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Lavoro, la Cisl chiede un cambio di mentalità

Nonostante le rassicurazioni provenienti da più parti, il 2016 si è presentato in modo decisamente problematico. Da questa considerazione ha preso le mosse il dibattito nel Consiglio Generale della Cisl Belluno Treviso. Che punta su diritti e contrattazione.

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Lavoro, la Cisl chiede un cambio di mentalità

Nonostante le rassicurazioni provenienti da più parti, il 2016 si è presentato in modo decisamente problematico. La situazione delle borse in questi giorni e in queste ore lo confermano. Da questa considerazione ha preso le mosse il dibattito nel Consiglio Generale della Cisl Belluno Treviso, svoltosi oggi giovedì 21 gennaio al Maggior Consiglio di Treviso.

Il primo relatore intervenuto all'incontro del gruppo dirigenziale dell'Unione sindacale territoriale del Trevigiano e del Bellunese – l’economista Alberto Berrini – ha precisato che non ci troviamo di fronte alla coda di una crisi iniziata nel 2008, ma di fronte ad una situazione assolutamente nuova di cui stentiamo a renderci conto e di cui - conseguentemente – non riusciamo a prendere le misure. Si tratta di cambiare il nostro modo di pensare – ha sostenuto l'economista - di cambiare mentalità, le analisi e le ricette finora adottate. Siamo in una “nuova normalità” che occorre affrontare in modo diverso. Il punto da cui ripartire è quello di affrontare congiuntamente tre fattori critici: bassa crescita, disoccupazione di massa, cattiva redistribuzione del reddito. Per questo serve anche un sindacato capace di rinnovarsi, senza guardare al passato, ma consapevole che se “il lavoro non si fa capitale”, cioè non condivide le problematiche delle aziende e con esse contratta l’evoluzione della occupazione e la distribuzione del reddito, finirà per perdere la partita. Da qui la necessità di affermare e sostenere un modello contrattuale partecipativo e radicato nelle aziende e nel territorio.

Il secondo relatore – il giornalista Francesco Jori - ha messo in luce la forte accelerazione che ha subito l’economia e la società veneta negli ultimi anni, cambiamento che però non ha trovato una classe dirigente all’altezza, cioè capace di guidarne l’evoluzione. Anche il sindacato soffre di questa difficoltà e non sempre ha una buona immagine nella opinione pubblica. Per questo occorre avere una visione a medio-lungo termine, valorizzando le ricchezze presenti nella nostra società, a cominciare dalla capacità di solidarizzare e di fare coesione sociale. Compresa quella – molto difficile, ma necessaria – dell’integrazione dei profughi e dei migranti.

Il segretario generale della Cisl Belluno Treviso Franco Lorenzon – dopo un ricco e articolato dibattito – ha concluso affermando la necessità di cambiare mentalità e strategie attraverso un profondo processo formativo, capace di interpretare le trasformazioni e individuare strade inedite di tutela dei lavoratori e dei pensionati. In particolare, ha sottolineato l’esigenza di riflettere su due questioni fondamentali: i diritti e la contrattazione.Nel primo caso i diritti non vanno ritenuti come “qualcosa di acquisito” ma “un’obbligazione verso gli altri”. Sono cioè nuove relazioni da costruire all’insegna della giustizia e della solidarietà. Nella contrattazione si deve andare verso un rapporto partecipativo di livello aziendale delle relazioni industriali, perché solo così si potrà discutere di salvaguardia di posti di lavoro e distribuzione ai salari della produttività. “Un lavoro difficile e a lungo termine – ha concluso Lorenzon – che siamo chiamati a compiere”.

Fonte: Comunicato stampa
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