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Le sanzioni alla Russia frenano l'export veneto

L'allarme arriva dalla Confartigianato del Veneto. “Mi auguro - dice il presidente Sbalchiero - che la nuova Lady Pesc Mogherini, metta tra le priorità del suo mandato il tema delle sanzioni nei confronti di Paesi che per il Veneto e l’Italia sono partner economici importantissimi”.

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Le sanzioni alla Russia frenano l'export veneto

1.785 milioni di euro, pari al 17,5% del totale export italiano verso la Russia e soprattutto pari all’1,3% del valore aggiunto regionale. Tanto valgono le merci vendute nell’ex Unione Sovietica dalle imprese venete, terza realtà dopo Lombardia ed Emilia Romagna, negli ultimi 4 trimestri (giugno 2013 – giugno 2014)”. Ad affermarlo Giuseppe Sbalchiero, presidente della Confartigianato Imprese Veneto in base dell’ultima ricerca dell’Ufficio studi Confartigianato. “Mi auguro, – prosegue- che la nuova Lady Pesc Mogherini, metta tra le priorità del suo mandato il tema delle sanzioni nei confronti di Paesi che per il Veneto e l’Italia sono partner economici importantissimi”.

Un mercato importante che vale per il nostro Paese 10.132 milioni di euro di export solo negli ultimi dodici mesi. La Russia rappresenta oramai il 2,6% delle esportazioni italiane.

Va peraltro ricordato che l'Italia è il secondo Paese europeo per export verso la Federazione Russa dietro alla Germania (32.042 milioni di euro nel periodo in esame) e davanti a Polonia (7.493 milioni), Francia (6.881 milioni) e Paesi Bassi (6.768 milioni).

Purtroppo la crisi in Ucraina, sovrapponendosi ad una fase di bassa crescita dell’economia russa, si sta riverberando sulle vendite dei prodotti italiani sul mercato russo, uno dei più dinamici negli ultimi anni. Le più recenti stime preliminari del commercio estero dell’Istat limitate ai paesi extra Ue pubblicate il 23 ottobre e relative al mese di settembre 2014, vedono un calo mensile tendenziale dell’export verso la Federazione Russa pari al -10,2% e un calo cumulato nei primi nove mesi dell’anno del 9,5%. Il calo tendenziale dell’export del 6,6% negli ultimi dodici mesi (ottobre 2013- settembre 2014) segna la quarta flessione consecutiva ed è in approfondimento rispetto al -4,7% di agosto.

La performance dell’export verso la Federazione Russa è influenzata negativamente anche della recente svalutazione del rublo: a settembre 2014 il cambio rublo/euro è deprezzato del 12,7% rispetto ad un anno prima; negli ultimi diciotto mesi (da marzo 2013) la flessione della valuta russa sull’euro è arrivata complessivamente al 22,8%.

Per valutare il grado di esposizione verso la Federazione Russa la ricerca di Confartigianato ha rapportato – per ciascuno dei territori italiani - l’export verso il maggiore Paese dell’Europa orientale con il valore aggiunto ottenendo per l’Italia un valore pari allo 0,7%.

Nella speciale classifica il Veneto è terzo con una valore quasi doppio della media nazionale: 1,3%, prima di Lombardia e l’Abruzzo con l’1,0%. Le Marche si collocano al primo posto con una incidenza dell’export verso la Federazione Russa sul valore aggiunto regionale pari all’1,9%, seguite dall’Emilia Romagna con l’1,5%.

Tra le prime sei regioni per valore delle esportazioni manifatturiere nella Federazione Russa (che rappresentano l’85,7% dell’export nazionale verso questo territorio) il maggiore dinamismo lo registriamo in Toscana (che possiede una quota del 5,6% del totale) con una crescita dell’export nel 2013 del 5,4%, seguita dal Veneto con il +4,6% (con il 17,5% dell’export verso la Federazione Russa), dalla Lombardia con il 2,7% (con il 29,7% dell’export verso la Federazione Russa). In territorio negativo negli ultimi quattro trimestri la dinamica delle esportazioni verso la Federazione Russa per Emilia-Romagna con il -1,2% (con il 18,9% dell’export verso la Federazione Russa), per il Piemonte con il -5,9% (con il 7,4% dell’export verso la Federazione Russa) e per le Marche che segnano una pesante flessione del -9,2% (la regione detiene il 6,6% dell’export verso la Federazione Russa).

Fonte: Comunicato stampa
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