Società e Politica
stampa

Lavoro: il mercato è in fermento

Più possibilità per i diplomati. Al momento, tuttavia, non si trovano le figure professionali richieste

Parole chiave: figure professionali (1), lavoro (308), mercato (30), economia (148), assunzioni (4), diploma (5)
Mercato del lavoro

In Italia il mercato del lavoro ha cercato, a ottobre, dieci camionisti e autisti per ogni insegnante. O, se si preferisce, due fabbri per ogni bancario o responsabile commerciale. Sempre in ottobre gli unici laureati richiestissimi e pressoché introvabili sono quelli in ingegneria industriale, elettronica e dell'informazione. Diplomati e non diplomati, invece, se ne cercano a bizzeffe per fare i muratori, gli elettricisti, gli idraulici e, in generale, gli operai specializzati. Questo in Italia.

Per concentrarci sulla nostra regione qualche numero può essere utile: su 4.820 posti di lavoro disponibili e comunicati tramite Veneto Lavoro, solo 58 sono quelli che riguardano professioni intellettuali con elevata specializzazione, in cui la laurea è requisito in genere imprescindibile; per tutti gli altri - e sono il 98,8% - basta un diploma o anche molto meno. Certo, il sistema di Veneto Lavoro è orientato ad accogliere offerte di lavoro legate a qualifiche perlopiù basse, però...

E infine: secondo l'indagine Excelsior di Unioncamere del Veneto, che sonda gli imprenditori circa le proprie intenzioni sul personale da assumere, solo il 10% delle prossime assunzioni riguarderà laureati. Questo mentre oggi, in Veneto, il 30% di coloro che hanno trent'anni hanno il titolo di studio universitario (erano il 15% nel 2004). Questi dati fotografano una realtà che ancora non premia chi sceglie di studiare. Men che meno chi sceglie di studiare discipline umanistiche.

E’ vero che si è cercato di correggere il tiro sviluppando sempre più i percorsi di studio umanistici che comprendano anche sfumature scientifiche. Ed è pure vero che, a 5 anni dalla laurea magistrale - secondo il rapporto 2021 di Almalaurea - tra i laureati in digital humanities il tasso di occupazione è pari all’83,8%, valore superiore al 78,6% rilevato tra i laureati dei corsi umanistici tradizionali. Sta di fatto, però, che i laureati di area umanistica, quando non riescono a entrare nella scuola, devono fare sforzi di grande flessibilità e accontentarsi di remunerazioni modeste.

Il 40% di loro, sempre secondo Almalaurea, quando trova occupazione, svolge una professione tecnica, in particolare nella sfera delle vendite e del marketing. Oppure si adatta a una professione esecutiva, soprattutto come addetto a funzioni di segreteria e agli affari generali. Ecco, l'adattabilità sembra la parola vincente e i laureati sono in grado di reagire meglio ai mutamenti del mercato del lavoro. E godono di vantaggi occupazionali rispetto ai diplomati di scuola secondaria di secondo grado durante l’arco della vita lavorativa: secondo l'Istat, nel 2020 il tasso di occupazione della fascia d’età 20-64 è pari al 78% tra i laureati, rispetto al 65,1% di chi ha un diploma.

Tutti i diritti riservati
Lavoro: il mercato è in fermento
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento