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Mercato del lavoro, la Marca torna ai livelli pre-crisi. Boom dei contratti a tempo indeterminato

Lo certifica l’Ufficio Studi della Cisl Belluno Treviso, con il report sull’andamento del mercato del lavoro relativamente al primo trimestre dell’anno. I 30 mila posti di lavoro persi all’apice della recessione, nel dicembre 2014, sono stati pienamente recuperati all’inizio del 2018.

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Mercato del lavoro, la Marca torna ai livelli pre-crisi. Boom dei contratti a tempo indeterminato

Occupazione a livelli pre-crisi e aumento del lavoro stabile per i giovani in provincia di Treviso. Lo certifica l’Ufficio Studi della Cisl Belluno Treviso, con il report sull’andamento del mercato del lavoro relativamente al primo trimestre dell’anno. I 30 mila posti di lavoro persi all’apice della recessione, nel dicembre 2014, sono stati pienamente recuperati all’inizio del 2018: il primo trimestre dell’anno, con un saldo totale di 9.245 posizioni, segna anzi un nuovo massimo occupazionale, superiore di 215 unità rispetto a quello registrato nel maggio del 2008. I dati sono stati presentati oggi a Treviso dal Segretario generale Cinzia Bonan e dal Segretario con delega al Mercato del lavoro Gianni Pasian.

In gennaio è stato boom di assunzioni: nel primo mese dell’anno il saldo fra assunzioni e cessazioni è stato di 8.590 (2.080 occupati in più rispetto allo stesso mese dell’anno precedente). Nel trimestre le assunzioni sono state ben 37.620, contro le 32.320 del primo trimestre 2017, con una netta prevalenza dei contratti a tempo indeterminato (1.830 contro i -735 del primo trimestre del 2017) dovuta anche alle trasformazioni dei contratti a tempo determinato e di quelli di apprendistato e riguardante soprattutto gli under 30. Osservando le forme contrattuali più utilizzate nel primo trimestre dell’anno, si nota infatti il calo del saldo dei contratti a tempo determinato (4.390 contro i 5.535 del 2017) e dei contratti in somministrazione, il cui saldo passa da 3.470 del 2017 a 2.425. L’apprendistato, invece, ha sostenuto il saldo del trimestre con 600 posizioni aggiuntive, valore più alto dei 390 registrati nel 2017. Con riguardo alle altre forme contrattuali, prosegue anche nel primo trimestre l’incremento delle assunzioni con contratto a chiamata (37,4%), con saldi inferiori alle 400 unità (erano 590 nel 2017).

“Sono dati - sottolinea il segretario Cisl Gianni Pasian - che documentano una crescita economica reale e accompagnata da una ripresa occupazionale sospinta anche dai Bonus assunzioni previsti dalla Legge di Bilancio 2018, che prevede uno sgravio contributivo del 50% per le imprese che assumono a tempo indeterminato giovani fino a 35 anni, requisito che a partire dal 1° gennaio 2019 scenderà a 30 anni. Inoltre va evidenziata la ripresa del comparto legno arredo e costruzioni, settori che erano stati maggiormente colpiti dalla crisi, e questo è senza dubbio un ottimo segnale per il futuro. Il comparto metalmeccanico, cos’ come l’agricoltura, continuano la loro continua crescita occupazionale. Da registrare infine un aumento significativo del terziario avanzato che riguarda in particolare il mercato tecnologico, la cosiddetta new economy”.

 

GENERI ED ETA’

La variazione del primo trimestre ha interessato principalmente gli uomini i quali sono aumentati di 6.020 unità (erano 5.490 nello stesso periodo dello scorso anno), mentre la variazione delle donne è stata 3.225 (3.170 nel primo trimestre 2017). Tra le età, i lavoratori tra i 30 e i 54 anni aumentano di 4.690 posizioni (4.365 nel primo trimestre 2017); gli under 30 crescono di 4.400 unità, in linea con il 2017 quando il valore era 4.300. Soddisfacente anche il saldo degli over 54, classe d’età particolarmente delicata: il saldo è +155, un anno prima era risultato nullo.

 

SETTORI

Per quanto riguarda i settori, è l’industria a trascinare i saldi occupazionali, con 250 posti in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il legno e le costruzioni, fra i settori più duramente colpiti dalla crisi, sono in netta ripresa: le costruzioni recuperano 200 posti di lavoro rispetto al primo trimestre 2018, il legno-mobilio altri 160. Tutti i settori mostrano nel primo trimestre saldi positivi, con eccezione delle utilities (-5). Forti aumenti per metalmeccanico (1.650, nel 2017 il saldo si era fermato a 1.355) e tessile abbigliamento calzaturiero (275 contro 115 del 2017). Tra i servizi, elevata la variazione nel terziario avanzato (450, erano 135 nel 2017) e nel commercio all’ingrosso (405 contro i 305 del 2017).

 

TERRITORI

Tutte le aree della provincia mostrano saldi positivi delle posizioni da dipendente: Treviso, Conegliano, Vittorio Veneto, Pieve di Soligo e Castelfranco Veneto mostrano saldi positivi in miglioramento rispetto al 2017, Treviso passa da 2.325 a 2.425, Conegliano da 1.280 a 1.370, Castelfranco da 585 a 1.065, Vittorio Veneto da 495 a 570 e Pieve di Soligo da 365 a 460. Montebelluna registra una dinamica simile al precedente anno (1.200 unità circa), mentre Oderzo, pur avendo un saldo ampiamente positivo (2.150), è inferiore al 2017 (2.400)

 

L’ANALISI

“I dati sono indubbiamente positivi - sottolinea il segretario generale Cinzia Bonan -: sono stati recuperati tutti i posti persi in 10 anni di turbolenze, le aziende hanno ricominciato ad assumere giovani e a stabilizzare i contratti in essere, segnale che indica che le stesse imprese stanno ritrovando il coraggio d’investire sulle risorse umane e sul medio-lungo periodo. Proprio per questo, anche alla luce della stagnazione salariale, chiediamo alle parti datoriali sforzi maggiori per migliorare la qualità del lavoro, una maggiore apertura sulla contrattazione aziendale, per permettere ai lavoratori di ottenere una giusta partecipazione ad una economia in ripresa e maggiori investimenti sulla sicurezza, per prevenire i tanti infortuni sul lavoro che stanno colpendo la Marca e il Veneto in questi mesi. Va poi ricordato che la ripresa dell’attività economica e dell’occupazione ancora faticano a tradursi in un aumento del benessere per le famiglie sia per la stagnazione salariale, sia per la disuguaglianza sociale e le povertà aumentate in questi anni anche in provincia di Treviso”.

Fonte: Comunicato stampa
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