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Le spine della Pedemontana

Slitta ancora l’apertura del tratto tra Montebelluna e Spresiano, dove il casello è ancora un cumulo di ghiaia e tubi. Problemi nel Vicentino. Polemiche sui rapporti tra Regione e Sis

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Le spine della Pedemontana

Tante spine e poche rose riserva la Superstrada pedemontana veneta a Luca Zaia, il presidente del Veneto, che ha scommesso più di dieci anni fa su questa arteria. Un’autostrada, camuffata da superstrada, che doveva finalmente rendere veloce il traffico est - ovest della sua Regione, riportare nel cuore del Veneto, dell’Italia e dell’Europa un’area fra le più dinamiche nella manifattura di ogni genere.

Invece le aziende hanno agganciato subito la ripresa post pandemia, moltiplicato il loro export, ma per andare a Monaco, in Centro Europa o verso i Paesi dell’Est devono affrontare strade carovaniere. Avevano fatto ben sperare l’inaugurazione dei tratti da Malo a Montebelluna, fino al giugno scorso, 56 chilometri sui 94 totali, e invece da una parte la galleria nel vicentino, bloccata per lungo tempo per i rilievi giudiziari dopo un incidente durante la costruzione, dall’altra il casello di Spresiano e l’innesto alla A27 sono ancora ghiaia, cemento grezzo e pochissimo asfalto.

Così, per ora, è agibile solo l’innesto con la A31, mentre quello con le due grandi arterie verso Milano, Torino e la Francia e quello verso Trieste, Belluno e il Centro ed Est Europa non ci sono ancora. I ritardi sono attribuiti dalla Sis, il concessionario per la realizzazione dell’opera, al Covid e alla mancanza di materie prime. Eppure, proprio il tratto inaugurato recentemente era stato realizzato in piena pandemia e i lavori della Spv non si erano mai fermati. Quanto alle materie prime, stupisce che non ci sia una qualche priorità per opere di grande interesse pubblico.

Anche opere complementari come la circonvallazione di Signoressa, che farebbe respirare un paese afflitto dal traffico di attraversamento, traffico aumentato con la nuova Spv, languono. A dire il vero la circonvallazione di Signoressa è conclusa, non sembra ci siano lavori ancora da fare, eppure non si inaugura e il semaforo del centro provoca i consueti rallentamenti. Il cronoprogramma per il casello di Spresiano è cambiato tre volte, l’appuntamento di marzo, l’ultimo fissato, salterà sicuramente, visto lo stato dei lavori.
I lavori per l’innesto sull’A27 sembrano proseguire, viene progressivamente svuotata la discarica presente in questo tratto e ci sono alcune chiusure notturne dell’autostrada proprio per i lavori all’innesto. Eppure tutto appare piuttosto lento.

A questo si aggiunge la relazione alla Corte dei Conti di Venezia, chiamata a monitorare i lavori della Spv. Ci sarebbero 20 milioni di iva non dovuta versati dalla Regione Veneto alla Sis, che il concessionario non vuole o non può restituire. Anche sul fronte delle penali per i ritardi il costruttore sembra fare orecchie da mercante.

I tecnici della Regione dicono che i conti si faranno alla fine e le penali verranno richieste a lavori ultimati. La Corte chiede anche di riconoscere, lo fa ormai da anni, il rango di autostrada e l’elevazione della velocità massima da 110 chilometri orari a 130. Sono sparite dal cronoprogramma opere complementari che invece inizialmente erano previste. Su tutto però, il problema più grande è l’interconnessione con A4 a Montecchio, la cui assenza a oggi comporta un volume di traffico e quindi di pedaggi più ridotto del previsto, e un difficile equilibrio economico dell’opera, che a regime prevede il pagamento di una canone di 153 milioni all’anno, canone che crescerà fino a 332 milioni nel 2059. Così la Corte dei Conti conclude: “Tenuto conto che nessun profilo di criticità rilevato nel precedente referto risulta definitivamente superato, seppur siano in corso misure volte, quantomeno in parte, alla risoluzione o a mitigare gli effetti, si raccomanda alla Regione di monitorare costantemente la loro evoluzione”.

“Se noi cittadini ritardiamo 10 giorni a pagare il bollo auto la Regione ci sanziona immediatamente, qui la Sis deve versare pesanti penali e si può permettere di non pagare - così Andrea Zanoni consigliere del Partito democratico in Regione -. Mi pare che ci sia quasi soggezione verso la Sis. In questi giorni il presidente Zaia si nasconde, non risponde. Arrivano giustificazioni vaghe: Covid, green pass degli autotrasportatori, nulla di chiaro. Come sempre in questa vicenda tutto è poco trasparente. Il sito della Regione dedicato alla Spv è sempre molto scarno. Così pure quello della Sis. Noi consiglierei dobbiamo fare un faticoso iter di accesso agli atti per sapere le cose”.

Per Spresiano “non possiamo addebitare i ritardi alla discarica, sapevano da 10 anni che lì c’era una discarica e un sito da bonificare. La Regione - conclude Zanoni - legge in maniera quasi capovolta le conclusioni della Corte dei Conti. Il termine dei lavori, inizialmente previsto per il 2016, è slittato più volte fino ad abbattere la barriera del 2022 e oggi si parla apertamente del 2023”.

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