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La volta buona?

Il Grappa proclamato Riserva della Biosfera Mab Unesco. Dopo tante occasioni perse, bisogna ora subito mettersi al lavoro

Parole chiave: riserva biosfera (1), grappa (20), unesco (21)
La volta buona?

Stavolta non è andata come con il centenario della Grande guerra. Stavolta il Monte Grappa si è ritagliato un bel posto in prima fila per la conservazione, la transizione ecologica e lo sviluppo sostenibile. Stavolta i riflettori non sono stati spenti sul Massiccio, terra di congiunzione tra la Pianura Padana e le Dolomiti, ma si sono accesi e resteranno così almeno fino al 2030. Lo scorso 15 settembre, la 33ª sessione del Consiglio di coordinamento internazionale del programma Mab Unesco, che si è svolta ad Abuja, in Nigeria, ha proclamato l’intero Massiccio, 66mila ettari, 25 Comuni e 170mila abitanti, Riserva della Biosfera Mab Unesco, ovvero terra dove uomo e natura possono e potranno vivere in armonia.

Questo infatti significa la sigla “Mab”, Man and the Biosphere, uomo e biosfera, una coppia inscindibile per conservazione e lo sviluppo di ambiente, territorio, paesaggio, storia. La cerimonia di proclamazione è stata seguita in diretta dalla sala Hangar della Fornace di Asolo, dove erano riuniti in attesa i sindaci dei 25 comuni, l’assessore regionale all’Agricoltura e al Turismo Federico Caner e i rappresentanti delle associazioni culturali, industriali, artigianali e di volontariato, che negli ultimi due anni hanno alacremente lavorato per questo risultato.

Riserva Mab Unesco, non significa, come potrebbe far pensare il termine “riserva”, una non felice traduzione dall’inglese, un luogo chiuso e immobile. In realtà per “riserva” si intende la conservazione e lo sviluppo di tradizioni, del patrimonio, non solo materiale ma anche immateriale, di una comunità.
Mab Unesco Monte Grappa è uno spazio aperto da vivere in relazione con la natura, diremmo meglio in equilibrio con la natura, cercando di sviluppare un futuro di sostenibilità e armonia tra la dimensione florofaunistica e quella antropica. Da più parti si è ripetuto in questi anni che non si tratta di nuovi limiti posti alla montagna, che del resto nella parte sommitale è già salvaguardata come Zona a protezione speciale, ma piuttosto di costruire con il Mab Unesco un futuro di armonia tra uomo e natura.

Il negoziato con l’Unesco è durato due anni a partire da marzo 2018 con la prima comunicazione al Mab Nazionale, passando per le preadesioni dei 25 Comuni nell’aprile 2019 e la presentazione del dossier della candidatura il 2 ottobre 2020. Per realizzare il dossier di presentazione sono stati fatti 26 incontri pubblici e 95 riunioni tecniche, ben 401 le organizzazioni coinvolti.
In Italia sono venti le aree Mab Unesco, in Veneto è il Delta del Po ad avere ricevuto questo riconoscimento nel 2015, vicino al Grappa c’è poi l’area Mab Unesco della Alpi giulie italiane e la più piccola area italiana, quella di Miramare e della costiera triestina.

Il Grappa è stato scelto per essere un “ponte bio-ecologico” tra la Pianura Padana e l’arco alpino, un luogo in cui si scambiano climi, ecosistemi, culture ed economie. A partire dalla vetta sono state delimitate tre fasce: l’area “core”, centrale, l’area “buffer” 16mila ettari che proteggono le aree “core” e consente scambi ecologici all’interno della Zona a protezione speciale; infine, la “transition area”, area di transizione delimitata a est e a ovest dai fiumi Brenta e Piave, mentre a nord si passa quasi naturalmente dal Massiccio alle Dolomiti, già proclamate patrimonio dell’umanità dalla stessa Unesco.

Determinante per il successo della candidatura è stata la lettura di una realtà che già oggi ha un approccio sostenibile allo sviluppo. Sono stati censiti e inseriti nel dossier ben 152 progetti in corso: 44 dedicati al turismo sostenibile, 39 all’educazione, 23 alla ruralità, 14 alla cultura, 13 alla biodiversità, 10 alla cittadinanza attiva, 9 alle città sostenibili. Si va dalle piste ciclabili, al recupero delle coltivazioni tradizionali, ai progetti sulle malghe, alle iniziative di memoria storica, molte legate alla Grande guerra.

Tuttavia questo è solo un punto di partenza. Ora, come spiegano Anna Agostini e Filippo Lanzarini dell’agenzia Punto 3 di Bologna, che hanno offerto il supporto tecnico per la presentazione della candidatura, si dovrà mettere a terra il “piano di azione” che si suddivide in obiettivi per la “conservazione”, per lo “sviluppo” e per la “logistica”. Fondamentale sarà conservare la biodiversità, non solo naturale ma anche quella coltivata e allevata, non solo la particolare fauna e flora del Grappa, ma tutto quello che l’attività dell’uomo ha sviluppato in agricoltura e nell’allevamento, attività decisive per l’identità culturale. Difficile e lunga sarà la protezione contro il dissesto idrogeologico. Infine, non c’è futuro per il Grappa senza sviluppo economico e sociale: la presenza dell’uomo dovrà sviluppare un turismo, un’agricoltura e un allevamento sostenibili e comunità resilienti responsabili del territorio e delle sue attività di impresa: non un museo, ma un ambiente, un tessuto sociale vivi. Sarà importante studiare e monitorare la geologia, l’archeologia, l’antropologia, la biodiversità, i fattori abiotici, i cambiamenti climatici e dei paesaggi.

Il governo del “piano di azione” e delle relazioni di rete del Mab Unesco spetterà a tre organismi: il Coordinatore, il Comitato di gestione e l’Assemblea consultiva. Il coordinamento sarà affidato all’Ipa Terre di Asolo e Monte Grappa, che dovrà tenere i rapporti con Unesco e comitato Mab Nazionale. Oggi questa Intesa programmatica d’area è presieduta dal sindaco di Pieve del Grappa, Annalisa Rampin, da sempre sostenitrice del progetto Mab Unesco. Nelle prossime settimane partiranno 10 tavoli di lavoro tematici che saranno altrettanti banchi di prova dell’ingegno del territorio: partiranno solo i tavoli con almeno cinque adesioni tra le organizzazioni che hanno sottoscritto la candidatura, la data limite è il 24 settembre. Dopo la festa è già tempo di rimboccarsi le maniche.

Maggiori approfondimenti sul numero di Vita del Popolo in uscita il 26 settembre

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