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L'intervista al presidente Cna Veneto Moreno De Col: "Errore il no al bonus facciate"

"E' fondamentale per eseguire interventi di edilizi di restauro e riqualificazione nei centri storici nei quali il superbonus non si può utilizzare per vincoli vari". Un altro problema è quello della semplificazione e della sburocratizzazione

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Moreno De Col

Le nuove norme sul bonus 110% e la crisi dovuta alla carenza di materie prime. Le priorità del mondo produttivo artigianale che si sta riattivando dopo la crisi sanitaria. I problemi delle attività di montagna.

Di questi e altri temi abbiamo parlato con il nuovo presidente veneto della Confederazione nazionale artigianato (Cna) Moreno De Col, nella sede regionale a Marghera. Nato a Pieve d’Alpago in provincia di Belluno, 62 anni, geometra, De Col è impresario edile. E’ stato eletto presidente di Cna Veneto durante l’assemblea del Consiglio regionale elettivo svoltasi a villa Valier a Mira lo scorso fine settembre. Succede al presidente Alessandro Conte.
Da sempre impegnato nella pubblica amministrazione è stato tra l’altro anche assessore comunale.

“Errore sospendere il bonus facciate”
Partiamo dall’annuncio del Governo che ha confermato la proroga del Superbonus al 110% al 2023 ma limitata a condomìni e agli istituti di case popolari. “Come Cna Veneto - afferma De Col - riteniamo fondamentale prorogare in maniera uniforme tutte le fattispecie del superbonus. Riteniamo sia un gravissimo errore sospendere il bonus facciate, fondamentale per eseguire interventi edilizi di restauro e riqualificazione nei centri storici nei quali il superbonus non si può utilizzare per la presenza di vincoli vari, ad oggi sostanzialmente il solo bonus utilizzato. Impensabile perdere l’occasione di poter intervenire nelle città d’arte come Venezia, la cui riqualificazione è un tassello imprescindibile per quella vocazione turistica su cui il nostro Paese genera buona parte del proprio Pil”.
Secondo il Presidente di Cna Veneto, all’inizio la norma si è rivelata poco chiara. “Ciò ha generato confusione e difficoltà da parte dei professionisti e dei proprietari delle case che non sapevano più se potevano o non potevano accedere a questa agevolazioni”.

Un provvedimento difficile che si è scontrato con problematiche legate alla carenza di materie prime tra cui il legno lamellare e materiali isolanti.
Ma quali sono le cause? “I produttori - risponde De Col - hanno dirottato nel mercato interno gran parte di materie prime che prima commercializzavano. Questo chiaramente ha portato a un aumento di prezzi. Il costo in più dei materiali per una casa unifamiliare può incidere anche per 10 - 15 mila euro”.
Semplificare le pratiche

Ma al di là di questo quali sono i tre principali problemi da risolvere nel settore che lei rappresenta? “Uno è quello della semplificazione e della sburocratizzazione. Nelle piccole imprese è il titolare che dedica tempo a evadere tutte le incombenze burocratiche che spesso sono ripetitive e portano via parecchio tempo. Ci penalizza anche il fatto che la stessa pratica da una parte può essere evasa in 15 giorni e dall’altra in tre mesi. Un secondo aspetto è quello della tassazione. Le imprese pagano cifre esagerate. E’ necessario anche agire sulla riduzione del costo del lavoro che è molto elevato. Dobbiamo renderci competitivi. Altro obiettivo - continua De Col - è aumentare o migliorare l’interconnessione all’interno degli uffici e i territori. Ci sono sicuramente buone pratiche che sono state sviluppate nel nostro Veneto che possono essere di aiuto o di stimolo per altri. Ci tengo anche al buon rapporto con la Regione che è il nostro riferimento per i progetti e i fondi legati alla bilateralità e alla formazione. Tutti elementi che meritano di essere sviluppati al meglio anche con le parti sociali”.

Fare impresa in montagna
Ma un altro elemento che sta a cuore a De Col, vista la sua provenienza, è la piccola impresa di montagna.
“Fare impresa in montagna è più difficile: ci sono vallate che non hanno infrastrutture, pochi collegamenti e spesso manca la banda larga. I costi quindi sono molto più elevati per gestire una singola attività che sia di piccolo commercio o di artigianato. Queste attività hanno necessità di essere sostenute economicamente sia dal punto di vista fiscale che da quello normativo. Noi come associazione cercheremo di fare la nostra parte per affrontare queste problematiche. Dobbiamo far in modo che la gente possa rimanere in montagna. Oggi con le tecnologie è possibile lavorare in ogni luogo e migliorare anche la propria qualità di vita”.

80 uffici territoriali in Veneto
Dare valore all’artigianato e alla piccola e media impresa proponendosi come loro partner per la crescita e lo sviluppo: questa è l’obiettivo principale della Cna Veneto.
Sono presenti sedi in tutta la regione che offrono alle imprese associate servizi integrati e consulenze.
Gli uffici territoriali sono 80, mentre le persone che ci lavorano sono 500 e assistono 20 mila imprese.

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