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L'inizio dell'anno scolastico segna la fine delle reggenze

Il recente concorso per i presidi mette fine a un fenomeno che ha caratterizzato la gestione del sistema scolastico. Ma il nuovo anno inizia ugualmente con numerose criticità, dalle cattedre scoperte agli insegnanti di sostegno, come denuncia Marta Viotto della Cgil.

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L'inizio dell'anno scolastico segna la fine delle reggenze

Anche il poeta vate Gabriele D’Annunzio assunse una reggenza, quella del Carnaro, che doveva traghettare la città di Fiume all’interno del Regno d’Italia. L’epilogo dell’impresa di Fiume non fu felice. Negli ultimi anni la parola “reggenza” è stata usata per indicare l’assunzione della direzione di una scuola da parte di un preside che ne aveva già una. Anche, in questo caso, la reggenza è un’esperienza complicata, viene assunta per un solo anno per coprire una sede vacante, non c’è continuità e spesso il dirigente fa solo ordinaria amministrazione. “Quest’anno in Veneto le cose sono radicalmente cambiate e siamo riusciti ad assegnare 264 sedi vacanti - afferma Marta Viotto, segretaria generale Flc Cgil Veneto -. Restano 52 reggenze in tutto il Veneto (solo 4 a Treviso), 41 perché l’Istituto è sottodimensionato e altre 13 perché ci sono state delle rinunce. Merito del concorso per dirigenti scolastici che è finalmente giunto al traguardo”. L’Ufficio scolastico regionale dovrebbe aver già proceduto a ricoprire le rinunce, pescando dalla graduatoria del concorso. “E’ un inizio anno convulso, tra immissioni in ruolo e cattedre che resteranno scoperte, pesa la lunga attesa di un concorso, in particolare per la scuola secondaria di secondo grado, dove materie come matematica o scienze saranno affidate a neolaureati.
Ancora più drammatico degli anni scorsi il problema del sostegno, mancano insegnanti specializzati e verranno mandati allo sbaraglio molti docenti anche quest’anno”. Per fortuna sono docenti molto motivati, che riescono a compensare la mancata specializzazione. “Siamo vincolati ai numeri che offrono le università e penalizzati dal mancato coordinamento del fabbisogno del territorio. In questo settore si sta creando un precariato enorme, solo nel Veneto sono circa 3.000 i docenti necessari”.
Un’altra criticità è rappresentata dalla mancanza dei Direttori amministrativi. “Si chiamano dsga, sono lo snodo fondamentale tra la dirigenza e l’amministrazione. Il concorso è fermo alla fase preselettiva e sui posti scoperti c’è personale senza preparazione specifica. Solo a Treviso ne mancano 14”.
Ma è tutto il personale a scarseggiare nel settore amministrativo e tra i collaboratori scolastici. “Si dovevano concedere un numero maggiore di immissioni in ruolo per coprire le uscite per quota 100. Non si possono prevedere meno di due collaborati per plesso scolastico. Le scuole funzionano anche il pomeriggio e non possiamo andare avanti con «tanta buona volontà». Infine c’è il tema del contratto, dello stipendio. “In 10 anni l’unico aumento è stato di 40 euro. La nuova legge di bilancio deve valorizzare il personale della scuola. Siamo bistrattati, caso unico in Italia e nel mondo, quando un docente va in pensione non riceve la liquidazione, ma una parte dopo due anni e il conguaglio dopo tre anni”.

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