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Inchiesta Mose: domani i primi interrogatori

Renzi: "Interverremo in materia di appalti pubblici, ma il problema non sono le regole, sono i ladri". La Regione sostituisce i dirigenti arrestati, il Prefetto sospende Orsoni. Chisso rassegna le dimissioni irrevocabili.

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Inchiesta Mose: domani i primi interrogatori

Iniziano oggi gli interrogatori di garanzia per i 35 arrestati nell'ambito dell'inchiesta sul Mose. Il sindaco Giorgio Orsoni, ed altri 4 indagati posti agli arresti domiciliari, saranno sentiti domattina nell'aula bunker di Mestre dal Gip Scaramuzza. Vittorio Giuseppone, il magistrato della Corte dei Conti che secondo l'accusa sarebbe stato pagato per ammorbidire i controlli, sarà ascoltato invece dal Gip di Roma. Interrogatorio nel carcere di Pisa per l'assessore Renato Chisso.

 

Renzi: regole nuove, ma il problema sono i ladri

“E’ del tutto evidente che siamo di fronte a fatti per i quali esistono i principi che ognuno ribadisce: piena fiducia nella magistratura e presunzione di innocenza sino a sentenza definitiva che speriamo arrivi il più velocemente possibile”. Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, durante la conferenza stampa seguita alla riunione del G7 a Bruxelles, rispondendo alle domande sull'inchiesta sul Mose”.

“Se dipendesse da me la riscrittura del codice, io il politico lo indagherei per alto tradimento, perché chi prende le tangenti tradisce il suo mandato e l'onore sul quale ha giurato”, ha proseguito il premier -. Interverremo nelle prossime ore e nei prossimi giorni in materia di appalti pubblici, ma non si può dire tutte le volte che il problema sono le regole'', il problema ''sono i ladri'', ha aggiunto Renzi. Il presidente del Consiglio ha inoltre dichiarato di provare “un'amarezza enorme”: ''Tutte le volte, per chi fa politica seriamente, si tratta di un colpo e di una ferita”.

Orsoni sospeso dal Prefetto

Giorgio Orsoni, posto agli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta sul Mose, è stato sospeso dalla carica di sindaco di Venezia. Lo ha deciso il prefetto, Domenico Cuttaia, sulla base dell'ordinanza ricevuta dalla Procura. La sospensione, ricorda la Prefettura, è un atto dovuto in base alla cosiddetta 'legge Severino' nei confronti degli amministratori locali destinatari di misure coercitive in base agli artt.284, 285 e 286 del codice di procedura penale.

 

Le dimissioni di Chisso

La Giunta regionale si è riunita giovedì mattina ad ha dato seguito a quanto annunciato ieri dal presidente della Regione Luca Zaia: oltre al ritiro delle deleghe dell’assessore Chisso anche la sostituzione dei tre dirigenti implicati nell’inchiesta, affidando gli incarichi ad interim ad altri dirigenti per evitare interruzioni dell’attività amministrativa.
La direzione del Dipartimento Riforma Settore Trasporti e della Sezione Strade Autostrade e Concessioni è stata affidata all’ing. Mariano Carraro, attuale direttore del Dipartimento Lavori Pubblici Sicurezza Urbana Polizia Locale e R.A.S.A. (Provvedimenti per l'applicazione delle norme di settore; rapporti con Istituzioni locali, nazionali ed internazionali; attività informativa e divulgativa; OCDPC 28.03.2013 n° 68).
La direzione del Dipartimento Coordinamento Operativo Recupero Ambientale/Territoriale e della Sezione Progetto Venezia è stata conferita al dott. Alessandro Benassi, attuale direttore del Dipartimento Ambiente della Regione.

Nel frattempo Chisso ha comunicato le sue dimissioni "irrevocabili" dall'incarico nella giunta. Chisso ha inviato un telegramma al protocollo della Regione: "Nella mia qualità di assessore alle infrastrutture e trasporti - scrive - rassegno con il presente le mie irrevocabili dimissioni dall'incarico".
   

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