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Marca trevigiana: c'è ripresa nel mercato del lavoro

Ripresa lenta ma continua nel mercato del lavoro. Crescono le assunzioni nella Marca: + 20% di turnover. In calo i saldi dei contratti a tempo indeterminato, aumentano tempo determinato, apprendistato e lavoro a chiamata. Questa la fotografia scattata dall'ufficio studi della Cisl di Belluno-Treviso.

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Marca trevigiana: c'è ripresa nel mercato del lavoro

Una ripresa lenta ma continua, caratterizzata da un turnover che nei primi tre mesi del 2017 segna un +20% e indica una ritrovata dinamicità del mercato del lavoro nella Marca. E' la fotografia scattata dall'Ufficio Studi della Cisl Belluno Treviso, che ha analizzato l'andamento dell'occupazione e dell'economia nel primo trimestre dell'anno. I dati sono stati illustrati oggi a Treviso dal Segretario generale Cinzia Bonan e dal Segretario Alfio Calvagna. “Il perdurare dei segnali di miglioramento, seppur lievi, conferma che la ripresa sta iniziando a strutturarsi - ha commentato Bonan - ora bisogna sciogliere i nodi burocratici e infrastrutturali che ancora appesantiscono il sistema e il lavoro nel nostro territorio”.

In una provincia che ha aperto il 2017 segnando un +6,7% di export e che ha chiuso il 2016 con 382 mila occupati e un tasso di disoccupazione al 7% (in calo dello 0,7% rispetto all'anno precedente), il mercato del lavoro nei primi tre mesi dell'anno ha mostrato segni di grande movimento. Il recupero dal punto più profondo della crisi (-31.460) è iniziato nel 2015 e sta proseguendo: il saldo dei primi tre mesi del 2017 è pari a 7.600, risultato superiore allo stesso periodo del 2016 (7.045). Le assunzioni, infatti, nel primo trimestre 2017, sono state 32.105, contro le 24.505 cessazioni, facendo segnare un +20% rispetto ai primi tre mesi dell'anno scorso. La crescita ha interessato principalmente gli uomini: il saldo al primo trimestre 2017 è 4.860 unità contro le 4.385 del 2016 con un incremento di circa 500 posizioni, mentre per le donne il saldo rimane abbastanza stabile (attorno a 2.700). Lavora di più chi ha meno di 50 anni, in particolare gli under 30, che mostrano incrementi delle assunzioni più decise (24,4%) e con un innalzamento dei saldi al primo trimestre da 3.170 del 2016 a 3.895 del 2017.

In termini settoriali, anche se l’industria contribuisce a quasi metà del saldo positivo del primo trimestre 2017 (3.740 posizioni), questo risulta diminuito rispetto allo stesso periodo del 2016 (3.870). Al contrario, i servizi sono in accelerazione. Buona le performance occupazionale rispetto al 2016 di legno-mobili, chimica-plastica, edilizia, servizi turistici, commercio all’ingrosso, trasporti e magazzinaggio. “Degna di nota è la performance del legno-arredo e delle costruzioni - sottolinea Calvagna - perché si tratta di alcuni fra i settori più duramente colpiti dalla crisi e che hanno vissuto un lunghissimo periodo di stagnazione: oggi possiamo dire che il mercato, che punta sempre di più al recupero e alla sostenibilità, è in ripresa, con un saldo di 150 addetti in più (+16,5%) rispetto al primo trimestre 2016 nel legno-arredo e 225 in più (+132%) nelle costruzioni”. Ancora in una fase transitoria tessile, abbigliamento e calzature e commercio al dettaglio, le cui assunzioni sono in diminuzione e i saldi occupazionali sono rispettivamente in diminuzione (da 220 a 105) e moderatamente in crescita (da -60 a 25).

Passando all’analisi territoriale, tutte le aree mostrano un incremento delle posizioni da dipendente, ma con differenze nell’intensità. Particolarmente virtuose Treviso, Oderzo e Montebelluna: le prime due hanno elevato i saldi occupazionali di circa 400 unità, mentre la terza di circa cento posizioni. Vittorio Veneto conferma il trend di crescita del 2016, mentre Castelfranco, Conegliano e Pieve di Soligo mostrano una flessione nei saldi (stante il segno positivo).

 

Osservando le forme contrattuali il saldo delle posizioni da dipendente del primo trimestre è passato dalle 7.045 del 2016 a 7.600 del 2017 e la differenza è frutto di due contratti: apprendistato (+28,6%) e tempo determinato (+18,4%). I contratti a tempo indeterminato confermano la flessione, mentre i lavori in somministrazione mantengono un saldo ampiamente positivo, ma meno vigoroso in confronto al 2016: 2.555 contro 2.675 del 2016. Con riguardo alle altre forme contrattuali da segnalare il forte incremento delle assunzioni con contratto a chiamata, probabilmente connesso all’abrogazione del lavoro accessorio: dalle 700 assunzioni del primo trimestre 2016 si è passati alle 1.295 dello stesso periodo del 2017 (+85%). Inoltre seppur le posizioni parasubordinate abbiano saldi positivi, sono utilizzate meno frequentemente. Infatti le variazioni delle assunzioni e delle cessazioni registrano un 20% in meno, “prosecuzione della stretta effettuata dal Jobs act su questa forma contrattuale”, ha sottolineato Calvagna.

 

“Gli indicatori ci dicono che la Marca sta tornando a crescere - ha sottolineato Bonan -: il mercato si sta riprendendo lentamente ma in maniera strutturale. Ora tocca alla politica e alle istituzioni, che devono sostenere la ripresa dando quelle risposte che imprese e lavoratori attendono da anni sui temi delle infrastrutture, delle grandi opere, della viabilità, della burocrazia e delle politiche del lavoro; ma più in generale è tutto il territorio che deve saper cogliere l'opportunità di crescita e di rinnovamento che è in corso, vigilando per far sì che il rispetto delle regole favorisca tutti allo stesso modo, e puntando sulla qualità del lavoro, unico elemento in grado di trattenere qui le migliaia di giovani che sono stati costretti a emigrare in questi ultimi anni per vedere riconosciuti talenti e professionalità. Gli ingressi degli under 30 nel mondo del lavoro trevigiano stanno aumentando, e questo è forse il segnale più positivo: si può fare ancora di più. L'osservatorio trimestrale della Cisl Belluno Treviso ci permette di monitorare l'andamento del mercato del lavoro per disporre di tutti gli indicatori utili per una contrattazione territoriale sempre più diffusa. Assieme a Cgil e Uil abbiamo dei tavoli aperti con Unindustria e Confcooperative per trovare una convergenza su accordi quadro che siano di indirizzo per successive intese aziendali”.

Fonte: Comunicato stampa
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