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L'analisi dei ballottaggi, a livello nazionale avanza il centrosinistra, Marcon a Castelfranco si impone a fatica

Molto risicato il margine nei confronti dello sfidante del Pd, Sebastiano Sartoretto: 51,68% contro 48,32%: in pratica, meno di 500 voti hanno separato i due contendenti. Il contesto generale è tornato a essere decsamente “bi-polare”. E gli elettori del M5S, per la prima volta, sembrano propensi a scegliere nei ballottaggi i candidati degli “alleati” di Governo.

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L'analisi dei ballottaggi, a livello nazionale avanza il centrosinistra, Marcon a Castelfranco si impone a fatica

La minaccia della seconda ondata del Covid-19 e il travaglio interno al M5S hanno fatto passare in secondo piano i risultati dei ballottaggi delle Comunali. Nel nostro territorio era coinvolto il Comune di Castelfranco Veneto, a livello nazionale una decina di capoluoghi di provincia, tra cui Reggio Calabria e Bolzano.

Si trattava, dunque, di un test assai parziale, il quale però, se sommato all’esito delle Regionali e del primo turno delle Comunali, offre qualche indicazione.

Partiamo, naturalmente, dal nostro territorio: a Castelfranco Veneto il sindaco uscente Stefano Marcon “vince ma non convince”, si direbbe usando il gergo calcistico.  Molto risicato il margine nei confronti dello sfidante del Pd, Sebastiano Sartoretto: 51,68% contro 48,32%: in pratica, meno di 500 voti hanno separato i due contendenti. Da un lato, Sartoretto è stato appoggiato al ballottaggio da quasi tutti gli sconfitti al primo turno, a partire dalla ex sindaca Maria Gomierato, e ha condotto una battaglia molto forte sul tema del futuro dell’ospedale. Dall’altro, il centrodestra si è forse “rilassato” dopo il 47% del primo turno. Forte il rammarico di Sartoretto per non aver coronato la clamorosa rimonta: “Abbiamo fatto il possibile per voltare pagina in città, ci siamo arrivati molto vicini. Resta il fatto che il centro città ha chiaramente espresso il suo giudizio negativo nei confronti di Marcon, che invece ha avuto il consenso delle frazioni”.

Il centrodestra, comunque, si conferma egemone in Veneto, con la vittoria di Castefranco e quella, più netta, di Portogruaro, dopo l’affermazione di Luigi Brugnaro al primo turno, a Venezia.

Ma il centrosinistra, contrariamente alle Regionali, si conferma “competitivo” quando si tratta di scegliere il sindaco.

Se si guarda, invece, ai ballottaggi nei capoluoghi italiani, l’affermazione del centrosinistra appare abbastanza evidente, tanto da far ipotizzare un inizio di inversione di tendenza dopo quattro anni di rovesci elettorali.

Il centrosinistra conferma il sindaco di Reggio Calabria, Lecco (Per una trentina di voti) e Bolzano, conquista Chieti e Andria, mentre a Crotone sostiene la vittoria del candidato civico e ambientalista. Nei comuni capoluogo il centrodestra tiene solo Arezzo, a Matera si afferma invece il candidato del Movimento 5 Stelle. Per la Lega sono simboliche le sconfitte a Legnano, in Lombardia, e a Cascina (Pisa), dove quattro anni fa era stata eletta sindaca Susanna Ceccardi, che ha puntato senza successo la corsa alla presidenza della Regione.

Insomma, il contesto è tornato a essere decisamente “bi-polare”. E gli elettori del M5S, per la prima volta, sembrano propensi a scegliere nei ballottaggi i candidati degli “alleati” di Governo.

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