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Passaggi generazionali in azienda: una questione di famiglia

Il delicato passaggio generazionale all'interno delle imprese, questione da sempre spinosa, soffrirà del problema della curva demografica decrescente e dell'assenza di eredi qualificati oppure interessati a prendere le redini delle aziende create dai padri. 

Passaggi generazionali in azienda: una questione di famiglia

In una società che invecchia anagraficamente, è molto probabile che invecchi anche la sua classe imprenditoriale. Come succede in tutta Italia, ma anche in Veneto, compresa la nostra Marca Trevigiana. Basta dare un’occhiata ai dati della Camera di Commercio attuali, e confrontarli con quelli di dieci anni fa, per capire come il fenomeno stia letteralmente galoppando: da un lato calano le imprese gestite da imprenditori under 35, dall’altro aumenta l’età media dei titolari.

In tutta questa situazione, si innesta la tematica (delicata) del passaggio generazionale, questione da sempre spinosa, ma che ultimamente pare presentare qualche complessità aggiuntiva, come ad esempio la curva demografica decrescente, che a lungo andare influenzerà negativamente anche il passaggio di testimone nelle imprese. Paolo Zabeo, coordinatore del Centro studi Cgia di Mestre, considera plausibile che questo fenomeno del calo demografico abbia un riverbero sui passaggi generazionali “nel giro di 1-2 generazioni. Cala il numero di giovani che si affacciano nel mondo del lavoro, calano gli aspiranti dipendenti, ma anche gli aspiranti imprenditori”.

Per capire un po’ di più la situazione, abbiamo chiesto alcuni approfondimenti a Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, che a sua volta dispone dei numeri dell’osservatorio regionale di Confartigianato sul mondo della piccola e medio impresa veneta. 

Le aziende invecchiano 

“Dal quadro recentemente fornito da uno studio Unioncamere e Infocamere – ha dichiarato Giorgia Speri, presidente Giovani Imprenditori Confartigianato Veneto - in dieci anni, in Veneto, tra marzo 2011 e 2021, le imprese individuali artigiane under 30 sono diminuite del 44%, mentre i titolari con più di 70 anni sono cresciuti del 51%. Analizzando il progressivo spostamento dell’età dei titolari di imprese artigiane, emerge che se nel 2011 per ogni imprenditore over 70 c’erano almeno due titolari d’impresa under 30 pronti a sostituirlo, nel 2021 questo «ricambio» tra generazioni è sceso a meno di uno”. 

Al 31 marzo 2021, in Veneto, si contavano 3.241 titolari di imprese artigiane con meno di 30 anni (-2.523 rispetto a 10 anni prima), mentre sono 3.620 gli over 70 (+1.221 rispetto al 2011). 

“Nonostante un ricambio generazionale sempre più debole – osserva Speri – vi sono tuttavia alcuni ambiti attraversati da correnti di innovazione interessanti, che potrebbero coinvolgere in particolare le generazioni più giovani, basti pensare alle potenzialità delle nuove tecnologie e al digitale. Al contempo, le forme di artigianato più tradizionale, le eccellenze manifatturiere che hanno reso famoso il nostro Paese nel mondo, possono coesistere benissimo con lavorazioni high-tech e nuove professioni”. 

Capitalismo familiare

Nel sistema economico e produttivo italiano, addirittura tre quarti (75,2%) delle imprese attive non agricole, con 3 o più addetti, sono controllate da persona fisica o da famiglia; il Veneto è la terza regione in Italia per quota di imprese famigliari, con un’incidenza pari al 77,7% (fonte: Ricerca “Il passaggio generazionale nelle mpi in Veneto”, novembre 2020, Ufficio studi Confartigianato  imprese Veneto). In totale, in Veneto le imprese con 3 o più addetti controllate da persona fisica o famiglia a fine 2020 erano 80.916.

Il 9,1% di queste imprese famigliari venete ha già vissuto un passaggio generazionale tra il 2013 e il 2018. A questo si somma un’incidenza pari al 12,7% di imprese familiari venete che nella rilevazione del 2020 stimavano un passaggio generazionale nel 2019 – 2023. Presumibilmente, il Covid ha rallentato questo processo. 

Le difficoltà del passaggio generazionale

La transizione d’impresa tra persone della stessa famiglia, ma di generazioni diverse, è una fase delicata nel ciclo di vita aziendale, e il 51,3% delle imprese controllate da persona fisica o famiglia segnala la presenza di fattori di ostacolo tra i quali prevalgono l’assenza di eredi o successori interessati e/o qualificati (16,9%), le difficoltà burocratiche, legislative e/o fiscali (16,9%), le difficoltà nel trasferire competenze e/o contatti con clienti e fornitori (14,0%) e le difficoltà economiche e/o finanziarie (13,5%); più contenuti i conflitti famigliari (4,6%). Riassumendo, in Veneto sono 57,2% le imprese controllate da persona fisica o famiglia che segnalano una presenza di ostacoli al passaggio generazionale. Nella nostra regione sono maggiormente sentite l’assenza di eredi e successori interessati o qualificati (22,0%), le difficoltà burocratiche, legislative e/o fiscali (16,9%) e le difficoltà nel trasferire competenze e/o contatti con clienti e fornitori (15,2%). 

I passaggi generazionali avvenuti sono nettamente all’insegna della continuità: il 93,1% delle imprese vede un mantenimento e un rafforzamento del controllo della famiglia proprietaria o controllante riducendo il peso degli eventuali soci esterni (nel dettaglio, 73,3% di mantenimento del ruolo e 19,8% rafforzamento). 

Tra le imprese che hanno affrontato il passaggio generazionale, nei sette anni dal 2013 al 2019 il ruolo della famiglia proprietaria o controllante risulta nettamente confermato e addirittura rafforzato in tutte le regioni italiane. In un’altra indagine che Confartigianato Imprese Venete fece nel 2018 sui passaggi generazionali, risultò che nel 96,6% dei casi di passaggio generazionale il successore è un famigliare. Motivazione, flessibilità e capacità di lavorare in team sono tra le competenze che maggiormente hanno contribuito a facilitare il passaggio. In genere nelle aziende non si parla molto di passaggio generazionale (non ne parla il 43,7%, poco il 18,1%), di conseguenza, si rileva una scarsa pianificazione del processo: solo nel 44% dei casi è stata decisa (di queste nel 68,6% è stata rispettata nelle varie fasi del progetto). Come dato positivo, nel 68,9% dei casi il passaggio generazionale ha portato un cambiamento all’interno delle aziende, in primis nell’approccio a nuove tecnologie e politiche di marketing. Le difficoltà maggiori riscontrate riguardano il dialogo fra le diverse generazioni (25,4%), mancanza di una visione comune (23,5%) e ritardo nel prendere in considerazione la problematica (18,8%).

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