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L'export di Marca torna a crescere

Secondo i dati diffusi dal Centro studi della Camera di commercio di Treviso l’export trevigiano cresce del +4,4% rispetto al primo semestre dell’anno precedente grazie al buon recupero del manifatturiero provinciale nei mercati comunitari (+7,4%).

Parole chiave: camera di commercio (35), export (22), economia (89)
L'export di Marca torna a crescere

Nei primi sei mesi del 2014 le esportazioni trevigiane sono cresciute del +4,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Su questo orizzonte temporale, in ambito regionale sono più performanti di Treviso la provincia di Vicenza (+4,9%) e quella di Belluno (+9,2%). Complessivamente il Veneto registra una variazione del +3,0% e risulta tra le regioni che forniscono il maggior contributo alla crescita tendenziale dell’export nazionale (+1,3%).
 
Anche le importazioni provinciali continuano a crescere nel primo semestre 2014: +5,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, a fronte di un 2013 che si era chiuso all’insegna della stazionarietà (+0,3%).
 
Dall’analisi dei risultati per mercati e per settori emergono due evidenze. Innanzitutto le svalutazioni in atto in alcune economie emergenti, unite alle tensioni politiche di alcune aree economiche, sembrano non compromettere la performance esportativa trevigiana che riesce a compensare con le vendite verso l’Ue28. Confrontando il primo semestre 2014 con lo stesso periodo dello scorso anno la situazione appare capovolta:   verso i mercati extra Ue28 l’export manifatturiero risulta sostanzialmente stabile (-0,6%, frutto di un effetto compensazione tra dinamiche di crescita in alcuni Paesi e di contrazione in altri) mentre cresceva del +10,3% nel 2013; nei mercati intra Ue28 le vendite provinciali crescono su base tendenziale del +7,4% mentre nello stesso periodo dell’anno scorso risultavano in diminuzione del -1,5%.
In secondo luogo sembrano risentire maggiormente delle turbolenze monetarie internazionali i beni strumentali, mentre i beni intermedi - decisamente più orientati ai mercati comunitari - registrano risultati decisamente superiori al dato medio.
 
 
I mercati di destinazione
In ambito extra Ue l’export manifatturiero trevigiano continua a crescere sensibilmente negli Stati Uniti (+8,4% rispetto al primo semestre 2013), rallenta in Russia (+1,9%, ma era pari al +19,8% nello stesso periodo del 2013) e cala in Cina (-20,8% pari a -30 milioni sul primo semestre 2013); quest’ultimo calo tuttavia risulta compensato da un sensibile aumento verso Hong Kong (+131,5% pari a +53 milioni). Altre flessioni importanti si registrano verso la Turchia (-22,6%) e verso il Giappone (-28,8%). La situazione politica in Ucraina si riflette in un calo delle vendite in tale mercato del -22,7% rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno.
 
Diverso il quadro delle esportazioni verso l’Ue28 dove alla crescita dei primi sei mesi del 2014 ha contribuito in modo significativo oltre all’Est Europa (Romania +7,4%, Polonia +23,1% e Repubblica Ceca +17,6%), il Regno Unito (+22,2%), la Spagna (+12,8%) e l’Austria (+10,7%). Germania e Francia restano, come sempre, i principali mercati di sbocco dell’export trevigiano, ma con dinamiche decisamente meno vivaci (rispettivamente: +2,4% e +5,8%).
 
L’analisi per settori
Le vendite di macchinari, primo settore provinciale per valore esportato, conoscono una crescita del +17,6% verso i mercati Ue (+14,8% in Germania e +16,8% in Regno Unito), mentre accusano un calo verso i mercati extra-Ue (-7,0%): i pur positivi risultati nei primi due mercati di sbocco (Stati Uniti +9,4% e Cina +11%), non riescono a compensare il calo delle vendite in Russia (-8,1%), in Indonesia (-23,4%) e soprattutto in Turchia (-50,8%).
 
Nell’ambito dei beni intermedi la carpenteria metallica mette a segno una crescita del +11,2% grazie alle vendite intra Ue (+16,3%), il 72,5% delle vendite del settore nel periodo. A tale risultato hanno contribuito principalmente il mercato tedesco (+14,8%), alcuni Paesi dell’Est (Repubblica Ceca +49% e Slovacchia +25%), l’Austria (+20,2%) e la Spagna (+38%). Quasi stazionarie le vendite extra Ue (-0,4%) per effetto di alcune commesse verso Arabia Saudita e Messico che hanno compensato le flessioni a due cifre negli Stati Uniti e in Turchia. Positiva anche la dinamica della gomma plastica che cresce sia intra (+8,6%) che extra Ue (+12,2%). Nel mercato intra Ue continua ad essere ben agganciata alla filiera industriale tedesca (+9,4%), ma si segnalano anche le dinamiche positive in Spagna (+12,4%) e Regno Unito (+22,8%). Fuori dell’Unione le vendite crescono sensibilmente negli Stati Uniti (+26,6%), in Cina (+38,1%) ed in Russia (+13,5%), rispettivamente primo, secondo e quarto mercato di riferimento del settore.
 
Nell’ambito dei beni di consumo si osservano dinamiche semestrali particolarmente positive per l’elettrodomestico (+15,6% rispetto al primo semestre 2013): va bene verso l’Ue (+11,5%), ma va ancor meglio nei mercati extra-Ue (+24,7%), in particolare verso Russia e Stati Uniti.
In recupero, ma con trend leggermente al di sotto della media, le vendite di mobili (+4,1% rispetto allo stesso periodo del 2013). La crescita si registra comunque tanto intra Ue (+4,1%, grazie soprattutto a Francia, Regno Unito e Spagna) che extra Ue (+4,2%, con crescite negli Stati Uniti e Cina e contrazioni in Russia e Ucraina).
Ancor più contenuta la crescita tendenziale dell’export di calzature (+2,8%): effetto compensazione tra una dinamica positiva intra Ue (+5,3%), soprattutto in Romania e Regno Unito e una flessione extra Ue (-6,6%), nonostante la crescita a due cifre negli Stati Uniti (+17,4%).
Il tessile-abbigliamento sembra essere una filiera sempre meno tracciata dalle statistiche export: nei primi sei mesi 2014 si perdono ulteriori 27 milioni di euro rispetto ai flussi dello scorso anno e -70 rispetto a due anni fa. Ripartono però le vendite verso Spagna (+14,3%) e verso Regno Unito (+18%).
Alimentari e bevande attenuano i tassi di crescita del passato ma, contrariamente alla tendenza generale, vanno meglio nei mercati extra Ue: +18,4% gli alimentari, +9,8% le bevande. Per quest’ultimo settore, in particolare, si segnala l’importante progressione negli Stati Uniti: +14,1% rispetto al primo semestre dello scorso anno, +61,3% rispetto ai primi sei mesi del 2012 e addirittura +212,3% rispetto allo stesso periodo del 2008.

Fonte: Comunicato stampa
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