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Lo smog uccide, l'Europa corre ai ripari. E il Veneto?

La relazione Eea, nella quale si parla di 467mila decessi prematuri in Europa, è stata diffusa proprio nel giorno in cui il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva i nuovi limiti nazionali sulle emissioni delle principali sostanze inquinanti, tra cui Nox, particolato e biossido di zolfo, da raggiungere entro il 2030. L'assessore regionale Bottacin: "Situazione non ancora ottimale, ma stiamo migliorando".

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Lo smog uccide, l'Europa corre ai ripari. E il Veneto?

“La qualità dell’aria in Europa sta migliorando, ma l’inquinamento atmosferico rimane il principale fattore ambientale di rischio per la salute umana”: la Relazione sulla qualità dell’aria 2016, presentata ieri dall’Agenzia europea per l’ambiente (Eea), stima che lo smog, in particolare nelle città, sia la causa di “467mila decessi prematuri ogni anno”, incidendo sulla salute umana, soprattutto sull’apparato respiratorio. L’agenzia Ue ha svolto un’indagine sulle polveri sottili dal 2000 in avanti sulla base dei dati forniti dalle stazioni di monitoraggio di 400 città degli Stati Ue. L’esposizione al particolato fine (Pm2.5) è ritenuta la più dannosa per la salute umana. Karmenu Vella, commissario all’ambiente, ha commentato: “I governi locali e regionali svolgono un ruolo centrale nella ricerca di soluzioni a tale problema”. Ma è altrettanto necessario aiutare “i diversi livelli di governo a lavorare meglio insieme” con politiche comuni e strategie condivise per ridurre l’inquinamento atmosferico dovuto soprattutto al riscaldamento delle case, ai fumi prodotti dalle fabbriche e al traffico. La relazione Eea è stata diffusa proprio nel giorno in cui il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva i nuovi limiti nazionali sulle emissioni delle principali sostanze inquinanti, tra cui Nox, particolato e biossido di zolfo, da raggiungere entro il 2030.
“L’inquinamento atmosferico è la prima causa ambientale di morte nell’Ue”, ha dichiarato la relatrice Julie Girling, eurodeputata inglese. “Il contesto politico è cambiato drasticamente nel corso degli ultimi tre anni, con il problema della qualità dell’aria balzato agli onori della cronaca a livelli senza precedenti. Credo fermamente che questo voto sia un passo nella giusta direzione. Non rappresenta la soluzione ideale, ma rappresenterà un importante miglioramento per la salute dei nostri cittadini”. Nella nuova normativa si stabiliscono gli impegni nazionali per la riduzione delle emissioni di biossido di zolfo (So2), ossidi di azoto (Nox), composti organici volatili non metanici (Covnm), ammoniaca (Nh3) e particolato fine (inferiore a un diametro di 2,5 micrometri). Secondo il testo passato in plenaria “tali proposte potrebbero ridurre l’impatto dell’inquinamento atmosferico sulla salute di circa il 50% entro il 2030”.

Veneto, assessore Bottacin: in Veneto situazione in miglioramento

“Prendiamo atto della nuova direttiva europea che impone di abbassare i limiti dei principali inquinanti dell’aria entro il 2030. Sommessamente mi verrebbe però da dire che, come spesso accade, l'Europa arriva in ritardo, almeno per quanto ci riguarda. In Veneto infatti tutti i numeri dicono che la situazione è in costante miglioramento rispetto al 2005”. A dirlo è l’assessore alle politiche ambientali della Regione del Veneto, Gianpaolo Bottacin, con riferimento all’approvazione da parte del Parlamento europeo di una nuova direttiva che stabilisce limiti più bassi ai principali inquinanti per ridurne entro il 2030 la quantità nell'atmosfera sotto i livelli del 2005.

“E’ ovvio che la situazione della qualità dell’aria non è ancora ottimale – puntualizza Bottacin - ma vanno riconosciuti gli sforzi effettuati dalle amministrazioni deputate alla tutela della qualità dell’aria che hanno portato ad un trend in miglioramento della situazione, senza dimenticare che la particolare morfologia del bacino padano favorisce il ristagno atmosferico”.

“Le dinamiche dell’inquinamento atmosferico – aggiunge - non hanno andamento lineare, di conseguenza i miglioramenti vanno calcolati su scale temporali adeguate. Il positivo andamento in Veneto non significa che si può mollare la presa, ma serve anzi ad avvalorare che gli sforzi fatti e che si stanno facendo portano a buoni risultati. Inoltre, dopo circa dieci anni che come Veneto e regioni del bacino padano abbiamo inviato numerosi report scientifici al riguardo, l’agenzia ambientale europea ha finalmente riconosciuto il ruolo determinante delle emissioni da combustione di biomassa”.

“Questo aspetto – conclude Bottacin – è tra quelli ben evidenziati anche nel nostro piano di tutela e risanamento dell’atmosfera, approvato in aprile dal Consiglio regionale, che prevede ulteriori specifiche azioni per la lotta all’inquinamento basate su evidenze scientifiche e non su interventi spot”.

Fonte: Sir
Comunicato stampa
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