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Imprese: situazione bloccata ma si teme per i prossimi mesi

“In tema di demografia d’impresa, dobbiamo sospendere il giudizio – commenta Mario Pozza -. Mancano al conteggio le cessazioni, che solitamente caratterizzano i primi mesi dell’anno. I dati risultano condizionati dai diversi fattori dissuasivi alla chiusura d’impresa: l’accesso ai ristori e il divieto di licenziamento"

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Imprese: situazione bloccata ma si teme per i prossimi mesi

Anche i dati al primo trimestre 2021, come già evidenziato in occasione del bilancio di fine anno e dei trimestri precedenti, costringono ad una sospensione del giudizio sull’andamento della demografia d’impresa.

In provincia di Treviso lo stock delle imprese al 31.03.2021 risulta pari a 78.824 unità, quasi in linea con la consistenza di fine anno 2020 (+10 unità) ed in netta controtendenza rispetto a quanto successo, su base trimestrale, nello stesso periodo dell’anno precedente (-496 imprese rispetto a dicembre 2019). Le imprese artigiane, pari a 22.373 unità, rappresentano il 28,4% del totale complessivo e sono diminuite di -50 unità rispetto alla consistenza al 31.12.2020.

Il bilancio sulla nati-mortalità d’impresa del primo trimestre del 2021 - periodo solitamente caratterizzato da una maggiore concentrazione di cessazioni, soprattutto nei mesi di gennaio e febbraio - presenta un saldo negativo, ma in netta attenuazione rispetto a quello registrato nello stesso periodo del 2020 e del 2019: a Treviso risulta pari a -149 unità (contro il saldo di -724 unità del 2020 e -513 unità del 2019).

Il saldo trimestrale è infatti determinato da un flusso di iscrizioni che a Treviso risultano in crescita (da 1.495 a 1.594 unità) e da un flusso di cessazioni che diminuiscono da 2.219 a 1.743 unità

Risultano sostanzialmente stazionari, rispetto al trimestre precedente, il comparto manifatturiero, l’alloggio e ristorazione ed i servizi alle persone.

Il manifatturiero perde, nel suo complesso, -4 imprese e risulta lontano dai saldi negativi a due cifre degli anni precedenti. Più penalizzata la componente artigiana che perde complessivamente -28 imprese rispetto al consuntivo di fine 2020, di cui -23 nella metalmeccanica.

Stessa dinamica per l’alloggio e ristorazione che, nonostante sia tra i settori più colpiti dalle misure di contenimento del contagio, si mantiene in linea con lo stock del trimestre precedente (-4) mentre un anno fa aveva perso -35 imprese su base congiunturale. Dalla scomposizione delle attività del comparto è evidente che le flessioni interessano solo le attività di ristorazione (-5) in ogni caso in forte ridimensionamento rispetto all’anno precedente (-38).

Anche i servizi alle persone seguono lo stesso andamento: la consistenza del settore perde -9 unità (contro le -42 di un anno fa) tutte imputabili alla voce “altre attività dei servizi” che ricomprende parrucchieri ed estetisti, mentre tengono le attività culturali e ricreative (+3) nonostante i provvedimenti di restrizione e chiusure delle attività. In maggiore sofferenza lo stock del comparto artigiano che si contrae di -23 unità.

Risultano in crescita il settore dell’edilizia e dei servizi alle imprese.

Le costruzioni guadagnano, rispetto al trimestre precedente, +48 sedi d’impresa (di cui +23 artigiane), in controtendenza rispetto alle flessioni riscontrate su base congiunturale l’anno scorso (-32) e nel biennio precedente (-73). L’incremento sembra tutto a favore delle attività dei lavori di costruzione specializzati, incluse le attività di finitura e completamento degli edifici e le attività di installazione di tutti i tipi di servizi necessarie al funzionamento della costruzione.

Con riferimento invece ai servizi alle imprese, che crescono di +118 unità rispetto alla consistenza di fine anno (era pari a +16 il saldo congiunturale di un anno fa) sono da segnalare gli incrementi delle attività professionali, scientifiche e tecniche (+55), delle attività immobiliari (+45), di quelle finanziarie ed assicurative (+20) e dei servizi di informazione e comunicazione (+11). In diminuzione invece la componente artigiana del comparto che si contrae di -32 unità di cui -25 nel settore trasporti e magazzinaggio.

Passando ai settori in flessione si segnalano il commercio e l’agricoltura.

Il commercio accusa una flessione sulle sedi d’impresa (-86), ma in attenuazione rispetto al valore negativo a tre cifre di un anno fa (-246). Dalla scomposizione tra ingrosso e dettaglio risulta più penalizzata la prima tipologia (-40), a differenza di quanto successo in passato, rispetto al commercio al minuto che perde -28 sedi d’impresa (era di -134 la flessione trimestrale di un anno fa).

Il settore agricoltura è interessato da dinamiche dipendenti da una molteplicità di fattori; nel corso dei primi tre mesi dell’anno subisce una flessione di -81 sedi d’impresa rispetto al trimestre precedente in ogni caso in peggioramento dal confronto congiunturale dell’anno precedente (-112).

E’ facile quindi intuire come i dati siano fortemente condizionati dal contesto generato dall’emergenza sanitaria: in particolare il numero delle cessazioni sembra influenzato da fattori dissuasivi alla chiusura d’impresa, che lasciano le aziende in attesa di poter beneficiare dei ristori e delle altre forme di sostegno al reddito di lavoro autonomo, nonché dallo stesso divieto di licenziamento.

“Purtroppo, o per fortuna, in tema di demografia d’impresa, dobbiamo ancora sospendere il giudizio – commenta il Presidente della Camera di Commercio di Treviso-Belluno, Mario Pozza -. Mancano al conteggio le cessazioni, che solitamente caratterizzano i primi mesi dell’anno. Con tutta evidenza, il dato risulta ancora condizionato dai diversi fattori dissuasivi alla chiusura d’impresa: fra tutti, l’accesso ai ristori e il divieto di licenziamento (che una chiusura d’impresa comporterebbe)”.

Sullo sfondo di un bilancio apparentemente stazionario, rispetto alla situazione di fine 2020, continua il Presidente “Si possono comunque cogliere alcuni segnali positivi. In provincia di Treviso, il settore dell’edilizia cresce di 48 sedi. Crescono anche le imprese nel terziario avanzato: +118.”

“In maggiore sofferenza però – prosegue il Presidente – resta il sottoinsieme delle imprese artigiane che si contrae, rispetto al trimestre precedente, di -50 unità a Treviso. Speriamo che il piano vaccinale prosegua a ritmi serrati e permetta di arrivare ad una graduale rimozione delle misure a sostegno dell’impresa e del lavoro in un contesto di ripartenza dell’economia. Sarebbe lo scenario più auspicabile – conclude il Presidente – anche se dovremmo mantenere altissimo l’impegno per aiutare a riprendersi quei settori che più hanno sofferto da questa pandemia”.

Fonte: Comunicato stampa
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