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In Veneto dichiarato lo stato di crisi idrica

Il presidente della Regione Luca Zaia raccomanda in particolare a tutti gli utilizzatori di acqua ad utilizzare la risorsa in modo estremamente parsimonioso, sostenibile ed efficace, limitandone il consumo al minimo indispensabile.

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In Veneto dichiarato lo stato di crisi idrica

Il 3 maggio 2022 la Regione ha emesso l’Ordinanza n. 37, con la quale ha riconosciuto le condizioni di criticità per carenza idrica nei bacini regionali adottando particolari misure volte a ridurre i prelievi e garantire i fabbisogni. Il presidente della Regione Luca Zaia raccomanda in particolare a tutti gli utilizzatori di acqua ad utilizzare la risorsa in modo estremamente parsimonioso, sostenibile ed efficace, limitandone il consumo al minimo indispensabile. Il presidente del Consorzio Piave, Amedeo Gerolimetto, afferma: “Il Consorzio conferma il suo impegno, già in atto da mesi, a razionalizzare la risorsa, prelevando dal fiume solo le quantità strettamente necessarie, ma c’è bisogno che tutti coloro che godono della disponibilità di acqua a fini irrigui si facciano carico di evitare sprechi e rispettare rigidamente le norma d’uso regolamentari.
Invitiamo inoltre tutti gli utilizzatori a seguire costantemente le informazioni che daremo attraverso il nostro sito istituzionale www.consorziopiave.it e le nostre pagine Facebook, Instagram e Twitter.
Già dal mese di marzo le portate prelevate rispettano riduzioni che vanno dal 30 al 50% rispetto al valore previsto” – tuttavia, conclude – “se la situazione si protrae dovremo assumere provvedimenti di razionalizzazione dell’uso con probabile sospensione degli utilizzi sulla base delle priorità stabilite dalla norma: devono essere salvaguardati nell’ordine l’uso umano, quindi quello agricolo, solo dopo gli usi non agricoli, tra cui l’industriale (produzione di energia) o l’urbano (orti e giardini)”.
Il Bollettino Arpav sullo stato della risorsa idrica, emesso in data 30 aprile, conferma infatti lo stato di criticità idrica ormai pesante sulla nostra regione ed in particolare sul bacino del fiume Piave, corso d’acqua dal quale attingono le grandi derivazioni gestite dal Consorzio Piave.
Dai dati di Arpav si riscontra ancora un deficit pluviometrico del -36% rispetto alla media 1994-2021 sul bacino del Piave, a conferma del trend di ridottissimi apporti precipitativi che ormai si protrae da mesi.
Preoccupa e allarma leggere che per riequilibrare il bilancio quantitativo già nel mese di maggio sarebbero necessari, come dato medio sul Veneto, circa 350 mm ossia circa tre volte la precipitazione media di maggio (pari a circa 117 mm, periodo 1994-2021).
La riserva idrica nivale bacino montano del Piave, stimata il 30 aprile, è di 65 Milioni di m3 rispetto ad una media di 260 Milioni di m3, uno tra i valori più bassi insieme al 2007 (57), al 2012 (89), al 2017 (56).
Fortunatamente in aprile il volume complessivamente invasato nei principali serbatoi del Piave ha mostrato un andamento in continua crescita: al 30 aprile il volume totale risulta di 116.1 Milioni di m3, pari al 69% del volume massimo invasabile. Il valore è vicino alla media anche se resta il dubbio se si raggiungerà il completo riempimento entro la fine del mese, vista la scarsità della riserva nivale.
Rispetto ad alcuni anni critici, ad oggi il volume totale dei serbatoi del Piave risulta inferiore al 2017 (-33.9 Mm3) e al 2012 (-8.6 Mm3), però è quasi il doppio rispetto al 2003 (+41.6 Mm3).

Fonte: Comunicato stampa
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