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Marcinelle, sessantun anni dopo

Mattarella: dramma che sollecita riflessione sulle sofferenze dei migranti. Zaia: monito a un continuo impegno per garantire maggior sicurezza nei luoghi di lavoro.

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Marcinelle, sessantun anni dopo

“L’8 agosto di 61 anni fa a Marcinelle, dove persero la vita, tra gli altri, 136 nostri connazionali, si consumò una sciagura che ha lasciato un ricordo indelebile nella memoria europea“. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell’anniversario della tragedia di Marcinelle, la miniera di carbone in Belgio nella quale scoppiò un incendio che costò la vita a numerosi lavoratori italiani immigrati.

“Il nostro pensiero va ad essi- aggiunge Mattarella- al Bois du Cazier, luogo simbolo del lavoro italiano nel mondo e, mentre onoriamo la loro memoria, siamo esortati a mantenere vivo il senso di riconoscenza per i sacrifici affrontati da tutti i lavoratori italiani, emigrati alla ricerca di un futuro migliore per sé e per le proprie famiglie. Le loro fatiche sono state feconde. Esse hanno contribuito a edificare un continente capace di lasciarsi alle spalle le devastazioni della seconda guerra mondiale e di offrire alle generazioni più giovani un futuro di pace, di crescita economica, di maggiore equità sociale”.

“Il dramma di Marcinelle- sottolinea il Presidente della Repubblica- ci invita a riflettere anche sul tema irrisolto della sicurezza nei luoghi di lavoro, ancor oggi di grande attualità: rimane un impegno prioritario delle autorità italiane ed europee. Generazioni di italiani hanno vissuto la gravosa esperienza dell’emigrazione, hanno sofferto per la separazione dalle famiglie d’origine e affrontato condizioni di lavoro non facili, alla ricerca di una piena integrazione nella società di accoglienza”.

“E’ un motivo di riflessione verso coloro che oggi cercano anche in Italia opportunitàche noi trovammo in altri Paesi e che sollecita attenzione e strategie coerenti da parte dell’Unione Europea. In questo giorno- conclude Mattarella- dedicato al ricordo del sacrificio del lavoro italiano nel mondo rivolgo ai familiari e ai colleghi delle vittime della tragedia di Marcinelle, e di ogni altra nella quale sono periti nostri emigranti, un solidale e affettuoso saluto”.

Zaia ricorda le vittime della tragedia

“8 agosto 1956: sono trascorsi 61 anni dal disastro di Marcinelle, in Belgio, ma quell’evento drammatico continua a essere, e rimarrà per sempre, un simbolo del sacrificio compiuto dai lavoratori italiani e veneti nel mondo. Quello che accadde nella miniera di carbone del ‘Bois du Cazier’ rappresenta contemporaneamente un monito e un ricordo che non si possono e non si devono cancellare: il monito a un continuo impegno per garantire maggior sicurezza nei luoghi di lavoro; la memoria di tanti nostri corregionali che furono protagonisti di un’emigrazione fatta di dignità, di senso del dovere, di rispetto, di legame forte con le proprie radici”.

Così il Presidente della Regione del Veneto commemora la tragedia di Marcinelle, nella quale morirono 262 minatori, dei quali 136 erano italiani e tra questi 5 veneti. Tutti insigniti nel 2005 della medaglia d’oro dall’allora presidente della Repubblica Ciampi, in ricordo del tributo di dolore e di sangue costato agli emigranti italiani.

“Dino Della Vecchia di Sedico, Giuseppe Polese di Cimadolmo, Mario Piccin di Codognè, Guerrino Casanova di Montebelluna, Giuseppe Corso di Montorio Veronese – conclude il Presidente –: sono loro i cinque nostri corregionali che pagarono un tributo enorme alla povertà di una terra che grazie anche al loro sacrificio, al loro insegnamento, ha saputo riscattarsi".

Una targa per padre Bordignon

“Domenica ho consegnato, insieme al sindaco di Lusiana e all’associazione dei Vicentini nel mondo, la targa d’oro a don Giovanni Bordignon, 74 anni, il missionario scalabriniano veneto che si è battuto, durante il suo servizio in Belgio, insieme ai minatori perché la miniera di Marcinelle fosse salvata dalla demolizione e rimanga come monumento alla memoria del sacrificio immane dei nostri emigranti. Conservare i segni della memoria e onorare quanti ne sono testimoni, credo sia un atto doveroso di rispetto e di omaggio verso le vittime di quella tragedia e verso le sofferenze patite dai milioni di veneti che hanno lasciato la loro terra in cerca di lavoro e di futuro, pagando spesso un caro prezzo”.

Così l’assessore regionale al sociale e i flussi migratori si unisce al ricordo per i 262 minatori, di cui la metà italiani e tra questi 5 veneti, periti nell’incendio della miniera di carbone Bois du Cazier di Marcinelle, in Belgio.

“Quel sito ora è patrimonio dell’Umanità, per decisione dell’Unesco – aggiunge l’assessore – perchè sia emblema delle tante, troppe tragedia dell’emigrazione e del lavoro, che purtroppo continuano a segnare la storia presente. Il ricordo delle vittime di ieri e di oggi sia un monito universale, a difesa del valore della vita umana e del lavoro in ogni luogo e in ogni condizione, contrastando miseria e sfruttamento”.

Fonte: Dire
Comunicato stampa
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