di “Immischiati” è presso il convento dei Carmelitani, in viale Oberdan, 7 a Treviso.
Qui si terranno il venerdì sera alle 20.45 alcuni incontri sui capisaldi della dottrina sociale: il 7 novembre (introduzione), il 21 novembre (la persona), il 5 dicembre (il bene comune), il 16 gennaio (la sussidiarietà), il 30 gennaio (la soldarietà) e il 13 febbraio (la partecipazione). Info: ol3treviso@gmail.com, cell. Gerarda 331 5078116.

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