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Movida, tra provvedimenti e appelli

In Prefettura a Treviso si è riunito il Comitato di sicurezza e ordine pubblico. Si è condiviso l’inserimento tra le zone nelle quali è necessario garantire il distanziamento sociale, fino alla scadenza dello stato di emergenza fissato al 31 luglio, di locali, bar e aree di movida e dei mercati comunali. Gli appelli di commercianti e autorità sanitarie.

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Movida, tra provvedimenti e appelli

"Nel Comitato di sicurezza e ordine pubblico indetto oggi dalla Prefettura – comunica Stefano Marcon Presidente della Provincia di Treviso – si è fatto il focus sulle aree particolarmente sensibili e che necessitano di intensificare i controlli da parte delle Forze dell’Ordine sugli episodi che vengono segnalati nell’apertura del lockdown in questa Fase 2".

Si è condiviso l’inserimento tra le zone nelle quali è necessario garantire il distanziamento sociale, fino alla scadenza dello stato di emergenza fissato al 31 luglio, di locali, bar e aree di movida e dei mercati comunali.

"E’ necessaria la collaborazione di tutti, operatori e fruitori, affinché possa essere consentito lo svolgimento delle attività nella massima sicurezza, accettando anche modifiche rispetto alle consuete e consolidate modalità seguite in situazioni non eccezionali come quella attuale", prosegue Marcon.

Misure straordinarie di controllo sono state definiti nel Comitato di oggi e che vedono la sinergia tra polizia municipale e forze dell’ordine a garanzia della tutela dell’ordine pubblico dove venga riscontrato uno scarso senso di responsabilità in questa fase di ripresa così delicata.

Gli appelli

Formazione a tutto campo sulle modalità di riapertura con Ulss e Spisal, cartelli informativi inviati a tutte le imprese associate, accordi con le forze dell’Ordine per favorire uno svolgimento il più possibile corretto della riapertura. La tanto attesa fase 2 è ora alla prova del buon senso degli esercenti, dei cittadini e dei consumatori: “le nostre imprese”- a cominciare dai pubblici esercenti” - assicura Federico Capraro, presidente di Confcommercio Treviso “- si sono formate con grande scrupolo e responsabilità e stanno ora affrontando la riapertura con le nuove regole, dopo aver sanificato i locali ed adottato tutte le misure. Mascherine, metro, gel, cartelli ed aver adottato tutti i protocolli sulla sicurezza dei lavoratori dipendenti”.

“Ora però” – spiega Capraro- “la partita si sta spostando, la responsabilità non è solo dei politici, né degli Ospedali, siamo di fronte ad una presa di responsabilità individuale cui nessuno, cittadino, consumatore, dipendente o imprenditore può sottrarsi. Nella fase 1 dietro ai tricolori ed ai balconi abbiamo sentito tutti il senso della collettività e dell’unitarietà, ora deve emergere una nuova responsabilità: quella del singolo, dell’individuo. Gli eccessi dei singoli vengono poi pagati da tutti ed il carico delle scorrettezze di alcuni non deve pesare solo sulla piccola impresa, che è impegnata a fare il proprio lavoro ed a dare occupazione”.

“Abbiamo tutti sentito il peso delle privazioni, della mancanza delle uscite e della vita di relazione, capisco bene come la dimensione della convivialità ed il radicamento di alcune abitudini possa incidere sugli equilibri personali, ma bisogna che tutti- soprattutto i giovani che più di altri hanno sofferto dell’isolamento- facciano la propria parte. Sapersi limitare, evitare gli assembramenti, rispettare le regole è- in sintesi- un grande esercizio di democrazia che – se svolto bene - ci porta verso l’uscita dal tunnel in tempi brevi. In una parola verso la libertà. Se non si riuscirà ad esercitarlo, arriverà la stretta, la coercizione, la “dittatura”, un nuovo “incarceramento” e sarà una sconfitta per tutti, soprattutto per una società civile e democratica come la nostra che dovrà fare i conti con la propria incapacità di autodisciplinarsi. La differenza tra riaprire e ripartire è anche questa” - conclude Capraro.

Un appello arriva anche da Giuseppe Dal Ben direttore dell'Ulss 3 Serenissima: "Ragazzi che andate in giro così spavaldamente: nelle vostre mani avete la vita dei vostri nonni e delle persone anziane a voi care. Abbiate rispetto di chi vi sta accanto, se non basta che vi si rammentino i troppi morti già causati dal Coronavirus”. Si è espresso così il Direttore Generale dell’Ulss 3 Serenissima Giuseppe Dal Ben nel corso della conferenza stampa di stamattina all’ospedale mestrino dell’Angelo sui rischi della movida sconsiderata da parte di giovani, che sottovalutano l’importanza delle protezioni individuali contro il contagio da Covid 19. “Fate attenzione, voi che vi sentite liberi di fare quello che volete. Il virus c’è, è presente intorno a noi. Gli ospedali stanno tornando alla loro normalità; e però non vorremmo che per qualche imprudenza e comportamento non corretto si debba ritornare a chiudere tutto. E questo dipende solo dal nostro senso civico”
“Abbiamo passato tutti insieme – conclude – una lunga quarantena. Ora ci è offerta una grande occasione di vendicarci: mettiamo noi il virus in lockdown. Tocca a lui, ora: chiudiamolo, lasciamolo da solo, escludiamolo dalle nostre giornate oggi e in futuro. Lo possiamo fare solo utilizzando mascherina, guanti, igienizzante mani e distanziamento sociale”.

Fonte: Comunicato stampa
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