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Natalità da sostenere per legge: a partire dal Veneto

Il Forum delle associazioni famigliari ha illustrato la grave situazione demografica alla V Commissione. Si sono lasciati con l’impegno a condividere una bozza di legge regionale per la famiglia e a coinvolgere maggiormente l’associazionismo famigliare nelle scelte strategiche che coinvolgono il tessuto sociale veneto.

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Natalità da sostenere per legge: a partire dal Veneto

Si sono lasciati con l’impegno a condividere una bozza di legge regionale per la famiglia e a coinvolgere maggiormente l’associazionismo famigliare nelle scelte strategiche che coinvolgono il tessuto sociale veneto. La settimana scorsa il Forum regionale delle associazioni famigliari ha incontrato i rappresentanti della Quinta Commissione del Consiglio regionale del Veneto.
Scopo dell’audizione la presentazione dei dati demografici più recenti, nazionali e regionali, che evidenziano il pesante calo di popolazione che si registra anche nella nostra Regione, e le proposte delle associazioni per un sostegno regionale alla natalità e alle famiglie.
“Il calo demografico in Veneto è il segnale che sono necessarie politiche per la famiglia articolate, immediate e concrete - spiegano i referenti del Forum Veneto Marco Scarmagnani, Alessandra Donà e Adriano Bordignon che sono stati ricevuti dalla V Commissione -. Nel 2016 il saldo negativo è di ben 202mila unità e le stime dell’Istat indicano che nel 2065 l’Italia avrà perso 6,5 milioni di abitanti, l’età media sarà di 50 anni e gli over 65 saranno il 33% della popolazione. E’ un vero e proprio «bollettino di guerra»”. Per il Forum delle famiglie una nuova legge regionale potrebbe quindi rappresentare la leva della inversione di tendenza. Perché i territori che hanno sostenuto le giovani coppie con incentivi, decontribuzione e servizi hanno invertito la tendenza, e sono tornati a crescere.
I consiglieri della Quinta Commissione hanno accolto con molto interesse le istanze rappresentate dal Forum ed in particolare i timori sull’andamento demografico e le conseguenze economiche e sociali che ne derivano. Il Forum ha anche illustrato ai consiglieri il pesante calo delle iscrizioni scolastiche, segnale evidente del calo della natalità che si è registrato negli ultimi anni.
D’altronde, se si svuotano le culle, poco dopo si svuoteranno anche i nidi, le scuole dell’infanzia e le aule scolastiche, visto che anche il flusso di alunni figli di famiglie immigrate si è notevolmente ridimensionato.
Il presidente della Quinta Commissione Fabrizio Boron ha invitato il Forum Veneto a condividere con il Consiglio una bozza di “Legge regionale per la famiglia” conosciuta dal Forum e le integrazioni suggerite dall’associazionismo. Il presidente si è inoltre impegnato alla convocazione dello stesso Forum in occasione della discussione del “Nuovo Piano sanitario regionale” poiché il suo impatto sulla famiglia sarà notevole.
Secondo l’Istat nel 2016 in Italia sono stati iscritti all’anagrafe 473.438 nuovi nati, oltre 12mila bambini in meno rispetto al 2015. Si tratta del valore più basso mai registrato nella storia del nostro Paese. Nell’arco di 8 anni (dal 2008 al 2016) le nascite sono diminuite di oltre 100mila unità. Il saldo naturale (cioè la differenza tra nati e morti) segna nel 2016 il secondo maggior calo di sempre (-134mila), dopo quello del 2015; ma è soprattutto la dinamica demografica dei cittadini italiani a essere negativa: il saldo naturale è di meno 189mila persone, quello migratorio con l’estero è di meno 80mila. “Chi lavorerà? Chi pagherà le tasse e sosterrà il welfare e le pensioni? Chi sosterrà le crescenti spese per la sanità veneta? Chi si prenderà cura dei nostri anziani? Chi sosterrà i consumi e l’economia?” si sono chiesti i rappresentanti del Forum di fronte ai consiglieri. “La famiglia, e di conseguenza le politiche familiari, non riguardano un settore specifico ma sono una dimensione strutturale e strategica della nostra società - hanno sottolineato gli interventi dei rappresentanti del Forum -. Ogni bambino, ogni giovane, ogni anziano, ogni malato, ogni disabile, ogni uomo o donna fa parte di qualche famiglia. Ed è per questo che non esiste politica sociale, economica, abitativa o altro che sia«neutra» per la famiglia”.
Adriano Bordignon, coordinatore del Centro della Famiglia di Treviso, e membro del Forum, ha messo in evidenza anche l’opportunità di una più incisiva valorizzazione dell’associazionismo familiare con incontri periodici, la previsione di fondi e bandi speciali per le politiche familiari da attivare in un’ottica di sussidiarietà e la rivitalizzazione dei Piani di Zona con la previsione di una “Area Famiglia” che sia dimensionale e propedeutica a tutte le altre aree di intervento. Investire sulla famiglia oggi, sostenerla, fornire servizi, darle protagonismo è una scelta che paga, una strategia di lungo respiro per il futuro del Paese e per il suo benessere.

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