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Materne paritarie: dove sono i fondi? Rubinato sollecita la Giunta regionale

Botta e risposta tra la deputata del Pd Simonetta Rubinato, che accusa la Regione di enorme ritardo nell'erogazione dei contributi alle scuole dell'infanzia paritarie, e il vicepresidente del Veneto, Gianluca Forcolin, che assicura che i fondi stanno arrivando e invita a sollecitare il Governo ad allentare il patto di stabilità

Materne paritarie: dove sono i fondi? Rubinato sollecita la Giunta regionale

“A fine aprile la Regione Veneto ha ricevuto dallo Stato 25 milioni di euro, quota parte dei 220 milioni stanziati dalla Legge di Stabilità 2014. Sono trascorsi quasi quattro mesi ma di quei soldi alle nostre scuole dell’infanzia paritarie non è arrivato ancora un euro. Contrariamente a quanto, invece, sta avvenendo in altre regioni: come la Toscana che sta versando i fondi alle scuole sulla base di un piano di pagamenti rateali e la stessa vicina Lombardia che li sta erogando a sua volta. La Giunta Zaia ci dica qual è il problema che impedisce alla Regione Veneto di fare altrettanto”. La denuncia arriva oggi da Simonetta Rubinato, parlamentare del Pd, membro della Commissione Bilancio della Camera che raccoglie l’allarme dei tanti gestori delle scuole dell’infanzia paritarie che garantiscono il 65% dell’offerta nella nostra regione.

La risposta dalla Regione non si è fatta attendere, a stretto giro di comunicato stampa. A replicare all'on. Rubinato è il vicepresidente della Giunta veneta Gianluca Forcolin, con delega al bilancio: “Nessun ritardo, le scuole paritarie del Veneto stanno per ricevere non solo i 25 milioni di trasferimenti statali assegnati dalla Legge di stabilità 2015, ma anche gli oltre 30 milioni di euro di risorse regionali previsti nel bilancio regionale 2015 già in pagamento. Il 20 luglio, con apposito provvedimento di variazione di bilancio, la Giunta veneta ha provveduto ad assegnare alle scuole d’infanzia del Veneto i 25,8 milioni di fondi statali arrivati da Roma e, nel contempo, ha dato il via ai mandati di pagamento per oltre 28,8 milioni di contributi di propria competenza”.

Forcolin rassicura i gestori delle scuole paritarie, dell’infanzia e secondarie sui tempi di pagamento dei contributi pubblici. “Il Veneto non è affatto in ritardo nell’erogare i trasferimenti statali – precisa Forcolin, replicando all’onorevole Rubinato – in quanto la Giunta ha potuto assegnare i fondi non appena avuta certezza dell’effettivo trasferimento dal ministero. Ora le strutture competenti – il Dipartimento sociale per nidi e scuole d’infanzia e la Direzione Istruzione per le secondarie di primo e secondo grado - sono già al lavoro per predisporre i relativi decreti e i mandati di pagamento. Anzi, il  nuovo governo regionale, consapevole delle difficoltà nelle quali versano le scuole paritarie a causa degli oneri crescenti e della progressiva contrazione dei contributi pubblici, ha provveduto ad accelerare il pagamento dei fondi regionali previsti nel bilancio di previsione 2015,  per un valore complessivo di 30 milioni e 240 mila euro”.

La situazione in Veneto è sempre più drammatica: i dati della Fism parlano di una media, negli ultimi 5 anni, di 10 scuole chiuse all’anno, cioè 30 sezioni, 1.000 bambini iscritti in meno e circa 100 posti di lavoro in meno all'anno. Con la conseguenza di creare un vero e proprio problema sociale, perché l’Ufficio Scolastico regionale non riesce a sostituire il servizio con sezioni di materna statale.

“Senza contare il patrimonio culturale e sociale specifico del Veneto che stiamo perdendo – afferma Rubinato -. Certo anche lo Stato ha tagliato i fondi, ma ora che sono arrivati i 25 milioni perché la Regione non li paga? Senza contare i gravi ritardi sui fondi regionali: solo nel maggio scorso è arrivato il saldo per i nidi dell’anno 2012/2013 e solo a giugno 2015 sono stati erogati alle materne i 21 milioni di euro relativi all’anno 2012/2013. Nessun euro è stato ancora liquidato dei 21 milioni che spettano ai nidi per il 2014. Addirittura non si ha nessuna notizia delle delibere relative agli stanziamenti per l’anno scolastico appena concluso (in totale 42 milioni)”.

Complessivamente nidi e scuole materne paritarie del Veneto avanzano la bellezza di 88 milioni di euro di contributi da Palazzo Balbi.  “A questo punto, visto che non posso pensare che la Giunta regionale voglia farle chiudere, vi è la preoccupazione che ci siano seri problemi finanziari per le casse della Regione. Invito chi governa il Veneto a fare chiarezza. Già ora molte scuole sono in arretrato con il pagamento degli stipendi al personale”.

Un ritardo, quello relativo al pagamento dei contributi statali, che Forcolin attribuiscealle procedure di assegnazione decise dal Governo: “A rallentare l’erogazione dei contributi alle scuole dell’infanzia e paritarie – replica Forcolin –  sono le mutate procedure di assegnazione decise a Roma che,  solo per quest’anno, hanno affidato alle Regioni (anziché ai competenti Uffici scolastici regionali) la gestione dei trasferimenti statali alle scuole paritarie secondarie. Una innovazione temporanea, dato che già dal prossimo anno la competenza ritornerà agli Uffici scolastici regionali, che ha allungato i tempi burocratici complicando il percorso di erogazione dei fondi per i 160 istituti secondari veneti interessati”.

“Certo, l’onorevole Rubinato ha ragione quando ricorda che i nidi e le scuole d’infanzia del Veneto sono in credito dalla Regione di decine di milioni di euro di contributi pubblici per le annualità precedenti – conclude Forcolin – ma le rammento che il nodo scorsoio del patto di stabilità sta strangolando le capacità di spesa anche di una regione virtuosa come il Veneto, che ha chiuso il rendiconto 2014 con un attivo di un miliardo e 100 milioni. Soldi con i quali avremmo potuto tranquillamente anticipare le spettanze non solo delle oltre mille scuole d’infanzia, ma anche di tanti altri gestori di servizi integrativi e sussidiari, come i centri di formazione professionale o i gestori di servizi per la disabilità. Invece di sollevare inutili polemiche, l’on. Rubinato si adoperi – invita il vicepresidente della Giunta - con i suoi colleghi parlamentari nei confronti del governo Renzi per ottenere al Veneto maggiore autonomia finanziaria e allargare le maglie di un assurdo vincolo di stabilità che ci impedisce di spendere persino i risparmi che abbiamo in cassa”.

Fonte: Comunicato stampa
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