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Parlamento europeo: l'italiano David Sassoli eletto presidente

Giornalista, volto popolare della tv, da dieci anni a Strasburgo, è stato eletto da una maggioranza europeista comprendente Popolari, Liberali (Renew Europe) e Socialdemocratici, il gruppo cui aderisce il Partito democratico del quale Sassoli è esponente

Parlamento europeo: l'italiano David Sassoli eletto presidente

David-Maria Sassoli, fiorentino, 63 anni, è il nuovo presidente del Parlamento europeo. È stato eletto mercoledì 3 luglio con 345 voti. Alle spalle una lunga carriera giornalistica: da principio in piccoli giornali e agenzie di stampa, poi al Giorno, dal 1992 al Tg3. Nel 1999 arriva alla redazione del Tg1 (volto noto della conduzione televisiva), di cui diviene nel 2007 vicedirettore.
Da giovane si è impegnato in associazioni educative e in movimenti giovanili cattolici. Il 7 giugno del 2009 è stato eletto europarlamentare del Partito democratico con oltre 400mila preferenze. Nel 2014 si ricandida alle elezioni europee nella circoscrizione del Centro e ottiene oltre 200mila preferenze. Il 1° luglio dello stesso anno viene eletto vicepresidente del Parlamento europeo. Il 26 maggio 2019 è stato eletto per la terza volta parlamentare europeo nell’Italia centrale con 128.533 voti. La presidenza dell’Europarlamento rimane dunque italiana: Sassoli raccoglie il testimone da Antonio Tajani.
Sassoli ha preso posto come presidente ringraziando emozionato gli eurodeputati che lo hanno eletto a guidare l’istituzione “che più di ogni altra ha un legame diretto con i cittadini, che ha il dovere di rappresentarli e difenderli”. Ed è a loro che si è rivolto nel suo discorso inaugurale, in cui ha posto subito le pietre angolari della sua presidenza: “La nostra libertà è figlia della giustizia che sapremo conquistare e della solidarietà che sapremo sviluppare. Ha inizio una legislatura che gli avvenimenti caricano di grande responsabilità perché nessuno può accontentarsi di conservare l’esistente”, ha affermato il neo presidente. Le trasformazioni epocali “hanno bisogno di nuove idee, del coraggio di saper coniugare grande saggezza e massimo d’audacia”, come quelle che ebbero i padri fondatori, ricorda Sassoli. Serve “forza di rilanciare il nostro processo di integrazione” e rendere l’Ue “capace di rispondere in modo più forte alle esigenze dei nostri cittadini e dare risposte vere alle loro preoccupazioni, al loro sempre più diffuso senso di smarrimento”. E poi occorre difendere e promuovere i “valori fondanti di libertà, dignità e solidarietà”, ogni giorno, dentro e fuori l’Ue. Serve anche che “le nostre regole economiche” coniughino “crescita, protezione sociale e rispetto dell’ambiente”.
Tajani, presidente uscente dell’Assemblea Ue, aveva presieduto martedì 2 luglio la prima seduta del nuovo parlamento, con la protesta di alcuni deputati euroscettici che non si alzavano (o addirittura voltavano le spalle) quando è risuonato l’Inno alla gioia, emblema europeo. Alla prima esperienza il 61% degli eletti. Molte le donne: il 40% (erano 36,6% nella passata legislatura). La legislatura si apre con 7 gruppi politici e 51 eletti al di fuori di ogni gruppo (come i Cinquestelle italiani). I partiti politici nazionali sono 219.
I Popolari, ridimensionati dal voto, sono scesi a 182 deputati (39 in meno); anche i Socialisti e democratici sono calati, fermandosi a quota 153 (-38); i Liberali hanno cambiato nome per inglobare gli eletti del movimento francese che fa capo al presidente Macron, e ora si chiamano Renew Europe, con 108 deputati (+41). I Verdi, che hanno registrato successi in diversi Paesi, dalla Germania alla Francia, al Regno Unito, sono saliti a 75 seggi (+25).
Assegnate le più alte cariche dell’Ue: due donne ai vertici
Mentre a Strasburgo prendeva avvio la nuova legislatura dell’Europarlamento (2019-2024), a Bruxelles Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo, ha confermato, nella serata di martedì 2 luglio, il “pacchetto” di nomine alle più alte cariche dell’Unione europea. La tedesca Ursula Von Der Leyen è indicata alla guida della Commissione (dovrà avere la fiducia del Parlamento europeo) e lei stessa ha indicato come “futuri primi vicepresidenti vicari Frans Timmermans”, olandese, “e Margrethe Vestager”, danese. Christine Lagarde, francese, è destinata a guidare la Banca centrale europea. Charles Michel, belga, raccoglierà il testimone di Donald Tusk alla presidenza del Consiglio europeo. Per la figura dell’Alto rappresentante il nome è quello di Josep Borrell, spagnolo. Tusk ha parlato di un accordo sottoscritto da tutti i leader presenti a Bruxelles.

Fonte: Sir
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