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Mattarella nel Bellunese: "Vediamo anche qui gli effetti dei cambiamenti climatici"

“È una giornata particolare questa, in cui sottolineiamo eventi che hanno caratterizzato e contrassegnato queste montagne”. Ambiente, clima, il ricordo del maltempo che si è abbattuto sul Bellunese e della tragedia del Vajont, ma anche la candidatura alle Olimpiadi del 2026. Sono molti i temi che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha toccato oggi.

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Mattarella nel Bellunese: "Vediamo anche qui gli effetti dei cambiamenti climatici"

“È una giornata particolare questa, in cui sottolineiamo eventi che hanno caratterizzato e contrassegnato queste montagne”. Ambiente, clima, il ricordo del maltempo che si è abbattuto sul Bellunese e della tragedia del Vajont, ma anche la candidatura alle Olimpiadi del 2026. Sono molti i temi che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha toccato oggi, nella sua giornata bellunese. "Gli sforzi compiuti nelle diverse conferenze internazionali, che si sono succedute, hanno, sin qui, conseguito risultati significativi ma parziali e ancora insufficienti. Siamo sull'orlo di una crisi climatica globale, per scongiurare la quale occorrono misure concordate a livello planetario. E' il senso della sollecitazione sottoscritta, nell'autunno scorso, da alcuni Capi di Stato europei", ha detto il Capo dello Stato.

"Di fronte a tragedie come quella del Vajont – ha spiegato poi Mattarella - la Repubblica è chiamata, anzitutto, a esprimere il proprio dolore a quanti, vittime e sopravvissuti, ne sono stati colpiti. Ma non può limitarsi al cordoglio". Così si è espresso il presidente, dopo aver reso omaggio alle vittime del Vajont, al cimitero monumentale di Fortogna. "La Repubblica è, in qualche modo - aggiunge -, responsabile di quanto avviene sul suo territorio e quindi ha motivo di scusarsi con chi ha sofferto le conseguenze di disastri di questo genere. Ma la Repubblica è anche, al contempo, vittima anch'essa delle scelte e dei comportamenti di coloro che hanno concorso a causare di immani sciagure come quella e io, rappresentando la Repubblica nel porgere le scuse a quei rappresentanti mi colloco accanto a chi avverte il dolore di quei lutti immani e sono tra coloro che ne conservano la memoria".

Più tardi, dopo una ricognizione in elicottero delle aree colpite dal maltempo, Mattarella è intervenuto al Teatro comunale di Belluno alla cerimonia commemorativa dell’alluvione che ha colpito lo scorso ottobre la regione Veneto nel corso della quale hanno preso la parola il Sindaco Jacopo Massaro, il Presidente della Provincia Roberto Padrin e il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia.

Hanno portato le loro testimonianze Thyerry Obert-Luciani, Fisico Meteorologo dell’Agenzia Regionale Protezione Ambiente Veneto, Ivo Gasperin, Coordinatore della Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Alpini di Belluno e due bambini autori dei racconti “I giorni delle candele “e “il disastro”.

Ha detto il Capo dello Stato: “Il presidente della Regione e il Presidente della Provincia hanno evidenziato alcuni problemi. Vi sono problemi di cui si stanno occupando Governo e Parlamento, sui quali quindi non posso esprimermi. Ma posso farlo sulle olimpiadi - Presidente Zaia - che considero un’occasione di grande importanza, non soltanto per le Regioni e le città protagoniste ma per l’intera Italia. Le assicuro tutto il sostegno e l’appoggio possibile”.

Ha proseguito il Presidente: “Poc’anzi, i due bambini – bravissimi – ci hanno introdotto con efficacia in quel che è avvenuto in ottobre, e mai come in quell’occasione - la tempesta Vaia - è stato chiaro all’opinione pubblica italiana che i mutamenti climatici in atto nel mondo comportano effetti pesanti anche sull’ambiente del nostro Paese e sulle condizioni di vita della nostra popolazione. Sentir parlare della desertificazione di alcune regioni africane o dei violenti tifoni nei Caraibi, sulla costa occidentale degli Stati Uniti o in Asia, appariva descrizione di una realtà lontana, remota, che non ci riguardava. Un evento straordinario - eccezionale, secondo gli esperti - ci costringe a fare i conti con la realtà della vita quotidiana, e a cercare - come ci ha esortato a fare il dottor Thyerry Luciani - di prendere atto dell’esigenza di “una maggiore comprensione dei fenomeni in atto”. Perché è giusto osservare che limitarsi a evocare la straordinarietà di fatti che si affacciano prepotentemente, per giustificare noncuranza verso una visione e progetti di più lungo periodo, è un incauto esercizio da sprovveduti”.

Ha concluso Mattarella: “È a Belluno, oggi, che svolgiamo questa riflessione. È giusto farlo sulle Alpi. È giusto che sia la montagna, grande questione nazionale, assieme a quella di tutte le aree interne, a proporci, ancora una volta, il tema delle risorse naturali del nostro Paese, della loro tutela, della garanzia ai cittadini della sicurezza dei territori”.

Fonte: Comunicato stampa
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