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Nessuno ha vinto

"Ma a perdere meno rispetto a Renzi è Conte", spiega il politologo Pregliasco commentando il voto di fiducia al Senato, che ha attribuito al Governo una fragile maggioranza relativa. In prospettiva il nuovo partito del premier

Nessuno ha vinto

“Nessuno esce come vincitore assoluto. Ciascuno dei protagonisti ha dovuto cedere qualcosa, chi più chi meno”. Lorenzo Pregliasco, politologo, fondatore dell’agenzia Quorum e del sito YouTrend, docente all’Università di Bologna, commenta così l’esito del voto di fiducia in Senato, che ha attribuito al Governo di Giuseppe Conte una fragile maggioranza relativa, dopo la spaccatura con “Italia Viva” di Matteo Renzi. “Se vogliamo - prosegue -, Conte perde di meno, riesce comunque a restare al Governo, anche se può contare al Senato su numeri molto deboli. Nelle prossime settimane è possibile che si allarghi la maggioranza con la creazione di un nuovo gruppo centrista moderato. Secondo me le possibilità non sono basse. Alcuni che hanno votato no hanno lasciato la porta aperta, compresi i senatori dell’Udc”. Di conseguenza, “a uscire sconfitto è soprattutto Matteo Renzi, che rimane però un attore importante al Senato, se Italia Viva riuscirà a restare abbastanza compatta”.

All’orizzonte, il possibile partito di Conte. Ipotesi credibile? “Più che crederci io, deve crederci Conte. E’ una prospettiva che da un lato gli darebbe maggiore prospettiva politica, ma cambiarebbe anche la sua natura, non sarebbe più un punto d’equilibrio. In ogni caso, se si parla di partito di Conte vuol dire parlare di elezioni. L’obiettivo potrebbe essere quello di addensare un parte del centrosinistra tradizionale, ma anche del mondo moderato e cattolico, un po’ com’era accaduto nel 2013 con Mario Monti. All’epoca, però, Scelta Civica non fu determinante”.

Conte ha parlato senza mezzi termini di legge elettorale proporzionale. “E’ un’offerta da leggere nell’attuale contesto politico - prosegue Pregliasco -. Certamente, il proporzionale lascerebbe le mani più libere a Forza Italia e a chi guarda a orizzonti centristi. Chi lo sostiene punta a disarticolare l’assetto sostanzialmente bipolare che si è creato, soprattutto nel centrodestra. Anche le attuali proiezioni elettorali che stiamo facendo con YouTrend mostrano con chiarezza che con il Rosatellum il centrodestra sarebbe favorito. Ma è certamente uno scenario che porta con sé il rischio di palude permanente, cioè una prospettiva politica che dà vita a governi frammentati e basati su partiti con le mani libere. Ma anche l’attuale sistema misto produce effetti simili. Siamo anche in una situazione di sfarinamento dei partiti e la permanenza a palazzo Chigi di Conte, con tre diverse maggioranze, costituisce un’illusoria stabilità”.

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