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In classe senza più “dad”

Lunedì 12 settembre riaprono le scuole di ogni ordine con la cessazione di flessibilità dell'orario legata alla pandemia, che si spera superata. Novità, il Piano educativo individualizzato, percorso inclusivo per gli alunni con disabilità. E alle elementari ci sarà un esperto di educazione fisica.

Parole chiave: scuola (574), dad (10), covid (482), inizio anno scolastico (1), novità 2022 (1)
In classe senza più “dad”

La più importante novità dell’anno scolastico che sta per iniziare è l’introduzione dell’insegnamento dell’educazione motoria da parte di docenti “esperti”. Il provvedimento verrà attuato nelle classi quinte della primaria a decorrere da questo anno scolastico e nelle classi quarte dal 2023-24. Saranno ore aggiuntive all’orario scolastico, invece per le classi che svolgono 40 ore settimanali saranno integrate nell’orario. Con il nuovo anno verranno rinnovati i fondi europei e i programmi operativi noti come “Pon”, che dovranno essere dedicati alle competenze chiave e alla lotta alla dispersione scolastica. Cessa la possibilità di flessibilità oraria legata alla pandemia, si potranno ridurre le unità orarie (durata della singola lezione) solo per problemi legati al trasporto o al pendolarismo. Le scuole saranno anche alle prese con il “nuovo” Pei, acronimo di Piano educativo individualizzato, lo strumento con cui il Consiglio di classe disegna un percorso didattico inclusivo per gli alunni con disabilità. La novità è di mettere in relazione le condizioni di salute della persona con i fattori ambientali e di contesto generale. Dovrà essere messo a punto entro il 31 ottobre, ma si attendono delle linee guida del Ministero perché lo strumento si è rivelato in qualche punto contraddittorio.

Le famiglie saranno alle prese con una spesa dei libri e materiali scolastici sempre più cari, per questo si moltiplicano le iniziative delle stesse scuole sui libri usati. I presidi, con il presidente della loro associazione nazionale, Antonello Giannelli, hanno aperto anche un altro fronte: “La prassi di assegnare voti non interi attraverso l’uso dei «mezzi punti» e dei «più»  e  «meno»  è molto infelice. Non ha un fondamento normativo e risulta ambigua nei confronti dello studente. In più si complica la comunicazione tra scuola, studenti e famiglie e non si riempie di senso la valutazione della prestazione didattica”. Dai sindacati invece emerge forte la richiesta di riforma degli Organi collegiali: “L’istituzione degli Organi collegiali - afferma la Cgil scuola - ha dato alla scuola italiana un’occasione di crescita e di confronto democratico fino ad allora sconosciuti (era il 1974, anno dei Decreti delegati), rimuovendo i rapporti gerarchici e predeterminati da leggi e circolari che ne regolavano e scandivano minutamente la vita. Di certo, oggi sono evidenti tutte le criticità e occorre una riforma profonda”. 

Infine, c’è da segnalare l’arrivo di quasi cinque miliardi del Piano nazionale di resistenza resilienza, Pnrr, che ha fatto piovere su ogni istituto scolastico dai centomila ai 300 mila euro. Con questi fondi dovrebbero essere create 100 mila classi innovative e sviluppate azioni di prevenzione e contrasto alla dispersione scolastica, il Piano di banda larga nelle scuole,  la migrazione cloud e siti internet, la formazione digitale del personale scolastico. 

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