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"M'illumino d'impegno": quando il servizio è giovane

Volontari da tutta la diocesi, per tre giorni, dal 23 al 25 febbraio, ospiti della Casa della carità, i giovani delle superiori vivranno un'esperienza formativa a contatto con persone anziane, con disabilità, migranti e senza dimora. Sarà un'occasione di servizio, di ascolto di gratuità, di condivisione

Parole chiave: M'illumino d'impegno (3), giovani (292), volontariato (118), Caritas (232)
"M'illumino d'impegno": quando il servizio è giovane

Quest’anno “M’Illumino d’Impegno” diventa di portata diocesana. L’iniziativa, volta a promuovere tra i giovani delle scuole superiori l’esperienza del volontariato, dell’impegno sociale e dell’attenzione agli ultimi, s’ingrandisce e si rivolge non più solo agli studenti del Comune di Treviso, ma a tutta la diocesi. La “tre giorni” avrà luogo il 23, 24 e 25 febbraio. Sono una cinquantina i ragazzi iscritti, come singoli o in gruppi provenienti dall’Azione cattolica e dagli Scout accompagnati dagli animatori e dai capi. Con loro altri dieci giovani, in questo caso maggiorenni (legati alla Caritas tarvisina che organizza il progetto),  che hanno contribuito alla gestione di “M’Illumino d’Impegno”.
“Volevamo che fosse un’esperienza per i ragazzi organizzata da giovani - racconta Paola Favretto, cooperatrice pastorale che segue il progetto Caritas -. Quest’anno, inoltre, chiediamo un impegno maggiore rispetto alla scorsa edizione, con l’obbligo di partecipare all’intero evento, mentre nelle edizioni precedenti era possibile presenziare solo ad alcuni momenti. Crediamo sia un’occasione di arricchimento per i ragazzi”.
Affinché fosse possibile la partecipazione dei giovani, che dovranno saltare un giorno di scuola, il direttore di Caritas don Davide Schiavon si è rivolto direttamente ai genitori, per sottolineare l’importanza formativa del progetto: “In una cultura nella quale l’individualismo è crescente e il povero è relegato nella logica dello scarto, chiedo a voi genitori di incoraggiare la partecipazione dei vostri figli. Saranno due giornate con momenti formativi, di condivisione, di preghiera, di servizio, di festa”.
Sacco a pelo e materassino, chi parteciperà dormirà nei locali della Casa della Carità o sarà ospitato negli oratori di alcune parrocchie della zona.
L’evento inizierà venerdì sera con una cena di condivisione in cui ognuno porterà qualcosa e proseguirà con l’incontro-preghiera di Taizè con la riflessione di don Gabriele Pippinato, sacerdote della diocesi di Padova, missionario in Kenya.
La giornata di sabato sarà, invece, interamente dedicata al servizio. Grazie alla collaborazione con diverse realtà del Terzo settore sul territorio, gli studenti potranno venire a contatto con persone anziane, con disabilità, coi migranti e senza dimora. L’obiettivo principale è far conoscere diverse realtà di volontariato e accompagnare i ragazzi verso un’idea di servizio al prossimo non solo concepito in termini occasionali o di emergenza, ma come dimensione ordinaria di vita. Sarà un momento di servizio, di ascolto e di gratuità, dove ciascuno potrà mettersi in gioco assieme ad altri coetanei.
Sabato sera un secondo momento formativo permetterà ai giovani di restare in ascolto di alcune storie e racconti sul tema della povertà, narrate dai loro protagonisti.
Domenica, invece, sarà tempo di condivisione, e i partecipanti potranno raccontare ai loro coetanei l’esperienza e le emozioni vissute. “M’Illumino d’Impegno” si concluderà poi con la messa celebrata dal vescovo Gardin e il pranzo condiviso con i poveri.

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