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Non nel mio nome! I musulmani sfilano a Treviso

Giovani musulmani e non, associazioni e semplici cittadini hanno sfilato questa domenica per le vie del centro. I ragazzi, circa una sessantina, hanno lanciato un messaggio chiaro, volto all'integrazione, al dialogo e alla condanna di ogni forma di violenza ed estremismo. 

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Non nel mio nome! I musulmani sfilano a Treviso

Giovani musulmani e non, associazioni e semplici cittadini hanno sfilato questa domenica per le vie del centro di Treviso scandendo chiaro lo slogan: “Not in my name, non nel mio nome”. La manifestazione è stata organizzata dai Giovani Musulmani d'Italia allo scopo di prendere posizione apertamente contro organizzazioni terroristiche come l'Isis e Al Qaeda che seminano morte e orrore nei paesi del Medio Oriente, in Africa e anche in Europa.

I ragazzi, circa una sessantina, hanno lanciato un messaggio chiaro, volto all'integrazione, al dialogo e alla condanna di ogni forma di violenza ed estremismo. “Quelli dell'Islam sono valori di pace e rispetto dell'altro che nulla hanno a che vedere con il terrorismo - hanno spiegato - e siamo stanchi di sentir parlare di Islam moderato ed Islam radicale, non ci sono due Islam. La nostra religione è una, ed è una religione di pace”.

 Tanti sentono il bisogno di scendere in piazza oggi per la prima volta allo scopo di ribadire la propria identità, perché hanno paura, paura delle generalizzazioni che sempre più spesso accostano l'Islam al terrorismo senza distinzioni, unendo tutti in un'equazione errata che crea pregiudizi ed odio ingiustificato. L'invito lanciato dai megafoni in Piazza dei Signori è quello di non lasciare il campo all'ignoranza, ma di informarsi, conoscere l'altro e la sua cultura per poterlo comprendere.

La condanna per le stragi di Parigi è forte ed unanime, poiché dicono “questi atteggiamenti contraddicono assolutamente i valori della religione musulmana”, ma non possono condividere quello che è stato uno dei motti più ripetuti dopo il massacro nella redazione di Charlie Hebdo: “Je suis Charlie”, poiché il messaggio di libertà di pensiero si scontra con il rifiuto di “qualsiasi forma d'espressione offensiva, soprattutto contro il profeta Mohamed o altri profeti di Dio, nel rispetto delle religioni e della libertà del credo”.

A conclusione della manifestazione, che si è svolta in tranquillità e senza problemi, i giovani hanno intonato l'Inno di Mameli per ribadire che sono musulmani, ma soprattutto sono italiani e che come cittadini partecipano alla vita pubblica e allo sviluppo sociale e culturale del loro paese.

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